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http://it.wikipedia.org/wiki/John_Entwistle
John Entwistle.Nei "The Who", infatti, poiché Pete Townshend prediligeva le parti ritmiche lasciando ad altri i ruoli di solisti, egli dovette sviluppare una tecnica molto più eleborata e complessa, che gli permise di trasformare il ruolo del basso da semplice strumento di scansione ritmica a creatore di melodie.A riprova di questo, spesso Pete e John si scambiavano i ruoli, con Pete che scandiva il ritmo a John che eseguiva gli assoli. Nessuno prima di allora aveva pensato al basso come strumento che dettasse le regole e John lo fece. Per questo motivo è sicuramente uno dei più importanti bassisti della storia.Tra i quattro componenti dei The Who, egli si faceva notare per la sua calma e la sua compostezza, mentre Roger Daltrey era solito saltellare facendo roteare il microfono, Pete Townshend rompere la sua chitarra contro il palco e Keith Moon sfondare i tamburi della sua batteria.Nel 1971 comiciò una carriera parallela a quella del gruppo, riscuotendo inizialmente (con gli album "Smash Your Head Against the Wall" e "Whistle Rymes") grande successo di critica per la sua qualità sia come strumentista che come compositore; tuttavia la sua carriera solista non ebbe mai un vero e proprio decollo e non incontrò mai pienamente i favori del pubblico.BiografiaJohn Alec Entwistle è nato il 9 ottobre 1944 a Chiswick in Inghilterra,da Herbert e Maud Entwistle; Herbert suonava la tromba,Maud il piano. Il matrimonio dei coniugi Entwistle sarebbe durato poco dopo la nascita di John, che visse la maggior parte della sua infanzia con la madre. Già in tenera età dimostrò particolari attitudini musicali e venne spinto dal patrigno a prendere lezioni di pianoforte dai 7 agli 11 anni, presto iniziò a suonare la tromba sotto gli insegnamenti del padre.Alla Middlesex School John suonò un corno tenore acquistato dalla scuola, all'infuori di essa suona la tromba in gruppi che eseguivano musica tradizionale; in questo ambiente conobbe Pete Townshend con cui suonò insieme in formazioni minori; all'età di 14 anni diventò un fan di Duane Eddy e decise di passare alla chitarra solista, ma ben presto si accorse di essere più portato per il basso. La sua famiglia non poteva permettersi l'acquisto di un basso, così John fu costretto a costruirsi uno strumento amatoriale con un pezzo di mogano, il basso aveva volutamente la forma del Fender Precision, uno dei bassi più diffusi nei primi anni '60.Riuscì a entrare nei Detours di Roger Daltrey, su proposta di Pete Townshend con il ruolo di chitarrista ritmico. Nel 1961 John si diplomò alla Acton Grammar School, ma la famiglia non poteva occuparsi ulteriormente della sua istruzione e così fu costretto a trovare lavoro e venne assunto come impiegato nell'ufficio dell'erario, dormendo negli uffici dopo le lunghe notti di prove con i Detours.Nel 1962 i ruoli dei futuri Who si fanno più definiti, e venendo a mancare un chitarrista ritmico il ruolo di Entwistle cambia radicalmente, lanciando uno stile di basso che si distacca molto da quello tradizionale, rendendolo più simile a una seconda chitarra.Nel 1964 John guardando un programma in TV viene a conoscenza dell'esistenza di un gruppo irlandese chiamato Detours e da qui il gruppo cambierà nome in Who. Nel 1965 esce "My Generation", caratterizzata da un assolo di basso; per effettuare quell'assolo John usò un basso Danelectro caratterizzato dalla facilità con cui si potevano rompere le corde; per rifinire il pezzo John dovrà acquistare 3 bassi. Compone "The Ox" suo soprannome all'interno degli Who; nel 1966 esce A Quick One con la presenza di due pezzi scritti da Entewistle: Whiskey Man e Boris the Spider, scritta insieme al bassista di Rolling Stones Bill Wyman, portando così a conoscenza di tutti il suo senso dell'umorismo scuro e grottesco. Presenti sul disco anche molti vocals, tra cui il più riuscito è senz'altro il falsetto finale "You Are Forgiven".Nel 1967 partono per il primo tour in USA dove, insieme al compagno di stanza Moon, collezionano vertiginosi conti d'albergo; nel singolo "Picture of Lily" John suona in un assolo di corno francese e firma la B-side "Doctor, doctor". Nell'estate del 1967 partecipano al Monterey pop festival ma senza i loro amplificatori Marshall; risalgono a questo periodo i primi problemi economici.John dovrà chiedere in prestito i soldi per acquistare il biglietto aereo per tornare in Inghilterra; in inverno viene pubblicato The Who Sell Out in cui firma due pezzi "Medac" and "Silas Stingy". Nel 1968 cominciarono a circolare voci sulla possibile uscita dalla band di Moon e Entwistle (principalmente per motivi economici) per formare una nuova band con il chitarrista Jimmy Page, i Led Zeppelin; nello stesso anno esce il singolo "Call Me Lightning" con il B-side di Entwistle "Dr. Jekyll & Mr. Hyde", un omaggio alla personalità dell'amico Keith. Nel maggio '69 esce Tommy, in cui John canta "Cousin Kevin" e "Fiddle About", altri suoi contributi sono lo splendido corno francese, e i controcanti su "Overture", "Amazing Journey", "Smash The Mirror" e "Tommy Can You Hear Me".Sempre nel 1969 gli Who suonano al festival di Woodstock aprendo il concerto con la "Heaven and Hell" di John.Nel 1971 pubblica il suo primo album solista Smash Your Head Against The Wall, in seguito gli Who pubblicano il singolo "Let's See Action" con la B-side di Entwistle "When I was A Boy". Nel 1972 pubblica il suo secondo album Whistle Rhymes; nel 1973 il suo terzo lavoro Rigor Mortis Sets In. Nel tour che seguirà Quadrophenia gli Who verranno arrestati per aver distrutto una camera d'albergo, per l'occasione John scriverà "Cell Number 7", che comparirà sul suo successivo lavoro solista Mad Dog. Nel 1974 forma una band "The Ox" e avvia in Inghilterra il suo primo tour solista; nel 1975 sbarca in tour anche in USA e con gli Who realizza The Who By Numbers scrivendo una canzone da lui cantata "Success Story" caratterizzata da una furiosa apertura di basso, John disegnerà anche la copertina dell'album.Nel 1977, Entwistle suona il corno nell' album solista di Townshend, Rough Mix, su "Heart to Hang Onto". Nel 1981 gli Who pubblicano Face Dances in cui John canta "You" e "The Quiet One" realizza inoltre il suo 5° album solista "Too Late The Hero." Nel 1982 viene pubblicato It's Hard con due contributi di John: "One At a Time" and "Dangerous." Nel 1995 John partecipa con Ringo Starr in un tour di USA e Giappone con la Ringo Starr All-Star Band; nel 1996 forma una band, la John Entwistle Band e intraprende un tour, nel 1998 fa lo stesso e sbarca in America realizzando anche un cd live dell'evento.John Entwistle è stato sposato due volte e ha avuto un figlio, Cristopher, dalla sua prima unione. Da tempo malato di cuore, John muore in una stanza dell'Hard Rock Hotel di Las vegas il 27 giugno del 2002, esattamente il giorno prima dell'avvio del tour estivo degli Who che avrebbe interessato Stati Uniti e Canada.La sua morte, dopo quella di Keith Moon, ha colpito duramente il gruppo ed è stata una grave perdita per il mondo della musica.Altri progettiBiografie|EntwistleBassisti britannici|EntwistleBassisti rock|EntwistlePersone morte per overdoseJohn Entwistle
1,369,239
http://it.wikipedia.org/wiki/Isto%C4%8Dno_Sarajevo
Istočno Sarajevo.Istočno Sarajevo'" (in cirillico: Источно Сарајево; traduzione italiana: "Sarajevo Est") è una città della Bosnia-Erzegovina situata nella Republika Srpska a nord-est della capitale Sarajevo. Non fa parte di un'area densamente urbanizzata, anche se ufficialmente è una città, poiché si trova principalmente nella parte di Sarajevo che da dopo la guerra fa parte della Republika Srpska.NomeLa città era in passato conosciuta come Srpsko Sarajevo'" (Српско Сарајево, "Sarajevo serba"), ma la Corte Costituzionale della Bosnia-Erzegovina permise il cambiamento del nome.PopolazioneA causa dei cambiamenti dei confini municipali per la guerra, è solo possibile stimare la popolazione, che si aggira intorno alle 80.000-100.000 unità.CaratteristicheAnche se "de jure" la capitale della Republika Srpska è Sarajevo, Istočno Sarajevo è da alcuni ritenuta la vera capitale dello stato. Tuttavia, la capitale "de facto" della Republika Srpska è Banja Luka, dove ha sede il governo.MunicipalitàLe municipalità di Istočno Sarajevo sono:SportLa squadra locale di calcio, lo Slavija Istočno Sarajevo, gioca nel campionato di calcio bosniaco.Collegamenti esterniCittà della Bosnia-ErzegovinaCittà della Repubblica Serba di Bosnia-ErzegovinaSarajevoIstočno Sarajevo
2,810,350
http://it.wikipedia.org/wiki/Ente_Nazionale_Sordi
Ente Nazionale Sordi.L'Ente Nazionale Sordi (ENS) - inizialmente denominato Ente Nazionale Sordomuti - è la più antica associazione dei sordi in Italia.StoriaVenne fondato nel 1932 da Antonio Magarotto, in occasione dell'Anniversario del Santo Patrono di Padova, Sant'Antonio.Oggi conta circa 60.000 soci, sia sordi sia udenti (sostenitori). L'ENS è organizzato con strutture periferiche costituite da Consigli Provinciali e Regionali. Lo scopo è quello di difendere gli interessi dei sordi italiani, sia in patria che all'estero.Il primo Presidente dell'Ente Nazionale Sordi, fu Antonio Magarotto. Attualmente è guidato da Ida Collu, prima donna alla guida dell'associazione più antica dei sordi, dal luglio 1995.Prima dell'esistenza dell'ENS, esisteva un'associazione (la più antica) era la Società Mutua Soccorso dei Sordomuti. (senza fonte)Oggi ne esistono numerose associazioni sordi:CIASS: Consorzio Inter Associativo dei Sordi della Sicilia (www.ciassordisiciliani.it);AAPL FC: Associazione Audiolesi e Problemi al Linguaggio "Filippo Ciranni";LISLANDIA: associazione di sensibilizzazione sulla Lingua dei Segni e della Cultura dei Sordi (www.lislandia.it);AINU: Associazione Italiana Non Udenti (www.ainuonlus.it);Collegamenti esterni
1,692,304
http://it.wikipedia.org/wiki/Swindon
Swindon.Swindon'" è una giovane e popolosa città del Sud Ovest dell'Inghilterra (Wiltshire).Geografia fisica e umanaÈ situata alle pendici dei Marlborough Downs, a nord-est di Bath: si estende su una superficie di circa 40 km² e nel 2001 contava 155.432 abitanti.StoriaGià citata come "Suindune" nel Domesday Book (1086), ha conosciuto un notevole sviluppo economico e demografico a partire dalla metà del XIX secolo, quando vi venne aperto il grande complesso industriale delle costruzioni ferroviarie "Great Western": nel 2000, in un'area dimessa del complesso, è stato aperto il "Museum of Great Western Railway"; notevole è anche lo "Swindon Museum and Art Gallery", che conserva una ricca collezione di opere d'arte del '900.LetteraturaLa città di Swindon compare sia nei romanzi di Jasper Fforde (Il caso Jane Eyre, Persi in un buon libro, Il pozzo delle trame perdute e Something rotten, non ancora tradotto in italiano) che nel best seller di Mark Haddon Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte.Personalità legate a SwindonCittà gemellateAltri progettiCollegamenti esterniComuni del WiltshireSwindon
7,707,997
http://www.polisblog.it/post/5033/laquila-g8-le-proteste-dei-giornalisti-per-un-evento-di-plastica-gli-arrivi-a-coppito-e-lo-yes-we-camp
Questo pezzo, scritto dalla sala stampa 2 del Media Village di Coppito, non doveva iniziare così (e veramente era cominciato in mattinata, ma gli eventi non sono andati esattamente come si voleva. Giusto dunque darne conto a chi non c’è. Il G8 (nell’immagine ufficiale ANSA che, bontà loro, viene assicurata ai giornalisti accreditati, la foto di famiglia), per tutti coloro che non fanno parte dei media mainstream è un evento di plastica.Ci sono 3500 accreditati che ciondolano da un posto all’altro dell’evento, mendicando informazioni o rassegnandosi a sedere sulle poltroncine e a gustarsi il catering - quello no, non manca - mentre tutto scorre a beneficio dei grandi media. Gli eventi sono limitati a 15, 20 posti, 50 quando va di lusso, e assegnati sulla base di criteri non esplicitati ma evidenti per chi abbia un minimo di spirito di osservazione.Il sito ufficiale non è mai aggiornato, anche se ci si dice il contrario. Non esiste un programma scritto: te lo mostrano, non te lo fotocopiano (perché accanto all’evento c’è la testimonianza scritta del numero dei posti disponibili, mi dico io, che penso male, eh). Non si riesce nemmeno a avere le immagini ufficiali aggiornate.Si arriva al punto, fra le proteste di giornalisti italiani e stranieri (questi ultimi i più veementi), di chiedere l’accredito per un evento a caso, uno qualsiasi a discrezione di chi gestisce (la Protezione Civile, come il post-terremoto). L’unico risultato che si ottiene è suscitare l’ilarità degli astanti. E’ già qualcosa…Per un po’ non c’è nessuno che parli almeno inglese - nemmeno l’ufficio stampa di Palazzo Chigi (!). Poi ci si sente dire da un giornalista belga che tanto è tutto perfetto, per gli italiani, perché almeno il cibo non manca. Da una reporter messicana che è il peggior evento a cui abbia mai assistito. Qualcuno si lamenta ad alta voce, è italiano: se non volevate giornalisti, bastava dirlo vengono distribuiti badge a chi riesce a prenderli, tre o quattro: una specie di riffa, o di lotta nel fango. Ne esco sconfitto. In effetti, è inutile accreditare 3500 persone per vantare il grosso numero se poi non si riesce a soddisfare le esigenze della maggior parte di chi si trova qui per lavorare, documentare, fotografare, filmare, ascoltare.Mi sento rispondere, da uno degli addetti della Protezione Civile, che siamo in numero 80 volte superiore alle possibilità di gestione delle richieste. Bene. Ma chi l’ha deciso il numero? Il risultato è, come dicevo, un evento di plastica. Mi piacerebbe renderne conto in maniera esaustiva a voi lettori, ma per farlo dovrei limitarmi a leggere e reinterpretare comunicati stampa o a fare copia-incolla da qualche agenzia.Mentre scrivo, stanno arrivando le delegazioni alla Caserma della Guardia di Finanza di Coppito, che ospita il meeting del G8, e fra poco si celebrera’ il rito della “foto di famiglia”: e’ fatta. Anche se questa notte i nostri sonni a L’Aquila sono stati turbati da una piccola scossa (magnitudo 2.8, avvertibile negli edifici in muratura ma non certo preoccupante), i grandi della terra sono finalmente approdati nel capoluogo abruzzese.E, per sottolineare la condizione estremamente difficile della popolazione aquilana, sono intervenuti, con un’azione assolutamente pacifica ma molto funzionale dal punto di vista della comunicazione e nel giro di un’ora una scritta e’ apparsa sulla collina di Roio, che domina il parcheggio da cui partono le navette dei giornalisti, quello del centro commerciale L’Aquilone. La scritta scimmiotta il motto di Obama: Yes, We Camp dice, ed e’ un messaggio voluto dai giovani del 3e32. In ballo, come ricordano i portavoce del campo autogestito, non c’e’ solo il problema-G8. In ballo c’e’ il futuro della loro citta’, il loro futuro. Magari, i grandi del Pianeta, totalmente embedded (come capita a noi giornalisti, pensate, sono in attesa da ieri di sapere se potro’ seguire il giro di Obama a L’Aquila - temo di no, per ovvie ragioni - e comunque mi e’ proibito lasciare o arrivare al Media Village senza i pullman preposti), grazie a questa bella idea potranno almeno porsi qualche domanda sulle reali condizioni del capoluogo abruzzese e dei suoi abitanti. Perche’ se i media cercano di far passare che tutto va bene, anche grazie al G8, be’, chi ha gli occhi per vedere capisce subito che non e’ cosi’. Nel frattempo ve ne aveva data notizia il nostro Daniele. Non me ne vogliate, era giusto, ritengo, che il sottoscritto potesse testimoniare uno dei pochi eventi che ha visto e filmato con i propri occhi.Ho avuto modo di confrontarmi con gente che vive nelle zone colpite dal terremoto, le quali mi hanno comunicato come le innumerevoli promesse fatte dal governo ed in particolar modo dal nostro Presidente del Consiglio, siano finora, state quasi tutte disattese, e intanto in quelle zone si avvicina inesorabilmente la stagione delle pioggie che sono abbondanti già a partire da fine Agosto! Non sono nella schiera dei critici apriori dell’ operato del governo, anzi biasimo chi assume questi atteggiamenti e ritengo fortemente riprovevole la campagna diffamatoria nei confronti del nostro Premier e del nostro Paese scatenata dal Sunday Times e sostenuta in Italia da una sinistra priva di senso dello Stato e pronta a cavalcarne l’ onda. Questo, tuttavia, non mi induce a giustificare l’ atteggiamento spavaldo e irresponsabile del nostro premier, che spostando il G8 dalla Maddalena a L’ AQUILA ,ha di fatto dato un contentino agli Aquilani e ha creato attorno a sè una visibilità senza eguali. Tutto ciò non mi è nuovo, se penso che solo qualche mese fa sono per caso stato a Napoli e ho potuto constatare come a mesi di distanza dal proclama di Berlusconi di aver risolto il problema dei rifiuti, l’ immondizia ancora abbondava in alcune strade, ed è bene che la gente sia a conoscenza di queste false pubblicità roboanti delle quali il nostro governo si è fatto interprete.
760,507
http://it.wikipedia.org/wiki/Totogol
Totogol.Il Totogol'" è un concorso a premi gestito dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS), le cui modalità di partecipazione e di assegnazione dei premi sono regolamentate dal decreto 19 giugno 2003 del Ministero dell'Economia e delle Finanze, articoli 35 e seguenti.Il gioco, ideato dal CONI nel 1992 (che prese spunto da un analogo concorso creato in Svezia), fu istituito per la prima volta a livello nazionale il 2 ottobre 1994, dopo alcune sperimentazioni effettuate a Milano, Padova e Roma l'11 settembre dello stesso anno.Modalità precedenti di giocoLo scopo del gioco fino al 5 marzo 2010 era quello di indovinare, su di una schedina recante 14 incontri, il numero complessivo di reti segnate per ciascuno di essi. Le scelte disponibili per ogni incontro sono, in ordine crescente:Il regolamento prevede 5 categorie di vincita, dalla più alta, la 1ª, per le colonne vincenti con 14 punti, alla 5ª, quelle vincenti con 10 punti.Per ogni categoria, il premio spettante alle colonne vincenti viene calcolato suddividendo il quoziente di categoria per il numero di dette colonne. Nel caso che, per un concorso, non vi siano vincitori di 1ª categoria (con 14 punti), il premio non assegnato viene aggregato al "jackpot" di 1ª categoria. Il "jackpot" è la somma di tutti i premi di 1ª categoria non assegnati per uno o più concorsi consecutivi, e viene assegnato ogni volta che si verifichi una vincita di 1ª categoria. Dunque, in presenza di un 14, il "jackpot" viene azzerato.In precedenza, nel 2003 vi furono due diversi tipi di modalità di partecipazione, l’uno essenzialmente variante dell’altro. Il metodo di gioco originale del 1994 prevedeva che, in una schedina riportante 30 incontri di calcio (successivamente aumentati a 32 nel 1998), lo scommettitore dovesse indovinare il numero d'ordine degli 8 incontri con il maggior numero complessivo di reti segnate. Le discriminanti in caso di parità di reti segnate erano le seguenti:Furono previsti premi di 1ª, 2ª e 3ª categoria per premiare i vincitori con, rispettivamente, 8, 7 e 6 punti. La variante introdotta nel 2002 aggiunse un "pool" di 4 incontri. Fatto salvo il regolamento precedente, chi indovinava, oltre agli 8 tra i primi 32, anche quello con più reti segnate tra i 4 incontri supplementari, vinceva un bonus chiamato 8+1'", che era una categoria di vincita a parte.Modalità attuale di giocoDal 6 marzo 2010, il Totogol cambia formula infatti bisogna indovinare le 7 gare, fra le 14 presenti, nelle quali si realizzeranno più gol, nell’ordine decrescente esatto di reti.Sulla schedina si dovrà segnare il numero da 1 a 7 che è la posizione del match nella classifica dei gol totali realizzati che determineranno la combinazione vincente.In presenza di uguale numero di gol realizzati in due o più partite si terrà conto del maggior numero di gol segnati dalla squadra in trasferta e, in caso di ulteriore ex aequo, si terrà conto del numero progressivo assegnato in schedina a quegli incontri procedendo, ai fini della inclusione nella colonna vincente, dal numero più basso al numero più alto.Inoltre, si vincerà con il 7, il 6, il 5 e il 4, con una ripartizione del montepremi tale da aumentare le probabilità di vincita da 1 su 268 milioni a 1 su 17 milioni. Per quanto riguarda il jackpot, alle vincite della prima categoria andranno le quote di montepremi non assegnate nei concorsi precedenti.L'"affaire" Rieti - PomeziaAl regolamento originale è legato uno degli episodi più clamorosi della storia delle scommesse ufficiali in Italia, che ebbe anche risvolti sia giudiziari che disciplinari a livello di dirigenza sia del CONI che della Lega Nazionale Dilettanti di calcio.Il 1º giugno 1997 era in calendario la 34ª e ultima giornata del campionato di Serie A 1996-1997; i 9 incontri della giornata erano regolarmente inclusi nella schedina del concorso n. 44/1997 del Totogol; insieme a essi, anche incontri di Serie B, Serie C1, Serie C2 e Dilettanti (oggi di nuovo serie D).A causa del maltempo che quel giorno colpì l'Italia indistintamente da nord a sud (riportano pioggia battente le cronache di Juventus - Lazio 2-2 a Torino, Bologna - Inter 2-2, Sampdoria - Fiorentina 1-1 a Genova e Napoli - Vicenza 1-0) diversi incontri furono sospesi o rinviati; tra di essi anche alcuni compresi nel concorso Totogol n° 44.Tra gli incontri in schedina, al n. 22 vi era anche Rieti - Pomezia, spareggio del campionato di Eccellenza, di scena allo Stadio Centro d’Italia di Rieti. Al 4’ di recupero del secondo tempo, quindi a pochissimi secondi dalla fine dell’incontro, l’arbitro Salvatore Marrazzo espulse un giocatore del Pomezia. Trattandosi del quinto espulso della squadra pontina, a norma di regolamento, essendo una squadra rimasta in campo con meno di sette giocatori l’incontro doveva essere considerato immediatamente sospeso per impossibilità a proseguire. Il fiduciario del CONI presente all’incontro, tuttavia, non tenne nota di tutto ciò e comunicò via telefax alla sede centrale a Roma che l’incontro si era regolarmente concluso, cosa confermata dal referto arbitrale dal quale risultò che l’espulsione del quinto giocatore del Pomezia era avvenuta dopo il fischio finale.La circostanza era importante perché, in caso di sospensione, essendo Rieti - Pomezia l’incontro sospeso con il numero d’ordine più basso, esso avrebbe dovuto assumere automaticamente il punteggio dell’incontro valido con il numero d’ordine - a sua volta - più basso, che nell’occasione era Bologna - Inter 2-2, il quale tra l’altro sarebbe entrato nella combinazione vincente, assommando un totale di 4 reti. La combinazione vincente fu 1, 7, 9, 13, 16, 20, 23 e 29 laddove, in realtà, avrebbe dovuto trovarsi anche l’incontro n° 22. Tale era, tra l’altro, il convincimento di un gruppo di scommettitori, tredici agenti di polizia di Stato della scuola ispettori di Nettuno (Roma), i quali avevano ricevuto rassicurazione da un loro collega presente allo stadio di Rieti che l’incontro era stato annullato e tolto di concorso a causa della quinta espulsione occorsa al Pomezia.Quando questi si accorsero che, altresì, l’incontro Rieti - Pomezia era stato incluso nella serie degli incontri validi (quindi non considerato terminato come l’incontro n° 1 2-2), facendo così perdere loro una possibile vincita di circa 500 milioni di lire dell’epoca (una vincita di prima categoria più alcune vincite accessorie di seconda e terza categoria), fecero immediatamente un esposto alla magistratura ordinaria, che tuttavia non provocò alcuna ripercussione, al momento, né al CONI, né alla Federcalcio né tantomeno alla Lega Nazionale Dilettanti. Fu solo quando l’inchiesta giudiziaria arrivò all’arbitro Salvatore Marrazzo, sospettato di avere stilato un rapporto falso sì da permettere al funzionario deputato del CONI (che a sua volta si difese sostenendo di non conoscere né il regolamento del gioco del calcio, né quello del Totogol) di trasmettere un risultato valido, che lo stesso Marrazzo dichiarò di aver ricevuto pressioni dal presidente della LND, all’epoca Elio Giulivi, al fine di redigere un referto opportunamente ritoccato onde evitare l’esclusione di Rieti - Pomezia dal concorso Totogol del 1° giugno 1997. La denuncia di Marrazzo giunse nel novembre 1998 e a seguito di ciò il procuratore federale Carlo Porceddu chiese e ottenne il deferimento di Elio Giulivi alla Corte Federale della FIGC per violazione dell’articolo 1 dello Statuto federale, che impone il rispetto della lealtà sportiva.Giulivi si dimise il giorno stesso del deferimento e nel marzo 1999 ricevette l'inibizione per un anno; anche il designatore arbitrale dei dilettanti, l’ex arbitro salernitano Pietro D'Elia (concittadino di Marrazzo) incorse nella stessa sanzione, mentre Salvatore Marrazzo fu dismesso dai ruoli federali, anche se sotto l’aspetto penale vi furono sia conflitti di competenza (non fu chiaro se a doversi occupare della questione dovesse essere il tribunale di Rieti, dove si svolse il fatto, o quello di Salerno, dove materialmente il referto fu ritoccato) sia valutazioni discordanti sul capo d’imputazione (non fu possibile far carico a Marrazzo dell’ipotesi di reato di falso ideologico in quanto un arbitro della FIGC non è pubblico ufficiale) e quindi si perse l’attenzione sul prosieguo giudiziario della vicenda, tanto che di fatto l’inchiesta giornalistica si esaurì sostanzialmente al momento dell’uscita di scena di tutte le figure coinvolte nella falsificazione del referto e con la successiva decisione del CONI (25 marzo 1999), di pagare i vincitori del concorso, inclusi interessi e spese legali, secondo la combinazione che avrebbe dovuto risultare se Rieti - Pomezia fosse stata effettivamente annullata fin dall’invio del referto arbitrale.La combinazione vincente ufficialmente diramata il 2 giugno 1997 era la seguente:Acquisendo Rieti - Pomezia il risultato dell’incontro n° 1 in schedina (Bologna - Inter 2-2), la combinazione vincente vide la fuoriuscita dell’incontro n. 13 (Milazzo - Peloro 1-2) e l’ingresso del n° 22 (Rieti - Pomezia convenzionalmente 2-2), per la combinazione 1; 7; 9; 16; 20; 22; 23; 29. Furono fatti salvi i premi già pagati all’epoca con la combinazione dovuta al referto falsificato (poco più di 290 milioni di lire agli “8”, circa 1,5 milioni di lire ai “7” e circa 40.000 lire ai “6”).NoteCollegamenti esterniVoci correlateGiochi d'azzardo|TotogolGiochi a premi|TotogolLottomatica
7,112,444
http://guide.supereva.it/sogni/interventi/2009/05/i-sogni-e-il-modo-di-dirigerli
Pubblicato il 6 maggio 2009 in: Biblioteca dei sogni
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http://it.wikipedia.org/wiki/Municipio_X
Municipio X.Municipio X'", già "Circoscrizione X", è la denominazione della decima suddivisione amministrativa del comune di Roma, situata a sud-est del centro storico, lungo l'asse della via Tuscolana.Il suo territorio è suddiviso in undici "Zone Urbanistiche" e la sua popolazione è così distribuita:Il territorio si estende sui seguenti quartieri:Q.VIII'" "Tuscolano", Q.XXIV'" "Don Bosco", Q.XXV'" "Appio Claudio" e Q.XXVI'" "Appio Pignatelli"Z.XV'" "Torre Maura", Z.XVI'" "Torrenova", Z.XVII'" "Torre Gaia", Z.XVIII'" "Capannelle", Z.XIX'" "Casal Morena" e Z.XX'" "Aeroporto di Ciampino".I confini del territorio sono a nord l'autostrada Roma-Napoli e l'ex aeroporto di Centocelle, a ovest la vecchia borgata del Quadraro e il parco dell'Appia Antica, a sud la via Appia Nuova e il comune di Ciampino, a est i comuni di Grottaferrata e Frascati.Il presidente del Municipio è dal 2001 Sandro Medici, del Partito della Rifondazione Comunista, alla guida di una maggioranza di centrosinistra, riconfermato nel 2008 al primo turno con il 51,82% dei voti.StoriaIl tessuto urbanistico risale al secondo dopoguerra. La tipologia edilizia della parte più vicina al centro è quella intensiva, con palazzi alti e pochissimo verde tipica degli anni cinquanta e sessanta (Don Bosco e Appio Claudio). L'unica eccezione sono le costruzioni dell'INA-Casa tra viale Spartaco e via Selinunte, con case in linea, a torre e unifamiliari dal disegno urbano originale realizzate dai migliori architetti "neorealistici" dell'epoca, tra cui Adalberto Libera.Man mano che ci si allontana verso la periferia prevalgono invece sia edificazioni estensive almeno in parte nate abusivamente (Quarto Miglio, Statuario, Capannelle, Osteria del Curato, Morena, Gregna, Romanina, Vermicino, Passolombardo), sia quartieri moderni con maggiore dotazione di verde pubblico (Cinecittà Est, Torre di Mezzavia, Nuova Romanina, Nuova Tor Vergata).Nell'ambito del nuovo Piano regolatore generale romano, è in corso di pianificazione la centralità urbana di Anagnina-Romanina.Luoghi rilevantiCollegamenti7 stazioni della linea A della metropolitana sorgono dentro il Municipio, compreso il grande nodo di scambio di Anagnina con i capolinea dei bus extraurbani COTRAL sulle direttrici Tuscolana, Casilina, Anagnina, Appia e Nettunense. È in progettazione il prolungamento con le tre nuove stazioni di Torre di Mezzavia, Romanina e Tor Vergata.L'unica stazione ferroviaria del territorio è quella delle Capannelle, sulla linea ferroviaria Roma-Cassino-Napoli, che nell'ambito del servizio metropolitano corrisponde alla FR4 e alla FR6.La mobilità su gomma è assicurata in direzione fuori Roma dalla SS215 Tuscolana, dalla SS511 Anagnina e dalla diramazione dell'autostrada Roma-Napoli. I collegamenti tangenziali sono rappresentati invece dagli assi di viale Togliatti, via di Torre Spaccata-via delle Capannelle, via di Tor Vergata-via di Casal Morena e dal Grande Raccordo Anulare.Personaggi famosiNoteCollegamenti esterniMunicipio X|
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http://www.blogapuntate.it/post/3350/agrodolce-puntata-del-18-12-08-felice-pensa-di-fare-il-preside-federico-si-avvicina-alla-verita
Agrodolce puntata del 18-12-08: Felice pensa di fare il preside, Federico si avvicina alla verità...Riassunto episodio numero 74 di Agrodolce. Durante la cena di famiglia con l’imprenditore Giulio Volpi, Beatrice (Luisa Maneri) riempie di vino il bicchiere fino a farlo “straripare” e ciò è motivo di grave imbarazzo per Carmelo (Giacinto Ferro).Veronica (Grazia Schiavo), falsa come al solito, ha parole buone per la sua “amica” Beatrice e sembra voler così contribuire al salvataggio della serata, ma Ciccio (Claudio Mazzola) tratta molto male la vedova Altavilla e l’atteggiamento inspiegabile del ragazzino finisce per insospettire Federico (Luca Barreca).Beatrice, che si sente in colpa per aver rovinato la cena, si rifugia nel suo letto e stavolta neanche l’amore e le rassicurazioni del figlio sembrano scuoterla dal suo torpore…Il mattino dopo assistiamo ad un violento litigio tra Ciccio, Carmelo e nonna Ignazia (Rory Quattrocchi) in cui il giovane Serio prende a pesci in faccia il padre, il quale reagisce con uno schiaffo! Ma non è certo così che Carmelo riacquisterà la stima del figlio!Intanto, mentre Veronica ironizza con Federico su quanto accaduto la sera precedente, l’Altavilla le rivela con sdegno di aver capito benissimo che tra lei e Carmelo c’è una tresca. Ma la scaltra vedova riesce anche stavolta a metterci una pezza, spiegando al figliastro che è Carmelo ad essersi perdutamente innamorato mentre lei cerca da tempo di tenerlo a bada come può…Torniamo indietro di qualche ora. Nel cuore della notte, Felice (Massimo De Lorenzo) telefona ripetutamente a Marta (Guja Jelo) perché si trova in un posto sperduto ed è pure in pericolo per via di alcuni animali pericolosi. La locandiera a dire il vero sembra più seccata che preoccupata per le continue chiamate del fratello, che comunque il giorno dopo fa ritorno a Lumera in uno stato pietoso: sembra uno spaventapasseri!!!Dopo una doccia ed un lungo “riposino”, il Randazzo apprende dalla collega Lena (Claudia Fichera) che il loro preside sta per prendersi un periodo di congedo, il che lascia presagire che sarà proprio Felice ad assumere la carica dirigenziale ad interim. A rinforzare tale tesi arriva anche una telefonata dello stesso preside, il quale vuole incontrare quanto prima l’insegnante. La cosa avrà a che fare con il passaggio di consegne? Oppure… c’è una (sgradita) sorpresa in arrivo???Tuccio (Alessio Vassallo) si presenta in giacca e cravatta all’agenzia immobiliare per il suo primo giorno di lavoro. Stranamente, non si capisce bene quale sia il ruolo del Cutò all’interno della struttura, ma abbiamo come l’impressione che lo comprenderemo quanto prima: il signor Bonaiuto dice infatti a Tuccio che “presto ci sarà bisogno di lui” e, tenuto conto che il ragazzo è stato introdotto nell’agenzia da gente poco raccomandabile, questa frase non ci piace per niente…Tempesta D'Amore: Puntata del 3 settembre - La sofferenza di Sandra - Video del 04 set 2010Beautiful puntata del 3 settembre 2010: Chi è davvero Sandy Sommers? del 04 set 2010Alisa - Segui il tuo cuore: Video puntata del 2 settembre del 03 set 2010Sentieri – puntata dell’1 settembre: Lizzie paga la cauzione a Jonathan mentre Tammy si confida con Marina del 03 set 2010Soap Italiane Riassunti Rai 3 Agrodolce Luca Barreca Massimo De Lorenzo Giacinto Ferro Claudia Fichera Guja Jelo Luisa Maneri Claudio Mazzola Rory Quattrocchi Grazia Schiavo Alessio Vassalloagrodolce, alessio vassallo, claudia fichera, claudio mazzola, giacinto ferro, grazia schiavo, guja jelo, luca barreca, luisa maneri, massimo de lorenzo, riassunti, riassunto, rory quattrocchiNome (richiesto): Email (richiesta, non verrà mostrata ai visitatori): URL del vostro sito (opzionale): Volete salvare le informazioni per la prossima volta? Si NoI commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.
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http://it.wikipedia.org/wiki/Laparotomia
Laparotomia.Per Laparotomia'", o "'Laparatomia'" (gr. "lapara", ventre e "tomè", incisione) o Celiotomia'" (gr."koilia", cavità) si intende una incisione chirurgica della parete anteriore dell’addome che consente l’accesso alla cavità addominale ed agli organi in essa contenuti.AnatomiaLa parete addominale è costituita da tre strati, uno peritoneale interno, uno muscolare intermedio ed uno cutaneo esterno. Nella sua porzione laterale i muscoli che contribuiscono, con la loro sovrapposizione, a rinforzarla sono tre. Nella zona mediana invece il muscolo è unico, robusto, ricoperto della propria aponeurosi e posteriormente dalla fascia trasversale:.Parete addominale Muscolo Obliquo InternoQuesti muscoli hanno una ricca vascolarizzazione. Nei tre muscoli larghi dell’addome i vasi decorrono parallelamente alle fibre muscolari. Il muscolo retto riceve la maggior parte della sua irrorazione dalla arteria epigastrica superiore (ramo terminale della arteria mammaria interna) e dalla arteria epigastrica inferiore (ramo della arteria iliaca esterna) che si incontrano e si anastomizzano nello spessore del muscolo, all’altezza dell’ombelico, dopo averne seguito il decorso posteriormente.Formazione della Linea AlbaAlla innervazione della parete addominale, piuttosto complessa, contribuiscono numerosi nervi intercostali, rami dei nervi ileo ipogastrico ed ileo inguinale e di alcuni nervi genitali. Il percorso è in genere parallelo alle fibre muscolari.Innervazione dei Muscoli della parete addominaleLa ricchezza e la disposizione dei vasi e dei nervi comporta che in alcuni punti il loro decorso risulti perpendicolare alla direzione delle fibre muscolari rendendo pericolose alcune laparotomie. Una incisione in queste sedi può infatti causare la sezione di nervi e vasi tributari della muscolatura con conseguente paralisi o formazione di aree necrotiche da devascolarizzazione. Queste "aree pericolose" sono variamente distribuite: nella regione lombare ed iliaca, in quella sottocostale laterale, lateralmente ai muscoli retti ed il chirurgo dovrebbe, per quanto possibile, evitarle anche nei casi non infrequenti in cui durante l'intervento subentrino esigenze particolari che richiedono un allargamento del taglio.Le incisioni di norma vanno praticate seguendo le linee di tensione di Langer, orientate secondo le pieghe cutanee fisiologiche, così da favorire il processo di guarigione della ferita con i migliori risultati dal punto di vista estetico. Tuttavia nella chirurgia maggiore addominale la necessità di avere ampia visibiltà impone tagli longitudinali.Per la comprensione delle varie incisioni laparotomiche è opportuno ricordare che l’addome, dal punto di vista topografico, viene diviso in nove settori corrispondenti all'incrocio "virtuale" di due linee verticali che scendono dal mezzo della clavicola al punto di mezzo del legamento inguinale, con una linea orizzontale alta che unisce i margini inferiori delle arcate costali ed un’altra bassa che unisce le due spine iliache anteriori superiori. Le regioni così delimitate, con gli organi addominali corrispondenti, risultano essere:Scelta della laparotomiaIn base a questa divisione topografica sembrerebbe che ogni organo possa essere aggredito in modo adeguato con una laparotomia che cada in uno specifico settore. Ciò è vero ma per determinate patologie e per determinati interventi. In realtà i criteri che devono indirizzare la scelta del tipo di incisione sono più ampi:In realtà non esiste una laparotomia ideale ma una serie di incisioni che presentano ciascuna vantaggi e limitazioni.Laparotomie VerticaliLaparotomie TrasversaliSono quelle che più rispettano la integrità vascolare e nervosa e quindi assicurano i migliori risultati estetici. Danno scarse complicazione e minore dolore post operatorio. Consentono un ottimo accesso ad alcuni organi specifici ma sono insufficienti alla esplorazione di tutto l’addome, anche perché non possono essere allargate. Molto usate nei paesi anglosassoni le incisioni trasversali sono particolarmente adoperate:Laparotomie ObliqueRispettano le linee di Langer, meno il decorso dei nervi. Difficilmente ampliabili sono indicate per patologie specifiche e non complicate. In particolare vengono eseguite:Tempi della laparotomiaUna chiusura particolare detta "a tutto spessore " è quella con la quale la sutura, di solito a punti staccati, comprende insieme peritoneo, muscolo, fascia e qualche volta anche la cute. Questa sutura viene effettuata quando c'è necessità di concludere l'intervento in tempi rapidi o si prevede una relaparatomia a breve.Vie di accesso alternativeL’accesso laparotomico che conserva tuttora la sua validità ed in alcuni casi rimane l’unica via praticabile indubbiamente negli ultimi decenni ha subito un ridimensionamento per l’avvento e la diffusione della chirurgia mini-invasiva.Questa chirurgia, conosciuta anche come chirurgia laparoscopica è basata sulla introduzione in cavità addominale di uno strumento a fibre ottiche che, collegato ad un monitor, consente di visualizzare in maniera ottimale tutti gli organi addominali. In questa fase si può pertanto definire la diagnosi e scegliere la migliore strategia operatoria. Nella maggior parte dei casi consente anche di procedere all’intervento vero e proprio mediante l’utilizzo di uno strumentario molto sofisiticato. Nel caso ciò non sia possibile e/o intervengano complicazioni, in ogni momento, l’intervento può essere convertito in una taglio laparotomico tradizionale 'mirato'.I vantaggi di questa chirurgia, ormai allargata a buona parte delle patologie, per il paziente sono enormi, ma anche il chirurgo, al quale comunque è richiesta una specifica competenza, si giova particolarmente di questa tecnica particolarmente nei casi difficili in cui la localizzazione della patologia è incerta o quando vuole aggredire patologie concomitanti.Voci correlateChirurgiaLaparotomy
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http://it.wikipedia.org/wiki/Basilio_II_di_Russia
Basilio II di Russia.Malgrado il regno di Basilio II sia travagliato dalla guerra civile il potere della Moscovia continua ad accrescersi sotto di lui. Basilio II e per lungo tempo in guerra contro una coalizione di principi guidata da suo zio Jurij Dmitrevič (principe di Galič) e dai due cugini Basilio Kosoj e Dmitrij Dmitrevič, per il controllo del trono di Mosca.Per Basilio II la situazione è complicata dal contemporaneo confronto con Kazan ed il Granducato di Lituania. Per due volte Basilio II perde il controllo del trono ed in una di queste viene anche accecato ed imprigionato dal cugino Dmitrij a Radonez. Nel 1450 comunque Basilio II riporta una vittoria definitiva che mette fine al principio della successione collaterale.In seguito alla guerra civile tutti i piccoli territori con lo status si "appannaggi" all'interno del Principato di Mosca (Moscovia) vengono aboliti rafforzando così l'autorità del principe. Le campagne militari di Vassili negli anni che vanno dal 1441 al 1460 comportano l'annessione dei principati di Suzdal, Nižnyj Novgorod, Novgorod, Pskov e Vjatka.Un evento di importanza storica legato al regno di Basilio II è il rifiuto delle decisioni del Concilio di Firenze in cui il Patriarca di Costantinopoli decide di riconoscere la supremazia del Papa.Con un decreto del 1448 Basilio eleva il vescovo Jonah a metropolita di Russia con una implicita dichiarazione di indipendenza della Chiesa ortodossa russa nei confronti del Patriarca di Costantinopoli. Tale decisione determina un ulteriore rafforzamento della Moscovia sulla scena internazionale.Il regno di Basilio II vede anche il collasso dell'Orda d'Oro che si divide in tre piccoli khanati. Anche se questo non significa ancora la fine definitiva del controllo mongolo sulla Russia questo ne rimane fortemente ridimensionato.Gran Principi di Mosca|Basilio 02Rurik|BVasily II of Moscow
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http://it.wikipedia.org/wiki/Nodo_%28informatica%29
Nodo (informatica).Un nodo'" è un qualsiasi dispositivo hardware del sistema in grado di comunicare con gli altri dispositivi che fanno parte della rete; può quindi essere un computer, una stampante, un fax,un modem ecc.In ogni caso il nodo deve essere dotato di una scheda di rete.I nodi sono collegati tra loro da un pannello di connessione (in inglese "Hub"), chiamato anche "concentratore", che ha la funzione di semplificare la connessione fisica tra i vari nodi e di instradare i segnali che vengono inviati da un nodo all'altro.Il termine nodo'" può riferirsi anche ad un elemento costitutivo delle liste concatenate, il quale ha al suo interno dei dati relativi alla lista, in riferimento al nodo successivo. Una successione di nodi può essere vista come una lista e per avere riferimento di questa successione è indispensabile conoscere il riferimento al primo elemento, detto testa o "head", e all'ultimo elemento, detto coda o "tail". Il nodo può essere visto anche come un vettore, matematicamente parlando il quale punta al nodo successivo. In una lista concatenata l'ultimo nodo viene chiamato "null", in quanto non punta a nient'altro.Teorie dell'informatica
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http://mylifetv.it/lioresal.html
Warning: session_start() [function.session-start]: Cannot send session cookie - headers already sent by (output started at /home/mylifetv/public_html/404.php:14) in /home/mylifetv/public_html/classes/config.php on line 19Warning: session_start() [function.session-start]: Cannot send session cache limiter - headers already sent (output started at /home/mylifetv/public_html/404.php:14) in /home/mylifetv/public_html/classes/config.php on line 19
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http://www.autoblog.it/post/17426/saab-al-bivio-entro-marzo-la-cessione-o-la-chiusura/2
Ho letto che ad Agosto è prevista l’uscita del Suv 9-7x e a Nov. 2009 la nuova 9-5, spero che specialmente la 9-5 sia un passo piazzato verso la ripresa con una berlina capace di reggere un confronto con le tedesche del segmento. Sono da sempre un “bmwista” ma Saab mi è sempre stata simpatica e spero proprio che non chiuda, che riprenda una suo carattere, e comunque guardate alcuni dettagli della 9-3 attuale sono storici dettagli Saab, mentre ad esempio Bmw con la serie 3 E90 ha perso cose tipo la consolle centrale rivolta al guidatore, omologando gli interni ad una tendenza più standardizzata, e si è avvicinata al tipo di linea sempre uguale per tutti i modelli, cambiando solo la stazza e le proporzioni delle varie auto… speriamo bene per Saab oltretutto perchè un po’ di sana concorrenza a qualche mila euro in meno a Bmw e compagnia non farebbe malw ; )
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http://www.pasteris.it/blog/tag/parigi/page/2
Loic Le Meur, l’organizzatore di LeWeb 2008, ha presentato la conferenza parigina che si è chiusa ieri come “un coltellino svizzero contro la crisi”. E il tema del “kit di sopravvivenza contro l’incipiente dissesto economico” è stato l’aspetto più evidente del summit parigino. Pragmaticamente molto più utile e interessante di molti monologhi di guru o presunti tali presenti fra le guest star di LeWeb che spesso si sono parlati addosso cercando di ibridare la rete con qualcosa di diverso dalla rete, piuttosto che fornire idee concrete.In effetti c’era da temere un viaggio terribile a giudicare dal maltempo e dalla neve che flagellava l’Europa, ma la realtà ha superato qualsiasi immaginazione. Partenza dalla Gare de Lion alle ore 15.24 con il TGV 9249. Destinazione del viaggio Torino Porta Susa, anche se il viaggio del treno si conclude a Milano. Ora prevista per l’arrivo le 21.16, sei ore più o meno dopo la partenza.Il viaggio scorre piacevole nella discesa da Parigi verso Lione, fra pascoli e nevischio. Sosta regolare a Lione, poi ancora verso Chambery. La neve si fa più fitta, tanto da imbiancare rapidamente paesaggio, rotaie e Tgv. Il treno rallenta nel buio dei boschi francesi. Si ferma, dopo riparte nuovamente lentamente. Poi si riferma di nuovo in una stazione. Si arena in una stazioncina spettrale che si chiama Saint Andre Le Gaz.Martine Aubry, neo-segretaria del partito socialista, ha chiesto al presidente Nicolas Sarkozy di agire per far luce su un chiaro caso di violazione della libertà di stampa. Lo stesso ministro della Cultura, Christine Albanel, non ha tardato a far sentire la propria voce dichiarandosi fiduciosa che il fatto verrà chiarito. Indignazione è arrivata anche dalle file dell’UMP. Frédéric Lefebvre, esponente di spicco del partito del presidente, ha definito l’intera vicenda surreale.Il capitale ammonta a un miliardo di euro. Il nome della compagnia aerea rimane invece Alitalia. Debiti ed esuberi (la cifra esatta è da definire ma potrebbero essere 5-6mila) dell’attuale Alitalia saranno trasferiti invece a un’altra società. Ma perchè ciò accada è necessario un intervento del governo. E la scelta possibile non è ancora chiara.I tempi sono strettissimi, questione di ore. Per venerdì infatti è prevista l’approvazione dei conti da parte del cda di Alitalia, la conseguente dichiarazione di insolvenza e la contestuale richiesta di accesso alla nuova procedura dal momento che le perdite al 30 giugno, stimate in 400 milioni, rendono impossibile la prosecuzione dell’attività. Se sarà nominato il commissario straordinario è probabile che l’incarico vada all’ex ministro Fantozzi. Subito dopo la presentazione del piano della newco messa in piedi da Intesa Sanpaolo.I soggetti, meglio dire oggetti, di cui tutti ci si dimentica in questo baillamme futuristico-creativo-imprenditoriale sono i cittadini, i consumatori e le aziende italiane. Spieghiamoci: la creazione di una nuova compagnia attraverso il progetto Fenice (un nome una certezza) porterà alla fusione di Air One e Alitalia in una unica compagnia aerea che poi “espellerà” o darà in outsurcing” dipendenti, risorse e rami di business, per poi cercare partner (o compratori) nel traballante business globalizzato del viaggio aereo ad oggi strangolato dal caro petrolio.Questo banalmente farà confluire in un unico vettore quelli che sono i maggiori attori del mercato aereo interno italiano e farà sparire Air One che aveva avuto il ruolo di “aprire” proprio questo mercato a una sanissima concorrenza che aveva permesso agli italiani e alle aziende italiane di volare con una buona qualità del servizio e a costi interessanti.Senza dimenticare che nel mercato italiano il fenomeno low cost non è ancora decollato come all’estero con il sinergico risultato che volare in Italia costa sempre decisamente troppo.E questo confluire di voli in un unico marchio perderà per strada un concetto importante che si chiama concorrenza che vuol dire banalmente minori costi e un buon standard operativo per chi vola per piacere o per lavoro. Il confluire di Air One nell’operazione è un vero disastro per italiani e stranieri che voleranno nel nostro paese, sperando che in breve tempo operatori diversi o stranieri arrivino in forze e con serietà nel nostro mercato a fornire un una nuova offerta sulle tratte nazionali in concorrenza con la futuribile nuova Alitalia.Colonizzazione militare. Secondo il premio Nobel per la Pace, l’esercito cinese starebbe costruendo ”dei veri accampamenti militari”. ”La presenza militare in Tibet è antica, ma la frenesia di nuove costruzioni, nelle regioni dell’Amdo e del Kham, mi fa dire che questa colonizzazione da parte dell’esercito è destinata a durare”. Per il Dalai Lama, ”non è stata registrata alcuna apertura” nelle discussioni con Pechino. ”Dopo le sommosse di marzo e i Giochi Olimpici avevamo creduto a dei segnali positivi. Il nostro entusiasmo è però calato rapidamente. I nostri emissari si sono scontrati contro un muro”, ha concluso.
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http://cilavegna.blogolandia.it/2010/02/09/cilavegna-%e2%80%9canche-la-provincia-pavese-parla-di-cilavegnablogolandia-sulla-montagna-di-diossina%e2%80%9d/
Nello stabilimento chimico dell’ ICMESA una valvola di sicurezza del reattore A-101 esplode provocando la fuoriuscita di alcuni chili di diossina nebulizzata. (la quantità esatta non è quantificabile, qualcuno dice 10-12 chili, altri di appena un paio). Il vento disperde la nube tossica verso est; nella Brianza. Il giorno dopo, domenica 11 luglio, nel pomeriggio, due tecnici dell’ICMESA si recano dal sindaco di Seveso, Emilio Rocca, per metterlo al corrente di ciò che è accaduto nello stabilimento e rassicurandolo che la situazione non desta preoccupazioni perché è già tutto sotto controllo. Dopo 4 giorni dall’incidente inizia la moria degli animali, muoiono galline, uccelli, conigli. Le foglie degli alberi ingialliscono e cadono, e gli alberi in breve tempo muoiono come tutte le altre piante. Nell’area interessata vivono circa 100.000 persone. E solo dopo pochi giorni si verificano i primi casi d’intossicazione nella popolazione. (…). L’inalazione del composto crea problemi respiratori. (…) Tra la popolazione colpita ci sono parecchie donne incinte e si diffonde la preoccupazione per gli effetti della contaminazione sui futuri nascituri. Ma gran parte degli “esperti” tendono a tranquillizzare tutti sminuendo gli effetti della diossina. Si fanno migliaia di analisi del sangue e delle urine, ma non si arriva a capo di nulla. (…) L’11 ottobre dopo 3 mesi, gli abitanti evacuati dalla zona A rientrano nei loro terreni e indicono una protesta bloccando la strada Meda-Milano. Vogliono rientrare nelle loro case e riprendere possesso della loro vita. Protestano contro il progetto della Provincia e della Regione di costruire un inceneritore a Seveso. Ritorna l’esercito per controllare la zona inquinata ed impedirne l’accesso. Sale la tensione e il malcontento verso le istituzioni che sembrano non voler prendere provvedimenti adeguati. Si chiede la bonifica dell’area come era stato promesso e si suggerisce l’asportazione del terreno inquinato e la collocazione in siti adeguati. Proprio per la tutela degli abitanti nel 1977 viene istituito l’Ufficio Speciale per Seveso.
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http://it.wikisource.org/wiki/Commissione_parlamentare_di_inchiesta_sulla_Federconsorzi/IV/Parte_prima
Commissione parlamentare di inchiesta sulla Federconsorzi/IV/Parte prima.Parte prima.La posizione della Federconsorzi nel sistema agroalimentare italiano: analisi, denunce e valutazioni criticheLa storia economica della Federconsorzi esula dai compiti di questa Commissione che, tuttavia, ritiene che giovi all'intelligenza della vicenda ricordare alcuni dati, risalenti ad epoca immediatamente precedente il decennio 1980-1990, nonché, quelli più significativi del periodo esaminato, coincidente con l'acme della parabola ascendente e con l'inizio di quella discendente.In passato già una Commissione parlamentare di inchiesta, quella sui limiti posti alla concorrenza nel campo economico, si era di fatto occupata della Federconsorzi, sia pur da un diverso angolo visuale."L’organizzazione consorzi agrari-Federconsorzi costituisce oggi, (…) un’efficiente, moderna macchina commerciale, dotata d'impianti d'alto livello tecnico, di una rete di vendita penetrante, guidata da uno staff manageriale di livello adeguato alla pluralità delle operazioni di un'holding la cui attività si esplica sui mercati nazionali e su quelli esteri (costituisce un punto d'orgoglio dell’organizzazione il fatto, ad esempio, che entro il suo organico operino 2.320 tecnici, tra agronomi, ingegneri, periti).La tenuta dell’immenso mercato, sul quale conserva per una gamma vastissima di prodotti la preminenza indiscutibile, deriva alla Federconsorzi (…)..i – chi ha potuto penetrare i meccanismi dell’organizzazione lo ha percepito senza difficoltà – dalla sostanziale organicità del disegno che collega apparato industriale, rete di approvvigionamento, organizzazione di vendita, un disegno che si realizza in una compenetrazione di elementi di centralismo e di dinamismo periferico corrispondente ai più efficaci modelli strategici delle grandi holdings moderne.L’anomalia di un complesso di entità economiche (Federconsorzi, Cconsorzi Aagrari, società collegate) dal giro di affari di migliaoria di miliardi, che ha alla base uno statuto cooperativistico, ma che vive ormai della vita di una società finanziaria privata, non è certamente di quelle risolubili senza contraddizioni e senza traumi: intervenire su un organismo tanto complesso per imporgli trasformazioni radicali comporta infatti il rischio dell’appesantimento e della paralisi (…), comporta il pericolo, dopo qualche anno, di rendere necessario per Consorzi Agrari e per Federconsorzi, lo stanziamento di un "fondo di dotazione" (…). Se tutti i ministri dell’agricoltura, sotto i cui occhi compiaciuti la "privatizzazione"In nota: è interessante notare come all’epoca il concetto di "privatizzazione" della Federconsorzi fosse utilizzato, sul presupposto che essa rappresentasse una organizzazione ispirata ad efficiente modello "privatistico", per esprimere un suo ritenuto allontanamento dal perseguimento di finalità pubblicistiche a servizio dell’intera agricoltura italiana; anni dopo, nella fase del declino la possibile salvezza della Federconsorzi sarà individuata in una sua "privatizzazione " intesa come liberazione dai vincoli della sua stessa struttura.della Federconsorzi ha proceduto incontrastata, si fossero meno disinteressati della corrispondenza tra lo statuto dell’ente e la sua prassi operativa, forse l’immenso patrimonio di strumenti e di capacità manageriali sarebbero stati usati, fino dal dopoguerra, in modo da contribuire più direttamente allo sviluppo dell’agricoltura italiana; oggi non sussisterebbe il rischio di distruggere, nella rissa politica in cui non è improbabile si procederà alla ristrutturazione, il maggiore strumento operativo disponibile per l’intervento economico nella nostra agricoltura.(…) Ma il ruolo svolto dal complesso Federconsorzi nella politica agraria nazionale risulta ancora maggiore delle sue dimensioni, pure imponenti: per non poche delle voci del dibattito di politica agraria il problema Federconsorzi si identifica infatti con la stessa sostanza del problema agricolo nazionale.Non sarebbe difficile, anzi, ripercorrendo a ritroso il dibattito politico e giornalistico di tutto il dopoguerra, identificare nella polemica attorno alla Federconsorzi una delle costanti della vita politica nazionale".Negli anni successivi, la Federconsorzi visse un lungo periodo di prosperità, godendo di grandi disponibilità patrimoniali, allargando e consolidando le sue partecipazioni.Ciononostante- o forse proprio per questo- essa s’ispirò al massimo riserbo sui risultati gestionali.Anche di seguito, negli anni ‘70-’80, i risultati degli esercizi vennero resi pubblici mediante bilanci che si connotavano di notevole cripticità e che non consentivano in alcun modo si comprenderne le dinamiche gestionali ed i risultati operativi.(…) E’ solo dalla gestione 1976 che, costretta dai rigori della nuova legislazione fiscale, la Federconsorzi ha dovuto piegarsi alla compilazione di bilanci che, pure alquanto sintetici, offrono tuttavia alcune indicazioni numeriche degli azionisti, un resoconto tanto ricco di dichiarazioni celebrative e di magniloquenti fotografie quanto povero di cifre. Il prospetto contabile cui era demandato di tradurre in cifre la vita economica dell'organismo era tale che qualsiasi ragioniere avrebbe dovuto reputarlo insufficiente a definire i termini dell’esercizio economico di un bottegaio dal giro di affari di mezzo milione. Fino al 1975 quel prospetto è consistito praticamente in un solo conto patrimoniale, in cui tutti gli immobili, edifici, magazzini, scali, aziende agricole, erano sinteticamente valutati per 11.965.579.252 (meno del valore del palazzo romano ove hanno sede gli uffici centrali)".Nel decennio tra il 1980 ed il 1990, mentre il capitale sociale rimaneva e non poteva che rimanere, perché lo limitava la legge del 1948, sempre di sole lire 4.650.000 (quattromilioniseicentocinquantamila) pari a 93 quote da lire 500.000 cadauna detenute dai consorzi, i dipendenti salivano a circa 2.000, i depositi di benzina agricola a 1.500, gli empori a 3.500.La Fedit era, di fatto, una holding che controllava in forma diretta od indiretta società industriali, commerciali ed immobiliari.Istituto per l'edilizia Economica e popolare –BariIstituto per l'edilizia Economica e popolare – Cagliari (in liquidazione)O.I.M.A.I.- Officina interconsorziale macchine agricole industrialiSICPA- Soc. interconsorziale Conser. Prodotti agricoliAgripalco – Società di valorizzazione agricolaA.L.C.E.A. – Az. Lav. Costr. Edili Agr.C.I.S.E. – Cons. it. Scambi Estero in liqui.Fabbrica interconsorziale concimi e prodotti chimici della CampaniaFILI-società- interconsoziale Lavorazione e Commercio LegnamiICA – Istituto per l'esercizio di Credito AgrarioLa Fedit, inoltre, era il veicolo esclusivo di commercializzazione dei trattori Fiat e partner di importanti gruppi economici, quali l'Enichem e la Ferruzzi; deteneva pacchetti azionari di maggioranza, di controllo o di riferimento in banche e società assicurative e di factoring: Banca nazionale dell’agricoltura, Credito aagrario Fferrarese, FATA sspa - società di assicurazione -, Agrifactoring sspa.La Fedit esercitava, inoltre, di fatto una funzione bancaria, tanto da essere considerata il più importante istituto bancario di credito agrario: il giro annuo di affari era di circa 1.000 miliardi. Perdurando l'istituto degli ammassi volontari, essa era ente ammassatore per conto e nell'interesse dello Stato. Infine svolgeva funzioni di assuntoria nell'ambito e per conto dell'AIMAima.Disponendo del più vasto patrimonio di silos granari, in larga parte costruiti con finanziamenti dello Stato, nonché di silos per ogni altro genere di derrate, era il più importante assuntore italiano.Le cifre sono imponenti e le attività svolte vitali per l'agricoltura italiana.Il sistema federconsortile sembrava, dunque, funzionare.Ma già negli anni Sessanta non erano mancate le denunce su numerosi aspetti negativi di questo sistema, che pur in quegli anni prosperava grazie ai ricavi delle gestioni speciali: la preminenza della Federconsorzi sui consorzi agrari provinciali, l'estromissione dei veri agricoltori dall’amministrazione dei consorzi, gli alti prezzi di vendita dei prodotti acquistati dalla Fedit e rivenduti ai consorzi, le spese eccessive, l'inefficienza del controllo sindacale, l'asservimento politico.Si tratta di critiche fondate e condivisibili, anche in riferimento alla gestione degli anni successivi, che già indicavano alcune delle ragioni della successiva crisi del sistema, che si manifesterà molti anni dopo, quando la redditività assicurata dalla fonte pubblica sarà del tutto venuta meno.Già negli anni Sessanta i consorzi agrari in generale versavano in una situazione di difficoltà economico-finanziaria ed erano a rischio di fallimento."La vita dei consorzi agrari viene falsata perché la loro attività è ispirata a criteri e preoccupazioni politiche, anzi di una fazione di un partito". (…) Spesso i capi agenzia e i capi filiale provengono dalle file sindacali dei coltivatori diretti o ricoprono il duplice ruolo economico e sindacale, mentre in periodo elettorale si trasformano in attivisti per procacciare voti soltanto ai parlamentari dei coltivatori diretti. Sicché i consorzi sono diventati delle grandi agenzie elettorali, il cui finanziamento viene fatto da tutti gli agricoltori e dallo Stato (gestioni fuori bilancio) ma il cui lavoro va a beneficio della minoranza (…). La Federconsorzi stipula accordi particolari rimasti segreti con i produttori industriali, Anic, Edison, Fiat, Montecatini ecc…. ma non lo fa come suo dovere statutario nell’interesse e per conto dei consorzi, sibbene per quello proprio (…). Alcuni consorzi pagano gli stipendi ai funzionari della coltivatori diretti oltre le spese generali e della propaganda, del giornale e le altre spese dell’apparato politico periferico del noto onorevole Bonomi quando viene mobilitato per i vari ordini di elezioni amministrative e politiche. (…) Il pessimo andamento di molti consorzi, le molteplici e continuate irregolarità (…) stanno a provare che su tutto l’apparato degli ammassi non esiste un minimo controllo ministeriale e che la vigilanza (…) sui consorzi agrari e sulla loro federazione, attribuita espressamente dalle legge al Ministero dell’agricoltura e delle foreste non viene affatto esercitata".Gran parte delle accuse del pubblicista, che all'epoca potevano sembrare esasperate e sospette, hanno trovato pieno riscontro negli accadimenti successivi.L'abuso dei fondi della Fedit è oggetto di un processo penale pendente dinanzi al tribunale di Roma e, indipendentemente dal giudizio che la magistratura ne darà, sembra alla Commissione trovare ampio supporto documentale. Non sembra senza significato che gli imputati abbiano ritenuto di risarcire il danno, sia pur nella misura proporzionalmente modesta di dieci miliardi.Della carenza, se non inesistenza, dei 'assenza dei controlli si è già detto.Quanto ai rapporto tra la Fedit ed i consorzi ed ai rispettivi ruoli, va osservato Alle considerazioni già esposte va aggiunto che non si trattò di omissioni imputabili a negligente inerzia, ma di omissioni dovute alla consapevolezza dell'utilità che ne sarebbe conseguita per gli organismi beneficiari e, quindi, di oggettiva connivenza.E pensare che, prima di assumere il controllo della Fedit, l'onorevole Bonomi dichiarava: "Io penso che non i consorzi debbono dipendere dalla federazione ma la federazione dai consorzi.Vorrei che il Ministero dell’agricoltura non predisponesse gli statuti dei consorzi e della federazione, ma si limitasse a fissare determinati punti di massima, lasciando liberi i consorzi di darsi lo statuto che preferiscono, di scegliersi i funzionari nei quali hanno maggior fiducia di federarsi o non federarsi. E come potranno essere liberi di non federarsi una volta che avrete stabilito a priori che la federazione ha diritto di controllarne la funzionalità o di limitare la scelta dei direttori e dei vice direttori? La Federazione c’è già con servizi attrezzati e funzionari, nella grande maggioranza, capaci ed esperti; tanto meglio. Ma le sue mansioni e la sua sfera di competenza, la sua politica economica deve essere liberamente determinata dai soci, non imposta dallo Stato. Deve venire tutto dal basso, non scendere dall’alto".E’ ben noto come andarono in seguito le cose.Quando l'onorevole Bonomi assunse il controllo della Federconsorzi le cose - è ben noto - andarono invece in tutt'altro modo.Al fine di illustrare l'evoluzione della situazione economica e finanziaria della Federconsorzi dal 1982 al 1990, appare utile riepilogare alcuni dati più significativi dei bilanci, con l’avvertenza che si farà riferimento ai dati ufficiali, la cui attendibilità, come si vedrà in seguito, appare limitata dalle larghe he pur sembrano essere stati largamente manipolazioni di cui furono oggetto.ti.L’esercizio 1980 della Federazione italiana dei consorzi agrari si chiuse con un utile netto di un miliardo e 91 milioni di lire, con un aumento del 20,3 per cento rispetto al 1979.Dal bilancio approvato dall’Assemblea dei soci risultò infatti che i "ricavi" ammontarono a 1.924 miliardi e 380 milioni e i "costi" a 1.923 miliardi e 289 milioni.In un tal andamento "sembra riflettersi – si legge nella relazione del Consiglio di amministrazione – il sommario disegno di una situazione agricola generale che risente delle difficoltà del settore zootecnico, degli onerosi costi del petrolio e derivati, mentre si avvale in apprezzabile misura di mezzi tecnici, eccettuate le sementi selezionate impiegate in quantità insufficienti".L’esercizio 1982 si chiuse con un utile netto di 1 miliardo 735 milioni di lire: il 43,5%% per cento in più rispetto all’anno precedente. I "ricavi" complessivi infatti ammontarono a 2.321 miliardi e 717 milioni, mentre i "costi" a 2.319 miliardi e 982 milioni.Il movimento merceologico fece registrare introiti per 1.997 miliardi, che, raffrontati a quelli del 1981, rappresentavano un aumento del 7,7% per cento%.Nella relazione all’Assemblea, il presidente Truzzi ricordava la difficile situazione congiunturale per tutta l’economia e l’agricoltura in particolare.Il successivo esercizio 1983 si chiuse, parimenti, con un utile netto dichiarato di 2.252 milioni. Il presidente Truzzi, nell'annunciarlo, ne attribuiva il merito ad un "avveduta conduzione amministrativa", ma non poteva nascondere le difficoltà costitute dal problema del finanziamento che, "per il suo alto costo, rappresenta un autentico nodo scorsoio al collo del settore agricolo". Si dava quindi notizia del ricorso ad un finanziamento per 55 milioni di ECU, che tuttavia si rivelava del tutto insufficiente.Nel corso dell'esercizio 1984 si fece, infatti, ricorso ad un nuovo e più importante finanziamento sul mercato londinese che veniva concesso da un pool di banche straniere ed italiane per 140 milioni di ECU.L'esercizio 1984 si chiuse con un utile netto di 2.598 milioni. I risultati globali vennero definiti confortanti.Il bilancio 1985 segnò un utile di 2.897 milioni. Si segnalarono aumenti di fatturato non significativi di un nuovo e diverso trend.Il bilancio 1986 si chiuse con un utile netto di 2.980 milioni, attestandosi sui livelli dell’anno precedente. Il fatturato complessivo dei consorzi agrari ammontava a 4.981 miliardi e 670 milioni, a fronte di 5.231 miliardi e 263 milioni del 1985, con una diminuzione del 4,77 per cento.Quanto alle società controllate dalla Federconsorzi, il fatturato complessivo si aggirò attorno ai 1.150 miliardi.Il risultato dell'esercizio 1987 segnò un utile di 3.014 milioni.Il bilancio 1988 si chiuse con un utile di 3.415 milioni. Il deficit complessivo dei consorzi agrari nel corso dell'anno si attestò "ufficialmente" sui 2.000 miliardi di lire.I bilanci 1989 e 1990 si chiusero in pareggio.2.2 Osservazioni tecniche: analisi comparata ed evolutiva dei bilanci della Federconsorzi, dal 1982 alla data del commissariamentoLa Commissione ha proceduto a sottoporre ad analisi comparativa ed evolutiva i bilanci della Fedit dal 1982 in poi.A tal fine, si sono, innanzi tutto, riclassificati i dati in conformità delle più corrette metodologie di redazione del bilancio.La riclassificazione del patrimonio - attivo e passivo - e dei conti economici è sintetizzata nei quadri sinottici riportati nell'allegato 4 della presente relazione.Tale posta patrimoniale presentava, nell'anno 1982, una liquidità di circa lire 196.000 milioni, di cui lire 195.000 milioni circa rappresentavano le disponibilità attive della società sui conti correnti bancari.Tali disponibilità diventarono sempre più consistenti fino a raggiungere nel 1988 un livello altissimo, pari a lire 581.694 milioni.Anche nel successivo biennio (1989 - 1990) i depositi bancari restarono a livelli elevati per scendere solo nel 1991 a lire 69.327 milioni.Il raffronto tra l'ammontare dei depositi bancari, nell’arco temporale considerato, e l’indebitamento medio verso banche nello stesso periodo, evidenzia un forte squilibrio tra gli interessi attivi percepiti e gli oneri derivanti dagli interessi passivi corrisposti alle banche, attesa la diversità tra i minori tassi attivi ed i maggiori tassi passivi.La costante permanenza di elevati depositi bancari scarsamente remunerati, a fronte della grande entità dell'indebitamento, palesa una cattiva gestione dei mezzi finanziari disponibili che avrebbero dovuto essere ben più proficuamente gestiti.Alla chiusura del bilancio al 31 dicembre 1982, le liquidità differite erano pari a circa lire 1.322.167 milioni per raggiungere un importo di circa lire 3.239.223 milioni al 31 dicembre 1990, registrando, nel periodo in esame, un incremento pari a circa lire 1.917.056 milioni.La consistente diminuzione fu l'effetto dell’adeguamento dei rischi su crediti per circa lire 1.310.174 milioni, e dei rischi per interessi di mora pari a lire 524.855 milioni.La "liquidità differita" si incrementò, quanto ai "crediti verso i consorzi agrari", sia per gli interessi attivi, sia per gli interessi di mora.Tali crediti presentavano, però, un elevatissimo grado di inesigibilità a fronte del quale non furono eseguiti, se non da ultimo, adeguati accantonamenti di fondi ed in particolare del "fondo rischi su crediti", del "fondo rischi su effetti allo sconto" e del "fondo rischi interessi di mora".Al 31 dicembre 1991 le liquidità differite scesero a lire 1.719.437 milioni.Il mancato adeguamento, negli esercizi di competenza, dei fondi rischi in rapporto al grado d'inesigibilità dei crediti, determinò perdite pari, nel 1991, a circa lire 1.682 miliardi e, nel 1992, a circa lire 651 miliardi.L'inattendibilità delle risultanze dei bilanci risulta evidente.La voce "disponibilità" indica principalmente la consistenza delle merci in magazzino.Dall’iniziale valore di lire 77.896 milioni nell'anno 1982 si assistette ad un costante incremento fino a raggiungere nel 1990 l'entità di lire 376.836 milioni.Nel 1991 il dato si ridusse a lire 139.416 milioni.L'inattendibilità della posta emerge dall'analisi condotta dai tecnici professori Cattaneo e Pavan, incaricati dal dottor Pellizzoni di eseguire una verifica sull'impianto delle scritture contabili della Fedit i cui risultati sono contenuti in una "bozza di relazione" intitolata "Indagine conoscitiva sul bilancio Fedit 1988".A pagina 7 del documento si legge infatti: "Non esiste contabilità di magazzino, non è mai stato fatto un inventario fisico (nemmeno dei trattori e delle macchine agricole). Le giacenze ed i valori unitari sono comunicati all’Amministrazione delle Aree Operative Commerciali su supporti "cartacei" inaccettabili nella forma e nel contenuto. Non esiste la minima certezza né sulle quantità né sui valori.E’ una situazione che può riservare imprevedibili sorprese sia sotto il profilo dei valori (a fine 1988 sono state aggiunte merci viaggianti per 32 miliardi) sia sotto il profilo della correttezza e onestà nei comportamenti operativi".E più innanzi, nella seconda parte, a pagina 18: "Non esiste una contabilità di magazzino e quindi non erano disponibili al 31 dicembre 1988 giacenze contabili di merci.Negli ultimi anni non è mai stato fatto un inventario fisico delle giacenze di magazzino.Le quantità che hanno concorso a formare il valore del magazzino al 31 dicembre 1988 sono state fornite in parte dalle Direzioni Commerciali, sulla base di situazioni extra contabili, e in parte ricavate "da dichiarazioni di esistenza fisica" inviate dai consorzi e dai depositi.I prezzi che hanno concorso a formare il valore del magazzino al 31 dicembre 1988 sono stati forniti dalle Direzioni Commerciali e si presume siano prezzi – costi medi dell’anno (non si è potuto appurare se includono i costi accessori all’acquisto). Tali valori sono stati accettati acriticamente dall’Ufficio Contabilità Generale e Bilancio.Il valore del magazzino al 31 dicembre 1988 include 6 miliardi di macchine agricole inserite due volte per errore, ed una rettifica incrementativa di lire 42 miliardi per "merci viaggianti" di cui lire 32 miliardi frutto di uno storno di saldi "dare" di fornitori".Tanto appare di per sé sufficiente per poter affermare l’inattendibilità del risultato d'esercizio per il 1988 e di tutti i precedenti esercizi.Le giacenze iniziali e le giacenze finali di merci costituiscono rispettivamente componenti negative e positive di reddito e concorrono, secondo il loro incremento o decremento rispetto all’iniziale valore, al risultato economico positivo o negativo dell’esercizio.Orbene, se tali valori risultano non controllati o non controllabili sia nella loro reale consistenza, sia nel loro valore, i risultati dell’esercizio che ne scaturiscono sono da ritenere inattendibili.Una conferma dell'inattendibilità delle giacenze iniziali e finali di magazzino è fornita dalla documentazione rinvenuta negli archivi Federconsorzi in Castelnuovo di Porto ed in particolare delle schede di lavoro elaborate nel corso della consulenza prestata dai tecnici della società di revisione Coopers & Lybrand, su richiesta della gestione Pellizzoni, relativa alla riconciliazione dei saldi clienti e fornitori.In tali documenti si segnalano anomalie contabili costituite dalle mancate registrazioni di fatture di acquisto di merci, per valori rilevanti, riferite ad anni precedenti al 1990, imputate, dopo il controllo, a sopravvenienze passive e cioè a costi relativi agli anni precedenti.Le rilevate irregolarità hanno alterato sensibilmente le giacenze di magazzino nel periodo in cui sono verificate e, conseguentemente, anche tutti i risultati degli esercizi.Le immobilizzazioni materiali sono costituite dal patrimonio immobiliare e strumentale della società e sono contabilizzate al costo di acquisto.La posta di bilancio è stata riclassificata al netto dei relativi fondi e, alla data del 31 dicembre 1982, risulta iscritta per circa lire 32.000 milioni.Negli anni 1989 e 1990 la posta aumentò per effetto di nuove acquisizioni immobiliari.Va osservato che, prima del 1989, la società non aveva adeguate conoscenze circa la consistenza e il valore di mercato del proprio patrimonio immobiliare.Nella già citata bozza di relazione dei professori Pavan e Cattaneo, in merito ai beni materiali e ai fondi di ammortamento si legge che: "Da molto tempo non è stato fatto un inventario fisico dei cespiti e quindi non vi è la sicurezza che ai valori netti contabili corrispondano beni tuttora esistenti e/o utilizzati".Gli immobili, ancorché di cospicuo valore, dettero, in tutti gli esercizi esaminati, risultati reddituali modesti.La rendita annuale lorda, derivante dalle "locazioni attive" non superava nel 1982 i 3.000 milioni di lire per raggiungere la punta più alta nel 1991 di lire 7.315 milioni.Ciò dipese in gran parte dagli insignificanti canoni di locazione che venivano corrisposti, rispetto a quelli di mercato, dalle associazioni di categoria a cui erano stati locati immobili di ingente valore.Al fine di sanare posizioni debitorie di alcuni consorzi agrari in dissesto, la Federconsorzi aveva, inoltre, acquistato dai debitori immobili di elevato valore che aveva lasciato in uso agli stessi consorzi in comodato gratuito a tempo indeterminato.In tal modo la Federconsorzi immobilizzò importanti risorse finanziarie aggravando ancor più il proprio squilibrio economico e finanziario.La gestione del patrimonio immobiliare della Federconsorzi fu, dunque, del tutto negativa.Nella posta in esame risultano comprese, a partire dal 1982 fino al 1988, le partecipazioni in società controllate e collegate e le partecipazioni in altre società.Dal quadro sinottico risulta evidente l’ingente progressione d’impiego di capitali di rischio nelle partecipazioni societarie che, da lire 75.111 milioni del 1982, salirono vertiginosamente fino a raggiungere, nel 1989, il ragguardevole importo di lire 532.453 milioni.Legge 72/1983 Ris. da rivalut.ne monetariaI maggiori valori esposti negli anni 1988, 1989, 1990 e 1991 sono costituiti da "contributi in conto capitale".Il capitale proprio era, in realtà, da tempo diventato inesistente per effetto delle perdite subite.La Federconsorzi andava ricapitalizzata o messa in liquidazione da molto tempo prima del commissariamento.Per procurarsi gli ingenti capitali necessari all’acquisizione delle partecipazioni, alle ricapitalizzazioni, al ripianamento delle perdite ed al finanziamento delle società partecipate, la Federconsorzi ricorse sistematicamente e per grandi entità al credito ordinario incrementando ulteriormente la sua esposizione debitoria nei confronti del sistema bancario, in tal modo peggiorando il suo squilibrio economico-finanziario.Va osservato, infine, che i valori riportati nei bilanci non fanno alcun riferimento al patrimonio netto delle società partecipate.Anzi, per talune partecipazioni furono a lungo esposte sopravvalutazioni.Per altre partecipazioni, poste in liquidazione ancor prima del 1985, i valori di costo furono mantenuti in tutti i bilanci fino al 1989.Fino al 1990 non venne effettuato alcun accantonamento per tali capitali di rischio sul "fondo adeguamento partecipazioni" e quando ciò avvenne gli accantonamenti, rispettivamente di lire 5.012 milioni e di lire 16.571 milioni, furono del tutto inadeguati, rispetto alle più consistenti perdite verificatesi.Inoltre, nel 1988 il decremento della partecipazione in Fedital spa di lire 114.738 milioni fu imputata, senza essere rilevata nel conto perdite e profitti, direttamente in diminuzione del "Fondo interventi Organizzazione".Analoghe operazioni furono eseguite nel 1989 con l'utilizzo di fondi, aventi natura di riserva.La procedura seguita per tali contabilizzazioni, che dovevano invece correttamente gravare sul conto economico, occultò il reale risultato dell’esercizio, violando in tal modo il principio della "trasparenza del bilancio".Le passività correnti per la quasi totalità rappresentano le "fonti di finanziamento" utilizzate dalla Federconsorzi per gli impieghi effettuati.L’incremento fu, nel periodo esaminato, crescente, fino a raggiungere, al termine dell’esercizio 1990, un valore di lire 4.633.028 milioni, scendendo di poco alla fine del 1991 a lire 4.344.305 milioni.Nelle passività consolidate sono appostati tutti i fondi esposti nel bilancio della Federconsorzi nei diversi esercizi.La posta registrò, nel primo esercizio in esame, un valore complessivo di lire 198.590 milioni e raggiunse nel 1986 un valore di lire 305.628 milioni.Essa scese in maniera sensibilissima nei successivi esercizi, fino ad assestarsi a lire 97.257 milioni nel 1991.Una sensibilissima riduzione dei fondi appostati in bilancio avvenne nel 1989.Gran parte degli stessi vennero fatti confluire nei proventi dell’esercizio concorrendo in modo decisivo al raggiungimento di un apparente ed artificioso pareggio.Nel quadro riassuntivo che segue sono riportati i fondi appostati nei diversi bilanci esaminati.Fondo rischi su crediti per inter. di moraalla data del 31 dicembre 1982 l’ammontare del capitale e delle riserve è pari a complessive lire 42.872 milioni di cui lire 7.430 milioni costituiscono contributi in conto capitale e, lire 31.388 milioni, riserve per rivalutazione monetaria;alla data del 31 dicembre 1991 il capitale e le riserve ammontano a complessive lire 78.688 milioni, e sono costituite da lire 31.388 milioni per rivalutazioni monetarie, da lire 30.883 per contributi in conto capitale e da lire 5.159 per "fondi a disposizione del Consiglio di amministrazione".2.5 Osservazioni sui conti economici relativi agli esercizi dal 1982 al 1991Una prima osservazione s'impone: il margine operativo lordo risulta molto ristretto rispetto all’elevato volume di affari e fortemente influenzato dai "costi dei servizi" e dalle "spese gestioni speciali".Su di esso influiscono anche, positivamente o negativamente, le variazioni in più o in meno delle giacenze di magazzino.Le illustrate anomalie riguardanti le giacenze di magazzino, da ritenersi inattendibili, si riflettono sui risultati degli esercizi esaminati, da considerarsi anch’essi inattendibili.Ad analoga conclusione si perviene considerando la posta, attiva costituita dagli interessi passivi addebitati ai consorzi agrari, che influirono notevolmente sui risultati economici. Si tratta infatti di una componente positiva di reddito in gran parte puramente apparente o quanto meno virtuale, per l’incapacità della maggioranza dei consorzi agrari di far fronte ai loro debiti.I proventi venivano così implementati con "interessi attivi" del tutto od in larga misura solo nominali.Amministratori e sindaci ben sapevano che gli interessi non sarebbero stati mai riscossi, ma se ne servivano per occultare le perdite reali, senza neppure stanziare fondi ai quali attingere per far fronte ai mancati introiti.Se la Fedit avesse applicato nella formazione dei bilanci i criteri previsti dalla tecnica contabile e dalle norme civilistiche si sarebbero ben presto evidenziate le perdite reali.Confermano l'assunto le enormi perdite risultanti dai bilanci al 31 dicembre 1991 e al 31 dicembre 1992, rispettivamente di lire 1.681.825 milioni e di lire 658.839 milioni.2.6 I risultati dei bilanci relativi agli anni 1989 e 1990Il "pareggio" di bilancio fu raggiunto negli agli anni 1989 e 1990 attraverso l’utilizzo di riserve e di fondi e di "passività liberate".Non si tratta di componenti positive di reddito ma sono operazioni di natura esclusivamente contabile.Quindi per l’anno 1988 furono utilizzati fondi per ben lire 220.921 milioni, mentre per l’anno 1989 per complessive lire 64.838 milioni.A ciò va aggiunto l'utilizzo di sopravvenienze attive costituite da "Debiti prescritti" per lire 159.733 milioni.Nell'anno 1990 la società Coopers & Lybrand fu incaricata della riconciliazione dei saldi dei partitari dei fornitori e dei clienti.- fatture non contabilizzate o registrate su altro partitario (altri uffici)- fatture non contabilizzate o registrate su altri partitari (Cap)- note di credito da recuperare- sopravvenienze passive riferite a fatture di acquisto anni precedenti al 1990 scaturite dalla riconciliazione- sopravvenienze attive riferite alla riconciliazione dei saldi clienti relativi ad anni precedenti al 1990- lista fornitori sospesi in assenza di documentazione- registrazioni duplicate delle fatture passive "orzo" avvenute nel 1987 e nel 1988- note di credito a completamento fatture del 1989 (ESSO – FIAT – SIAPA)- fatture passive 1989 registrate per un importo superiore- rilevazione di una sopravvenienza passiva dovuta ad una erronea contabilizzazione della fattura Italiana Oli e Risi- errata contabilizzazione di interessi passivi riferiti al prestito in eurolireAppare evidente che i risultati degli esercizi di riferimento erano sensibilmente alterati.La regolarizzazione delle anomalie avvenne, anch'essa, con una procedura non corretta che alterò il risultato dell’esercizio 1990.L’aspetto di maggiore gravità che emerge dai dati raccolti e dalla documentazione esaminata riguarda i consistenti "pagamenti doppi" rilevati.Il crescente indebitamento ed il crescente squilibrio finanziario non impedirono alla Fedit di distribuire utili ai soci, i consorzi agrari, fino al 1988 per un totale di 5,8 miliardi.La cessazione della gestione degli ammassi pubblici obbligatori segnò la fine dell’opulenza della Federconsorzi.Molti consorzi agrari erano già, negli anni Settanta, in una situazione di difficoltà che si accentuò progressivamente nel decennio successivo.La Federconsorzi, che gran parte dei suoi profitti aveva tratto dalla attività di mediazione commerciale esercitata nei confronti dei suoi soci e che era stata governata da un gruppo dirigente con rilevanti e riconosciute capacità gestionali, fu segnata negli anni Ottanta dagli effetti di tre fattori concomitanti ed interdipendenti.La dirigenza del periodo non si rivelò della stessa statura di quella del passato. Dal novembre 1981 all’aprile 1989, la carica di presidente fu ricoperta dal senatore Ferdinando Truzzi e, quella di direttore generale, dal ragionier Luigi Scotti.Si accentuò l’influenza delle organizzazioni di categoria ed in particolare della Coldiretti che, in armonia con le impostazioni politiche generali del partito di riferimento, la Democrazia Ccristiana, piegò il mutualismo, insito nella struttura a base cooperativa del sistema, ad assistenzialismo e quindi, di fronte alla sempre più accentuata crisi economica e finanziaria di consorzi, assegnò alla Fedit il ruolo tipico di un ente pubblico assistenziale a sostegno del sistema satellitare dei consorzi, conservati così vitali per mantenere il consenso politico ed elettorale che ne derivava a prezzo del progressivo depauperamento e dell’inevitabile tracollo forte della casa madre.Grazie al sostegno della Federconsorzi non vennero commissariati e liquidati quei consorzi le cui condizioni avrebbero richiesto tale provvedimento.Si trattò, quindi, di una scelta politica ed economica radicalmente sbagliata, che coltivava l’illusione di poter far fronte alla crisi con l’iniezione di danaro pubblico, come era avvenuto ed avveniva in altri settori economici, trascurando di rammentare che la permanente gestione monolitica del sistema federconsortile da parte di un solo partito, ed anzi di una sola parte della Democrazia cristiana, avrebbe incontrato l’invalicabile opposizione degli altri partiti di governo e di opposizione.In tal modo si crearono i presupposti del collasso irreversibile.Il progressivo aggravarsi della situazione, che i bilanci continuavano ad occultare con varie alchimie, finì per non poteva non ppreoccupare la pur inadeguata ed organicamente succube perfino una dirigenza della Fedit.inadeguata, succube ed inerte come quella della Fedit, e, soprattutto la Coldiretti che aveva il massimo interesse a non perdere gli immensi vantaggi che dalla vitalità della controllata Fedit le derivavano.Si giunse così al maggio 1987: il ragionier Scotti incontrò presso la Fedit i responsabili dei singoli consorzi.Oggetto della riunione fu la correttezza dell’impostazione dei bilanci dei consorzi dell’anno in corso, poiché si temeva di trovarsi di fronte ad una situazione reale peggiore di quella ufficiale.Ciò basterebbe a dare l’esatta misura dell’inadeguatezza dei controlli interni –- dei Collegi sindacali - ed esterni e cioè ministeriali.Eevidentemente, o aveva motivo di non fidarsi delle assicurazioni ricevute, o la situazione prospettatagli era in realtà molto preoccupante.Non potendo confidare nelle risorse interne della Fedit, l'onorevole Lobianco ritenne di avvalersi di un tecnico esterno, il professor Pellegrino Capaldo.Ll'onorevole Lobianco. E Ffu proprio quest'ultimo Lobianco a presentò are al ragionier Scotti il professor Capaldo, che si incontrò ripetutamentepiù volte con i dirigenti della Fedit e dei consorzi.Ad ulteriore conferma del ruolo preminente e decisivo delle organizzazioni professionali, di cui si è già trattato, va rilevato che"La Federconsorzi continuava da sempre ad assumere connotazioni politiche, per cui era impossibile imporre una gestione e una considerazione economicistica, non dico rigorosa, ma almeno confacente con i tempi.(…) ………..Fui convocato, come sempre, da Lobianco (lo considero un galantuomo, anche se mi hanno insegnato che a un certo punto bisogna assumersi le proprie responsabilità) ad un incontro con il professor Pellegrino Capaldo …(…). Mi chiese se ero d’accordo a partecipare ad alcune riunioni in cui avremmo rappresentato al professor Pellegrino Capaldo la vicenda. Risposi: "Altroché, se sono d’accordo! Anche senza preavviso, comunque e dovunque io vengo". Potrei essere più preciso, ma partecipai a non più di tre riunioni.Dissi al professor Pellegrino Capaldo tutto quello che mi stava in corpo, compresa l'assoluta necessità, a mio avviso, che fosse assunta la responsabilità della gestione di un corpo malato, obiettivamente e finanziariamente, a cui porre mano molto più che rapidamente. Con mia sorpresa l'ultima volta il professor Capaldo mi guardò attentamente facendomi un piccolo complimento, nel senso che mostrò di capire perché passassi per un uomo difficilmente gestibile e molto appassionato e, rivolto a Lobianco, disse (questo non me lo dimenticherò): "Il dottor Wallner dice delle cose che per buona parte sono incontestabili. Se qua non ci mettiamo le mani, la situazione peggiora". Tuttavia alla fine aggiunse: "Non fasciamoci la testa prima che sia rotta" (…)".I risultati dell’esplorazione diel professor Capaldo, che da quel momento sembra essere diventato diventò il più autorevolemassimo e decisivo "consigliere" della FederconsorziIn nota ("non si muoveva foglia che Capaldo non voglia lesse" dichiarava il dottor Cocco, presidente del Collegio sindacale della Fedit, alla Commissione ministeriale di inchiesta Poli Bortone il 3 aprile 1995 per descriverne il ruolo)si tradussero in un progetto di accorpamenti di consorzi, di dismissioni di partecipazioni non strategiche, ma anche in una forte rassicurazione per tutti.Il professor Capaldo stimò in almeno 1.000 miliardi il patrimonio netto della Fedit e, quindi in una somma tale da rassicurare sulla possibilità di far fronte al crescente indebitamento bancario.Il ragionier Scotti percorse anche la strada di tentare di avviare una maggiore capitalizzazione dei consorzi ed quindi di ottenere l’afflusso di capitali dall’interno del mondo agricolo, utilizzando i benefici previsti dalla legge n. 752/8 del 1986 (anticipazioni a tasso agevolato ed a rimborso differito) ma, come era prevedibile, senza alcun esito.L’idea era infatti velleitaria: tendeva a risolvere il problema della sottocapitalizzazione dei consorzi senza intaccarne la struttura, non per rilanciarne l’operatività ma per consentire respiro finanziario alla Federconsorzi.Eppure i reali problemi finanziari della Federconsorzi e dell'intero comparto agricolo non erano sconosciuti: il presidente della Fedit, il dottor Truzzi, denunciava nel 1983 che il settore agricolo aveva un debito complessivo di ben 14.000 miliardi.Anche i dipendenti della Fedit, che pur godevano di non lievi privilegi, chiedevano la ristrutturazione dell'azienda, tanto da scioperare nel 1986.All'Assemblea nazionale dell'associazionismo agricolo del 1° dicembre 1986, il presidente della Coldiretti, onorevole Lobianco, poneva il problema della dotazione di mezzi finanziari ed indicava la prospettiva della creazione di una finanziaria.Nel frattempo, il P.S.I.artito socialista italiano presentava nel 1986 un progetto di riforma della Federconsorzi e dei consorzi agrari che mirava a sottrarli al controllo esclusivo della Coldiretti e della Confagricoltura, invocava il commissariamento dei consorzi in passivo e criticava fortemente gli amministratori della Fedit.Il P.C.I.artito comunista italiano, con una coeva interrogazione in Senato, chiedeva che la Federconsorzi venisse riformata aprendosi al concorso di tutti gli operatori agricoli.Nulla accadde; è tuttavia interessante osservare come il problema venisse individuato non nel sistema Federconsorzi in sé, ma nella sua gestione monopolistica.Nel marzo dell'anno successivo, la Coldiretti lanciava il c.d.osiddetto "pProgetto AQUILAquila" che prevedeva la distribuzione dei prodotti agricoli degli aderenti alla Coldiretti tramite i canali commerciali della Federconsorzi.Il progetto non riscosse molti consensi, al di fuori della Coldiretti.Dichiarava a "Il Sole 24 ore" del 30 aprile 1987, il dottor Stefano Wallner, presidente della Confagricoltura: "Per quanto riguarda la Federconsorzi ed i suoi progetti di collaborazione con il mondo industriale nel campo della distribuzione, io dico che prima si dovrebbe fare della Fedit una cosa seria e poi eventualmente pensare a progetti ambiziosi".Ha riferito alla Commissione, nel corso dell’audizione del 22 febbraio 2000, l'ex sottosegretario all'agricoltura, Maurizio Noci: "In verità, il presidente Lobianco, con altri colleghi della Coldiretti, aveva cercato, poco prima dello scioglimento della Federconsorzi, di mandare avanti un piano che, secondo me, non poteva essere ben visto dalla Presidenza del Consiglio e neanche dal mondo parlamentare ed economico italiano, perché era la brutta fotocopia del famoso "Programma Quadrifoglio" degli anni Settanta. Chiamavano questo piano "progetto Aquila", per il quale occorrevano - se non vado errato - dai 18.000 ai 25.000 miliardi".Nel 1988, il P.C.I.artito comunista italiano presentò una proposta di legge di riforma della Fedit e dei consorzi agrari chiedendo che la reale consistenza del patrimonio e delle risorse della Fedit e dei consorzi fossero accertate da una commissione ministeriale che ne avrebbe dovuto riferire al Parlamento.Ancora una volta non se ne fece nulla.Dunque l'opposizione politica premeva per cambiare ma continuandova a fare della cooperazione il caposaldo di ogni riforma.La Coldiretti pensò invece ad una soluzione gestionale sul modello di quella che avevano portato, in quegli anni, al vertice dell'Iri Romano Prodi e dell'Eni Franco Reviglio.Ma la Federconsorzi presentava una struttura ed una condizione che non ne lo consentivanono la salvezza, se non a prezzo di strutturali e senza radicali cambiamenti che non sembra si volessero.La cultura politica di una parte della Democrazia Cristiana che era più vicina alla Fedit ed ai temi dell'agro-alimentare pensò invece ad una soluzione gestionale sul modello di quella che aveno portato, in quegli anni, alla testa dell' Iri Romano Prodi e dell'Eni Franco Reviglio.Ma la Federconsozri non era né l'Iri né l'Eni ed il prescelto non era né Prodi né Reviglio.
394,267
http://it.wikipedia.org/wiki/Natale_di_Roma
Natale di Roma.Il Natale di Roma'", conosciuto anche con il nome di "'Romaia'", è una festività laica legata alla fondazione della città di Roma, festeggiata il 21 aprile. Secondo la leggenda, narrata anche da Varrone, Romolo avrebbe infatti fondato la città di Roma il 21 aprile del 753 a.C. La fissazione al 21 aprile, riportata da Varrone, si deve ai calcoli astrologici del suo amico Lucio Taruzio.Da questa data in poi derivava la cronologia romana, definita infatti con la locuzione latina "Ab Urbe condita", ovvero "dalla fondazione della Città". La ricorrenza del Natale di Roma è tuttora festeggiata con rappresentazioni in costume, eventi culturali e manifestazioni ludiche.In epoca fascista, il 21 aprile si festeggiava anche la Festa dei Lavoratori.NoteBibliografiaVoci correlateStoria di RomaFestività romaneL'unico comune in Italia che ha dato questa toponomastica ad una propria strada è il comune di Trentola-Ducenta in provincia di Caserta. Via Natale di Roma Trentola (CE).
1,392,513
http://it.wikipedia.org/wiki/Gyroporus_cyanescens
Gyroporus cyanescens."Gyroporus cyanescens" (Bull.) Quél., "Enchir. fung." (Paris): 161 (1886).Gyroporus cyanescens'" è un fungo basidiomicete che si distingue da altre specie simili per l'intenso viraggio all'azzurro non appena viene toccato.Descrizione della specieCappelloFino a 10-15 cm di diametro, carnoso, emisferico poi convesso, irregolareTubuliLunghi fino a 15 mm, liberi, biancastri.PoriPiccoli, rotondi, bianco-giallognoli, al tocco virano rapidamente all'azzurro.Gambo9-12 x 2-3 cm, pieno, poi spugnoso e cavernoso, cilindrico, ingrossato alla base, concolore al cappello.CarneBianca, soda, di colore tipico azzurro-indaco al taglio.MicroscopiaSpore8-10 x 4-8 µm, gialle in massa, ellissoidali, ialine.Reazioni chimicheCome detto in precedenza, il "G. cyanescens", al taglio vira all'azzurro.Tale reazione è dovuta ad una sostanza chiamata acido variegatico che resta incolore fino a che non viene a contatto con l'ossigeno. Ciò avviene quando le pareti cellulari del "G. cyanescens", al contatto, si rompono esponendo all'aria tale sostanza. Allora l'enzima ossigenasi converte l'acido in questione nel suo chinone metide possiede una colorazione bluastra.In altri boleti, in ambiente anaerobico, l'acido variegatico viene invece convertito in variegatorubina, che è responsabile del viraggio al rosso.HabitatFruttifica in estate-autunno, solitario o gregario, specialmente nei boschi di latifoglia in luoghi aperti e asciutti.CommestibilitàVa scartato il gambo negli esemplari adulti perché fibroso. Comunque di qualità leggermente inferiore al congenere "Gyroporus castaneus".Sinonimi e binomi obsoletiNomi comuniEtimologiaDal greco "kyanòs" =azzurro, per la carne che all'aria vira al colore azzurro.Specie similiVarietà e forme di Gyroporus cyanescensBibliografiaCollegamenti esterniGyroporaceaeFunghi commestibili
1,055,219
http://it.wikipedia.org/wiki/Won_sudcoreano
Won sudcoreano.Il won sudcoreano (in coreano 원) (ISO 4217: KRW) è la moneta ufficiale della Corea del Sud (o Repubblica di Corea).Storicamente, il won coreano era suddiviso in 100 chŏn (o jeon, in coreano 전), però attualmente in Corea del Sud la moneta frazionata non s'usa più. La quantità più piccola in uso è di 10 won, approssimativamente 0,8 centesimi di euro.Il simbolo del won, ("₩") si rappresenta in Unicode come: 20A9 (8361 del sistema decimale).StoriaIl won coreano è stato usato come moneta per la prima volta in Corea tra il 1902 e il 1910, quando la Corea era ancora un paese unito. Fu poi sostituito alla pari dallo Yen giapponese con la creazione dello Yen coreano.Nel 1945, la Corea fu divisa con la creazione dei due stati: Corea del Sud e Corea del Nord, ciascuna con la propria valuta denominata won, che andò a sostituire lo yen alla pari.Il won sudcoreano fu sostituito nel 1953 dallo hwan coreano ad un tasso di 1 hwan = 100 won. Il won fu poi nuovamente reintrodotto il 9 giugno 1962 ad un tasso di 1 won = 10 hwan.MoneteLe monete in circolazione sono nei tagli da:BanconoteLe banconote in circolazione sono nei tagli da:Il won sudcoreano ha perso notevolmente valore durante gli anni, causa notevole inflazione, tanto che attualmente è allo studio l'emissione di tagli da 50 000 o 100 000 won.Economia della Corea del SudSouth Korean won
2,634,141
http://it.wikipedia.org/wiki/Campionato_del_mondo_offshore
Campionato del mondo offshore.Il "'Campionato mondiale offshore - Classe 1"' ("Class 1 World Powerboat Championship") è il campionato del mondo della categoria principale, la Classe 1 ("class 1"), della disciplina dell'Offshore ("Offshore powerboat racing") dello sport della motonautica, sport che è riconosciuto dal CONI ed ha avuto persino una presenza ai Giochi olimpici a.Organizzato dalla UIM, "Union Internationale Motonautique", la "federazione internazionale motonautica" dal 1964, nel 2009 è in corso la XLVI edizione.EventiNel 1990 il campionato non venne assegnato, proprio quando si sarebbe dovuta disputare la 3a ed ultima manche che avrebbe assegnato il titolo all'equipaggio composto da Adriano Panatta e Antonio Gioffredi, ma la manche non si disputò in segno di lutto per la morte del campione in carica Stefano Casiraghi (allora marito di Carolina di Monaco).Albo d'oroCon otto vittorie, è l'inglese Steve Curtis il pilota che si è aggiudicato il maggior numero di titoli di campione del mondo.NoteVoci correlateCollegamenti esterniMotonauticaOffshore powerboat racing
1,059,278
http://it.wikipedia.org/wiki/Orenair
Orenair.L'Orenair o Orenburg Airlines'" (in russo: ОРЕНБУРГСКИЕ АВИАЛИНИИ) è una compagnia aerea russa con la base tecnica all'Aeroporto di Orenburg (UWOO), nell'Oblast di Orenburg, in Russia. La compagnia aerea attuale di Orenburg è stata creata nel 1992 sulla base dell'Aeroflot-Orenburg.StoriaAnni 30Il 28 agosto 1932 è stato effettuato il volo volo tecnico sulla rotta Mosca, Russia - Tashkent con una fermata a Orenburg, nell'Oblast di Orenburg. Nel 1933 è stato aperto il primo centro dei controlli di volo a Orenburg. Nel 1937 è stato aperto l'aeroporto di Orenburg-Nezhinka.Anni 40I primi Polikarpov Po-2 sono arrivati a Orenburg nel 1940. Negli anni della Grande Guerra Patriotica 1941-1945 i piloti della città partecipavono nelle operazioni di soccorso e nelle battaglie aerei a Leningrado(oggi San Pietroburgo).Anni 50Dal 1950 incominciò il periodo nuovo dello sviluppo della compagnia aerea a Orenburg con l'arrivo dei primi Lisunov Li-2. Nel 1953 la compagnia aerea trasportò 1,700 passeggeri, 86 tonnelate di posta. Nel 1954 i piloti di Orenburg ricevevano i primi Antonov An-2. Nel 1955 il primo Yakovlev Yak-12 entrò a far parte della flotta della compagnia aerea. Nel 1958 i primi aerei della Czechoslovakia i Super-Aero e l'Aero-145 sono atterrati a Orenburg. Nello stesso hanno è stato organizzato il filiale della compagnia all'Aeroporto di Orsk.Anni 60Nel 1964 la compagnia aerea russa ricevette i primi Antonov An-24 e Antonov An-10.Anni 70Nel 1975 sono stati inaugurati i primi voli dall'Aeroporto di Orenburg-Centralny operati con i Tupolev Tu-134. Nel 1976 il primo Tupolev Tu-154 è arrivato a Orenburg. Nel 1980 è stato inaugurato il complesso della manutenzione degli aerei Tupolev e Antonov.Anni 80Nel 1982 a Orenburg sono arrivati gli aerei L-410. Negli anni ottanta è stato aperto il nuovo hub di Orsk della compagnia aerea.Anni 90Nel 1991 è stato aperto il volo Orsk-Mosca. Nel 1992 la compagnia aerea ha aperto la più lunga rotta della sua storia Orenburg - Khabarovsk. Gli elicotteri Mil Mi-8 e gli aerei cargo Ilyushin Il-76 sono arrivati a Orenburg nello stesso anno. Nel 1993 la compagnia ha operato le rotte aerei per 15 paesi. Nel 2000 la compagnia aerea dopo la crisi del 1998 ha riaperto le rotte per Tashkent, Baku.StrategiaLa compagnia aerea Orenair è una compagnia aerea russa statale. L'Orenair effettua i voli di linea e i voli charter nella Federazione Russa, in Europa (Austria, Bulgaria, Croatia, Francia, Germania, Italia, Spagna, Turchia), in Africa (Egitto, Tunisia), in Asia (Cina, India, Thailandia, Maldive).Il 8 novembre 2007 l'EASA ha rilasciato alla compagnia aerea russa Orenair il certificato № 145.0392 che permette la manutenzione tecnica secondo la parte 145 delle regole dell'Unione Europea e dell'EASA degli aerei Boeing 737-400 e Boeing 737-500, Boeing 737-800.La compagnia aerea è una delle 10 principali compagnie aerei russe nel mercato dei voli charter.Nel 2008 l'Orenair diventò il secondo più importante vettore russo nel mercato dei voli charter con la capacità di trasporto più di 1,85 mln passeggeri/anno.Nel 2009 la compagnia aerea di Orenburg ha trasportato 1,608,146 passeggeri effettuando 12,522 voli di linea e charter. L'arrivo nella flotta dell'Orenair di 3 aerei Boeing 737-800 che si sono aggiunti agli altri 9 Boeing 737 e la collaborazione nei voli charter con l'operatore turistico russo "Pegas Turistik" hanno permesso alla compagnia aerea di aumentare il trasporto di passeggeri al +40,3% nel 2009 rispetto all'anno precedente.FlottaAereiLa flotta di Antonov An-2 dell'OrenairElicotteriFlotta storicaDestinazioniEuropaAfricaMedio OrienteAsia CentraleNazionaliDestinazioni cargoFrequent Flyer ProgramAccordi commercialiIncidentiNoteCollegamenti esterniAltri progettiCompagnie aeree russe|OrenairOblast' di Orenburg|OrenairTrasporti a Mosca|OrenairOrenair
2,012,021
http://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_di_Nostra_Signora_Incoronata
Santuario di Nostra Signora Incoronata.La chiesa di Santa Maria e San Michele Arcangelo, più conosciuta come Santuario di Nostra Signora Incoronata è una chiesa cattolica situata nel comune di Genova, sulla collina di Coronata, nel quartiere di Cornigliano, nel ponente cittadino.StoriaIl Santuario di N. S. Incoronata è uno dei più antichi santuari mariani della Liguria.Le prime notizie documentate sull’esistenza di una chiesa dedicata a S. Michele risalgono al 1157, anche se la tradizione la fa risalire all'VIII secolo.La piccola chiesa in quegli anni divenne un santuario mariano a seguito di un evento ritenuto miracoloso: il ritrovamento sulla spiaggia di Sampierdarena, dopo un naufragio, di una statua lignea della Madonna con il Bambino, proveniente dall'Oriente.Collocata da alcuni pescatori nella propria chiesa a Sampierdarena, sparì e fu ritrovata nella chiesetta di San Michele. Il fatto, ripetutosi più volte, fu ritenuto miracoloso, così fu decisa la costruzione del santuario, ampliando l’originaria cappelletta. Da allora il santuario ha attirato folle di pellegrini.Nel 1420 il doge genovese Tommaso Campofregoso vi si recò in pellegrinaggio, come ringraziamento per la vittoria in Corsica sugli Aragonesi; l’avvenimento è documentato da un dipinto ancora esistente nella chiesa.Dopo essere appartenuta dal 1343 ai Cistercensi, come dipendenza della Badia di Sant'Andrea degli Erzelli, la chiesa nel 1485 fu assegnata in commenda al cardinale Paolo Campofregoso, arcivescovo di Genova e nello stesso anno eretta in parrocchia.Nell’anno seguente passò ai Canonici Regolari di Sant’Agostino, detti Renani, che nel 1825 confluirono nella congregazione dei Canonici Regolari Lateranensi, che ancora oggi reggono la parrocchia.Completamente ricostruita alla fine del XV secolo, con il patrocinio della famiglia Spinola e del cardinale Giuliano Della Rovere (il futuro papa Giulio II), fu consacrata nel 1502 da Mons. Domenico Valdettaro; subì nuove modifiche nel corso del Settecento e fu gravemente danneggiata durante la guerra di successione austriaca nel 1747.Nel 1847 fu eretto l’attuale campanile. All'inizio del XX secolo fu avviato un radicale restauro della chiesa, completato nel 1940, che la riportò all’originario stile romanico-rinascimentale della fine del Quattrocento.La chiesa appena restaurata fu quasi completamente distrutta durante la seconda guerra mondiale, a causa dei bombardamenti aerei del 9 novembre 1943 e del 4 giugno 1944, da cui si salvarono solo il campanile e parte della facciata.Nel bombardamento andarono perdute importanti opere d’arte, come il dipinto della “Sacra Famiglia” di Perino del Vaga, altre furono invece recuperate dalle macerie, tra le quali la quattrocentesca statua lignea policroma della Madonna.Nuovamente ricostruita nelle forme originarie, fu consacrata nel 1955 dall'arcivescovo di Genova, il cardinale Giuseppe Siri, ma rimase nuovamente chiusa dal 1963 al 1971 a causa dei danni provocati dai lavori per la costruzione della sottostante galleria dell’Autostrada A10.Durante i lavori di ricostruzione della chiesa, le funzioni furono officiate nell’oratorio, peraltro anch’esso danneggiato dai bombardamenti, fino al 1955.Nel santuario sono conservate due statue lignee, dette Pacciûgo e Pacciûga, raffiguranti una coppia di sposi abbigliati con i tipici costumi genovesi del Settecento.Ai due personaggi è legata una leggenda popolare, ambientata intorno all’XI secolo.Oratorio di Nostra Signora AssuntaSi trova nel piazzale sottostante al santuario ed è stato recentemente restaurato (1993-2002), dopo che anch’esso era stato gravemente danneggiato nel bombardamento del 1944.Fu costruito nel Seicento dalla “Confraternita del Gonfalone di N.S. Incoronata”, probabilmente su un precedente oratorio del Quattrocento, ed è uno dei più pregevoli esempi di barocchetto genovese.Al suo interno conserva affreschi di Giuseppe Palmieri che rappresentano il “Giudizio Universale” ed episodi biblici oltre a numerosi dipinti di Giovanni Raffaele Badaracco, raffiguranti episodi del Nuovo Testamento, considerati tra i capolavori del pittore.FestivitàLa festività patronale (San Michele Arcangelo) si celebra con particolare solennità il 29 settembre.In concomitanza con la festa religiosa, in passato si teneva anche una frequentata fiera del bestiame.Voci correlateCollegamenti esterniSantuari cattolici della provincia di Genova|Nostra Signora IncoronataChiese dedicate a Maria incoronata|Genova
2,505,354
http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Maria_di_Pozzuolo
Chiesa di Santa Maria di Pozzuolo.La Chiesa di Santa Maria di Pozzuolo'" detta anche "'Chiesetta Balsamo'" è una piccola chiesa di Lecce eretta nel 1572 per volere del cavaliere don Giovanni Francesco Raynò. È stata da poco ristrutturata.InformazioniIl termine "Pozzuolo" deriva dalla latinizzazione di "Puteolu" del leccese "puzzulo" cioè, pozzo. In seguito al matrimonio tra il Marchese gallipolino Giuseppe Balsamo e la marchesa Leonarda Cicala, la chiesetta divenne proprietà dei Balsamo ed alcuni indizi portano a ritenere che fu usata da questa famiglia anche come luogo di ritrovo della massoneria.La chiesa, riportata al suo vecchio splendore nel marzo 2009, non possiede una facciata. Gli unici elementi decorativi esterni sono un piccolo portale e delle finestre. L'interno, di piccole dimensioni, è a navata unica e custodisce un altare in puro stile barocco. Degli arredi e delle tele che un tempo adornavano l'edificio non ne rimangono traccia a causa dei furti effettuati nel corso dei decenni.Nel corso del XVIII secolo fu sede di numerosi miracoli e prodigi della Vergine.BibliografiaVoci correlateChiese di Lecce|Maria di Pozzuolo
7,502,047
http://www.ecoblog.it/tag/reattore+nucleare
L’eco del disastro di Chernobyl continua a farsi sentire sugli animali e le piante a 25 anni e diversi chilometri di distanza, nell’indifferenza generale, mentre da più parti l’atomo diventa l’ospite d’onore celebrato dai talk show televisi come unica alternativa energetica nella nostra Nazione.Un articolo del quotidiano tedesco “Der spiegel”, intanto, riferisce della crescita del numero dei cinghiali nel Paese dovuta a cause “naturali” come le temperature più miti e l’aumento dei terreni coltivati a granturco che sta creando non pochi problemi anche nelle aree suburbane dove, poco tempo fa, nei pressi di Berlino, un uomo in carrozzina è stato ucciso da una carica di questi suini selvatici mentre si trovava all’interno di un parco cittadino. Ma non è solo questa l’unica modalità attraverso la quale questi animali si guadagnano gli “onori” della cronaca germanica: sarebbe, infatti, sempre più alto il numero degli esemplari abbattuti e i cui valori di radiottività sono risultati superiori di oltre 11 volte il limite massimo di 600 becquerel per chilogrammo imposto dal governo tedesco per la commercializzazione e il consumo delle loro carni. Più in dettaglio, tra il 2007 e il 2009, sarebbero più che quadruplicati gli indennizzi conferiti ai cacciatori per le carcasse di cinghiali con valori di cesio rilevati e giudicati altamente pericolosi. Tale dato, tuttavia, potrebbe risultare fuorviante e poco significativo poiché non chiarisce se determinato da un’impennata nella caccia a questi suini o altro….Ciò che rileva, pertanto, sono soprattutto i parametri registrati e giudicati altissimi (7.ooo becquerel per kg, nelle zone ai confini tra Germania e Repubblica Ceca) e imputabili prevalentemente alle abitudini alimentari dei cinghiali che prevedono un consumo enorme di funghi e tartufi, ottimi nel gusto ma rei di assorbire con estrema facilità le particelle radiottive e di mantenerle al contrario di altre specie vegetali in cui la concentranzione di queste sostanze tende a diluirsi e a diminuire nel tempo. ..Secondo il cliente TVO, cioè la società finlandese che poi gestirà l’energia prodotta con il reattore, saranno necessari ulteriori sei mesi per la messa a regime, il che farebbe slittare la data al 2013. OL3, questo il nome del reattore, doveva essere avviato nel 2009, ma a causa di problemi tecnici, legali, di sicurezza e finanche finanziari (si è passati da un budget di 2,3miliardi di euro agli oltre 3miliardi di euro attuali), si è arrivati alla data annunciata del 2013, ma che la stessa TVO stenta a credere possa essere mantenuta.nel pieno centro di Milano esiste un reattore nucleare. Risale agli anni Cinquanta, spento dal 1979 e mai più riacceso. E’ situato, a scopo di ricerca, in uno dei giardini del dipartimento di Energia Nucleare del Politecnico di piazza Leonardo. Un piccolo cubo bianco, un vecchio modello di impianto di una potenza di 50 Kw.
2,413,914
http://it.wikipedia.org/wiki/Comunit%C3%A0_ebraica_di_Cuneo
Comunità ebraica di Cuneo.La comunità ebraica di Cuneo è attestata sin dal XV secolo.I primi ebrei che nel Quattrocento si stabilirono a Cuneo provenivano dalla Provenza. Il comune diede loro permesso di residenza e di svolgere attività di prestito. La comunità si ampliò nei secoli seguenti con l'arrivo di altri numerosi nuclei familiari dalla Francia e in particolare da Avignone, che si integrarono con la popolazione locale. Il mercato di piazza Galimberti, che originariamente si teneva di sabato, si svolge ancor oggi al venerdi in segno di ringraziamento per l'aiuto fornito dagli ebrei della città in occasione dell'assedio del 1641.Quando nel 1724 fu istituito il ghetto di via Mondovì (ancor oggi riconoscibile nella sua struttura originaria) abitavano a Cuneo 134 ebrei, che nei decenni successivi divennero oltre 450.Con l'emancipazione del 1848 la comunità crebbe ulteriormente come testimonia l'ampliamento della sinagoga che assunse forma monumentale e conserva intatti a tutt'oggi i propri preziosi arredi. L'antico cimitero ebraico in Calà degli Ebrei (oggi via della Pieve) è stato smantellato per la costruzione di una strada tangenziale e trasferito in una sezione del cimitero comunale in via Bassa San Sebastiano.NoteVoci correlateComunità ebraiche italiane|CuneoCuneo
3,023,147
http://it.wikibooks.org/wiki/William_Shakespeare/I_due_gentiluomini_di_Verona
William Shakespeare/I due gentiluomini di Verona."I due gentiluomini di Verona" ("The Two Gentlemen of Verona") è una delle prime commedie di Shakespeare.La fonte prima della commedia è la storia di Felix e Felismena in Diana, una raccolta di novelle dello scrittore portoghese Jorge de Montemayor. Shakespeare potrebbe averne letto una traduzione, ma una commedia (ora perduta) basata sulla novella si sa esser stata rappresentata in Inghilterra nel 1585, e così Two Gents può essere semplicemente un adattamento di questa commedia.La data di composizione è incerta, anche se si ritiene comunemente che questo sia uno dei primi lavori di Shakespeare. Dovrebbe essere stata scritta intorno al 1590, anche se la prima prova della sua esistenza si trova nella lista di opere teatrali di Francis Meres, pubblicata nel 1598. Non fu stampata fino al 1623 quando apparve nella prima edizione delle opere di Shakespeare.Il tema principale della commedia è il rapporto tra amicizia e amore.Questo tema è frequente nella letteratura del Rinascimento, tanto che la cultura del tempo celebrava l'amicizia come il più importante dei legami, per la sua purezza e incontaminazione dall'attrazione sessuale.Vi sono poi altre interpretazioni interessanti, come quella che rinvia al tema dell'omosessualità in Shakespeare.
7,718,932
http://www.solomotori.it/12032009/audi-r15-appuntamento-a-sebring-pensando-a-le-mans/
La precedente Audi R10 va dunque ufficialmente in pensione, dopo anni di glorie sui circuiti di tutto il mondo e dopo essere entrata nella storia per essere stata la prima vettura a diesel a vincere la 24 ore di Le Mans. Dopo aver annunciato l’abbandono dell’American Le Mans Series, quest’anno si è deciso di far affrontare alla R15 la prima prova dell’ALMS per poi concentrarsi sulla gloriosa 24 ore del 2009.La nuova R15 punta molto sull’agilità della nuova barchetta, con un occhio di riguardo al peso e al motore più leggero e che consuma meno. Le novità in questo senso ci sono anche nel sistema di alimentazione common rail che passerà con molta probabilità da 2.000 a 2.200 bar, mentre la sovralimentazione dovrebbe essere sequenziale e non più parallela come era sul V12.Il passo della nuova R15 appare allungato e l’aerodinamica è completamente diversa dalla R10: molto più raffinata, ha una grande presa d’aria anteriore più bassa, mentre il profilo dell’ala posteriore si limita ad un metro e sessanta, per regolamento. Gli scarichi sono alti e convergono verso il centro. Le fiancate sono praticamente vuote per pulire il flusso d’aria da mandare al posteriore. L’elettronica della vettura è sensazionale, tutta led e luci alimentate per la prima volta da una batteria al litio, più piccola e leggera e di voltaggio superiore, simile a quella che vedremo nelle vetture di serie ibride da qui a breve.A gestirle in pista sarà il Team Joest e i due terzetti di pilota saranno quello cosmopolita composto da Dindo Capello (Italia), Tom Kristensen (Danimarca) e Allan McNish (Scozia) accanto a quello tutto tedesco formato da Lucas Luhr, Mike Rockenfeller e Marco Werner. Per la 24 ore di Le Mans del prossimo 13 giugno, ci sarà anche una terza vettura.Ti stiamo cercando. Mandaci un messaggio.
570,037
http://it.wikipedia.org/wiki/Clamide
Clamide.La clamide'" era, nell’antichità greco-romana, un tipo di mantello corto e leggero. Era l'abito essenziale di viandanti ed efèbi, ma veniva usato specialmente per cavalcare.Dal greco χλαμΰς, “mantello”, specificamente la clamide era un corto mantello di che si allacciava su una spalla (o sul petto o alla gola) con una fibbia, lasciando scoperto un fianco e un braccio, sovrapponendo i due lembi in modo tale da coprire tutta la parte superiore del corpo.L’indumento ha probabilmente origine in Tessaglia o in Macedonia; in Grecia era simbolo del comando militare, e come tale era indossata nell’esercito, ma anche segno del passaggio dalla fanciullezza alla pubertà per i giovinetti (efebi), cui veniva infatti donata, mentre a Roma era il comandante supremo dell’esercito a portare una clamide purpurea.Nell'iconografia classica, spesso Apollo era raffigurato mentre indossava una.Gli esemplari più pregiati erano infatti spesso tinti di porpora (la cosiddetta "clamide purpurea") ed entravano anche nel corredo dei re e degli imperatori.D’inverno, una cappa più pesante, il cosiddetto "himation", sostituiva la clamide.Dallo Statuto bolognese del 1250, si apprende che le meretrici, nel medioevo, potevano indossare una clamide ma non fermata da spille o fibbie: "«(...)statuimus quod publice meretrices et earum deceptrices (...) non vadant amantate per civitatem vel suburbia nisi pelle vel clamide sine taxellis afiblatis ad collum et si que contrafacerint cuilibert sit licitum eis aiferre clamidem vel velum vel pellem sine pena»" (trad.: (...) stabiliamo che le pubbliche meretrici e le loro ruffiane (...) non vadano in giro per la città o zone limitrofe se non vestite con una pelle o una clamide non fermata al collo da spille e se esse verranno meno a questa regola chiunque ha facoltà di strappare loro la clamide o il velo o la pelle senza essere per questo punito).A Ravenna, nella Chiesa di San Vitale, il di Giustiniano I di Bisanzio mostra l'imperatore vestito con abiti "civili" (diversi da quelli militari).CuriositàIl Chlamydosaurus è un rettile australiano che possiede un collare di pelle chiamato clamide.Voci correlateCollegamenti esterniAbbigliamento anticoMantelliChlamys
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http://guide.supereva.it/cani/interventi/2004/01/148437.shtml
infelice, ma è assolutamente falso, anche se per fortuna esistono tanti soggetti ” viziati”,vari membri del nostro “branco” dando equilibrio e tranquillità all’insieme, prevenendo
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http://it.wikipedia.org/wiki/Alexander_Stille
Alexander Stille.È autore di diversi articoli e libri, incentrati principalmente su soggetti della politica e della società italiana, e in particolare su temi di mafia. Collabora con diversi giornali statunitensi - in particolare "The New Yorker" e "The New York Times" - ed è corrispondente per alcuni giornali italiani, fra cui "la Repubblica".BiografiaFiglio del giornalista italo-statunitense (ma di origini moscovite) Ugo Stille, Alexander Stille ha studiato all’Università Yale, per poi specializzarsi alla scuola di giornalismo della Columbia University. Dal 1980 al 1982 e poi dal 1990 al 1993 ha vissuto in Italia, imparando a conoscerne la politica e gli aspetti sociali e culturali, per poi tornare negli Stati Uniti.Nel 1992, dopo aver iniziato una carriera come giornalista, ha dato alle stampe il suo primo libro: "Uno su mille. Cinque famiglie ebraiche durante il fascismo" (titolo originale "Benevolence and Betrayal: Five Italian Jewish Families Under Fascism"), incentrato appunto sulle discriminazioni razziali avvenute in Italia nel periodo fascista. Lo stesso Stille è di origine ebraica, e suo padre dovette lasciare l’Italia nel 1941 per sfuggire alle leggi razziali fasciste. Il libro ha vinto il Premio Acqui per il miglior primo libro di storia nel 1992 e ha vinto il premio del Los Angeles Times per il miglior libro di storia.Del 1995 è il suo secondo libro, "Nella terra degli infedeli. Mafia e politica" (titolo originale "Excellent Cadavers: The Mafia and the Death of the First Italian Republic"), inchiesta sulla mafia siciliana della seconda metà del secolo passato. Il libro, dedicato alla memoria dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, si concentra in particolare sugli anni ottanta e novanta, e sui fatti che coinvolsero i clan guidati dal mafioso Totò Riina. Il regista Marco Turco ne ha fatto un film documentario, "In un altro paese", uscito nel 2006.Nel 2003 pubblica "La memoria del futuro" (titolo originale The Future of the Past), libro che punta il dito sulla necessità di preservare gli antichi monumenti e reperti, in quanto unico legame fra la modernità ed il passato.Tre anni dopo, nel 2006, viene pubblicato il suo "The Sack of Rome: How a Beautiful European Country with a Fabled History and a Storied Culture Was Taken Over by a Man Named Silvio Berlusconi", noto in Italia come "Citizen Berlusconi", libro-inchiesta sul noto politico Silvio Berlusconi.Nel 2008 è stato nominato 'Guggenheim Fellow', riconoscimento annuale attribuito dalla Guggenheim Foundation a personaggi che si siano distinti per “eccezionali capacità e disposizione creativa nelle arti”, come in molte altre discipline. Fedele Confalonieri, il presidente di Mediaset, l’azienda di Berlusconi, ha citato in giudizio Stille per tre passaggi del suo libro, fra i quali uno in cui si diceva che Berlusconi, assumendo Confalonieri, il suo più vecchio amico, “fondesse i suoi affari e la sua vita privata quasi totalmente”. Nel febbraio 2009, un tribunale penale di primo grado di New York ha pienamente assolto in primo grado Stille dall’accusa di diffamazione.Il 26 febbraio 2009 è ospite della trasmissione "Parla con me" su Raitre, condotto da Serena Dandini.Nel maggio 2009, durante una puntata di "AnnoZero" condotta da Michele Santoro è protagonista di un’accesa discussione con l’avvocato di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini.Alexander Stille attualmente vive a New York, ed è professore di giornalismo presso la Columbia University.OpereI dati riportati sono relativi alle ultime edizioni pubblicate in lingua italianaNoteAltri progettiAlexander Stille
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http://it.wikipedia.org/wiki/Rodano_%28Italia%29
Rodano (Italia).Rodano'" è un comune di 4.300 abitanti della provincia di Milano.SimboliL'antica origine dello stemma è da ricollegarsi alla volontà di evidenziare le principali risorse naturali ed economiche del territorio. La caratteristica posizione topografica del territorio, situato in una fertile pianura solcata da una moltitudine di canali in parte derivanti dal Naviglio della Martesana, ha quasi certamente indotto a colorare d’azzurro il fondo del campo dello stemma. Grazie alle antiche tradizioni prevalentemente agricole, è stato inoltre inserito nello stemma la figura araldica della mucca, simbolo di sicurezza e fertilità per l’economia stessa della zona.Un documento ufficiale, datato 1936, decreta spettare al Comune di Rodano uno stemma “d’azzurro, caricato di una mucca d’oro, passante sopra una campagna di verde. Capo del Littorio: di rosso (porpora) al Fascio Littorio d’oro, circondato da due rami di quercia e di alloro annodati da un nastro dai colori nazionali.” (9/12/1936)La fascia di porpora ornata dal Fascio Littorio circondato dai due rami viene rimosso nel 1944 e sostituito dall’elemento decorativo nazionale: due rami, uno di quercia con ghiande e uno di alloro con bacche, fra loro decussati sotto la punta dello scudo e annodati da un nastro dai colori nazionali.Lo scudo, di forma sannitica, è sormontato dalla Corona di Comune d’argento.GeografiaIl territorio di Rodano, posizionato a 13 km a est di Milano, fa parte del Parco Agricolo Sud e si presenta ancora relativamente poco abitato, possedendo vaste zone adibite all'agricoltura.Di grande rilevanza ambientale sono i numerosi e funzionanti fontanili che rappresentano uno degli aspetti tipici della Pianura Padana. Le Sorgenti della Muzzetta (area protetta dal WWF) sono un degno esempio di tipica zona florofaunistica (visitabile su richiesta).StoriaI centri abitati che appartengono all’attuale comune, erano dipendenti in parte dalla Pieve di Segrate ed in parte da quella di Settala; entrambe unite alla Pieve di Gorgonzola, furono raggruppate nel feudo di Melzo.Galeazzo Maria Sforza sancì con Decreto del 9 gennaio 1475 che tutte le terre concesse in feudo a Lucia Marliano fossero svincolate da qualunque obbligo di sudditanza verso la città e il Ducato di Milano, che avessero piena facoltà giurisdizionale sia in campo civile che penale, nonché il diritto di fregiarsi delle insegne della famiglia Visconti, (con il solenne giuramento, da parte di Donna Lucia, di evitare qualsiasi rapporto con il marito senza aver prima chiesto il consenso e l’approvazione del Duca stesso, pena la perdita dei diritti già riconosciuti).La divisione formale del feudo avvenne nel luglio del 1533.A Gian Fermo toccarono, oltre al castello ed il borgo di Gorgonzola, altre terre tra le quali i luoghi di Inzago, Cernusco, Cambiago, Pessano, Bornago, Cassina de' Pecchi, Segrate, Pantigliate, Pioltello e Limito, Lucino e Pra Marzo. Ai fratelli Catelano andarono i borghi di Melzo, Corneliano, Truccazzano, Calvairate, Settala, Premenugo, Liscate, San Pedrino, Vignate, Gudo, Camporicco, Bisentrate, Cascina Bianca, Cascina Meda, Trenzanesio, Cascina Torazza, Retenate, Cascina Brojavacca, Pobiano, Cascina de Occa.Nel 1577 Carlo Emanuele Teodoro Trivulzio succedette al padre Gian Giacomo, al quale fu concesso anche il feudo di Melzo, che tenne però disgiunto da quello di Gorgonzola.Le delegazioni, che oggi costituiscono l’attuale comune di Rodano, seguirono le sorti di questo feudo finché, nel 1692 (con Pantigliate e Cassignanica) fu investito del feudo il marchese Alessandro Del Porro. Nel 1783, alla morte di Anna Caterina Del Porro, il feudo rientrò al Feudo Camerale. Lucino nel 1695 passò in feudo alla famiglia Verri; Trenzanesio fu feudo dal 1688 a Pompeo Litta.Dopo accese controversie, con Regio Decreto del 21 giugno 1869, Re Vittorio Emanuele II costituisce il Comune di Rodano come lo conosciamo oggi, modificando il precedente Regio Decreto del 17 gennaio 1869 in cui Caravaggio, Rodano, Briavacca, Segrate e Limito dovevano essere annessi a Pioltello. Il documento è esposto nella Sala comunale di Casa Gola.Da vedereIl Comune di Rodano possiede numerose non trascurabili rilevanze storico-culturali degne di menzione.Riserva Naturale Sorgenti della MuzzettaLa Riserva Naturale Sorgenti della Muzzetta, istituita dalla Regione Lombardia nel 1984 ed inserita nell'elenco dei Siti di Interesse Comunitario, nasce per salvaguardare e valorizzare il complesso di fontanili che danno origine alla Muzzetta.Rappresenta un prezioso angolo di natura in cui è possibile osservare diversi ambienti tipici della pianura, che sono stati ampliati e migliorati dall’oculata gestione naturalistica condotta dalla Provincia di Milano, Ente gestore del Parco Agricolo Sud Milano.Villa Litta InvernizziLa Villa che risale al 1500, con annesso parco, è situata nella frazione Trenzanesio.Il nome deriva da Retenate o meglio dalla Cascina di Retenate, che ancor oggi si può ammirare in buono stato nella Tenuta Invernizzi in Trenzanesio. La chiesetta di Trenzanesio, le Cascine Torrazza, Bruciata, Trenzanesio e la Villa Litta, ora Invernizzi, fanno parte della Tenuta Trenzanesio.La villa, a pianta quadrangolare con un salone passante che disimpegna tutti gli altri ambienti e termina in un portico sulla facciata principale, riproduce uno schema tipico di molte ville lombarde. È interessante notare che la villa è disposta ed organizzata lungo un asse in direzione est/ovest, con il giardino contenuto entro un perimetro rettangolare ad occidente ed i rustici con la chiesa, che costituiscono un vero e proprio piccolo borgo, ad oriente.Il giardino intorno alla villa si è conservato intatto, con la grande peschiera rettangolare alimentata da copiosi fontanili che non seguono il perimetro della casa, ma se ne discostano per lasciare spazio a due piccoli giardini sopraelevati ed appartati immediatamente a contatto con la casa.Alcuni studiosi ritengono che Villa Litta sia stata eretta nel 1540 a cura dell'architetto Giovanni da Pandemuro, allievo del Palladio; altri sostengono che sia nata esattamente un secolo dopo, nel 1640, per volere di Guido Litta, Vescovo di Milano.In effetti l’unica data certa della quale si è a conoscenza è il 1688, anno in cui Pompeo Litta e la di lui famiglia ottennero l'investitura feudale di Trenzanesio.Nel 1800 la villa passò per diritto di successione alla Famiglia Greppi. Negli anni ’40 e '50 fu sede di un colorificio e solo nel 1955 fu acquistata dalla Famiglia Invernizzi.Non essendoci eredi, dopo la scomparsa dei proprietari, la tenuta è passata in gestione ad una Fondazione.Casa GolaTipico esempio di architettura rurale lombarda, Casa Gola risale al tardo–medioevo (1400 circa); rappresenta il nucleo originale dell’abitato rurale a corte chiusa, probabilmente conventuale.L’edificio presenta pregevoli tratti architettonici e decorativi, un perimetro murario in cotto ed ambienti interni dagli alti soffitti con alcuni disegni a pittura restaurati. Il recente recupero ne consente una fruizione collettiva ospitando il “Polo culturale a carattere botanico” del Parco Agricolo Sud Milano, costituito dall’Erbario della Flora Padana, reso disponibile al pubblico ed in grado di richiamare l’attenzione delle scolaresche allo studio della botanica, e da una piccola biblioteca a sfondo naturalistico che funzionerà anche come punto di informazioni sul Parco e sulla vicina Riserva Naturale delle “Sorgenti della Muzzetta”.Al primo piano di Casa Gola, in una nicchia usata per riporre le lampade o le candele, è presente un affresco raffigurante una gazza su un ramo. L’affresco è stato scelto, tramite un concorso popolare, come logo della Cultura a Rodano.I Sarcofagi di RodanoI sarcofagi recuperati dalle cascine di Rodano ed esposti davanti al Municipio a Lucino sono difficili da datare con esattezza, visto che non possono essere messi in relazione con altri resti. Sarcofagi simili, con tetto a doppio spiovente ornato di acroteri, sono solitamente datati al periodo tardoromano (IV - V secolo) - altomedievale (VI-VII). I sarcofagi romani più antichi (inizio della produzione collocabile nel II-III secolo) hanno spesso gli spioventi più ripidi e gli acroteri maggiormente rilevati. Il fatto che il coperchio di Rodano sia piuttosto basso potrebbe farlo ritenere, quindi, di epoca altomedievale (VI-VII secolo). Il ritrovamento a Rodano della croce longobarda potrebbe essere un elemento in più per datare sia la fabbricazione sia l'uso dei sarcofagi intorno ai secoli VI -VII.In molti casi di simili rinvenimenti, e anche per i ritrovamenti di Rodano, le vasche ed il coperchio sono stati usati in età contemporanea o come abbeveratoio o come canaline di scolo, ed in essi sono stati praticati fori di scarico; il coperchio ritrovato sembra sia stato sagomato per far scorrere meglio l'acqua.Museo Scooter & LambrettaRaccolta privata unica nel suo genere, il Museo presenta la storia dello scooter dai primi anni del novecento agli anni ’60 con modelli provenienti da tutte le parti del mondo; ogni nazione è rappresentata non solo con esemplari di larga diffusione, ma anche con pezzi unici di grande valore storico.La sezione dedicata alla Lambretta comprende i più importanti e rari esemplari prodotti dallo stabilimento Innocenti: prototipi e moto da competizione, oltre a modelli sezionati per uso didattico ed esemplari unici da gara; la produzione di serie è rappresentata dalla prima Lambretta del 1947 fino all’ultima prodotta nel 1971.È possibile consultare l’archivio storico Innocenti, la manualità tecnica, i filmati e la propaganda commerciale.Il Museo rientra nel progetto della Provincia di Milano “Musei d’Impresa”.INOLTRE SI PUO' CONSULTARE L'ARCHIVIO STORICO DI VITTORIO TESSERACroce di RodanoLa Croce di Rodano è un interessante reperto ritrovato agli inizi del secolo scorso nella frazione di Cassignanica. Ricavata da una sottile lamina d’oro lavorata a sbalzo, è uno splendido esempio delle decorazioni funerarie che i longobardi avevano in uso nel VII secolo. La Croce presenta un disegno di notevole complessità, difficile da decifrare; è mancante del braccio di sinistra che, si crede, riportasse specularmente le immagini riprodotte su quello di destra. Sicuramente l’iconografia rappresentata non è quella classica cristiana.La Croce è oggi esposta al Museo Archeologico di Milano nella sezione dedicata al popolo longobardo e una copia è esposta nella Sala comunale di Casa Gola.Una copia della Croce di Rodano è conferita annualmente dal Sindaco ai cittadini benemeriti del Comune.AmministrazioneEvoluzione demograficaPolo ChimicoIl Polo Chimico e le discaricheNella parte settentrionale del territorio comunale, tra la ferrovia Milano-Venezia e la Strada Provinciale “Rivoltana”, dalla seconda metà degli anni 40’ del secolo scorso si è andato formando, su una superficie di circa 800.000 metri quadrati – due terzi circa dei quali fanno parte del Comune di Rodano e la restante parte insiste sul territorio del Comune di Pioltello – il cosiddetto “Polo Chimico di Pioltello-Rodano”: un insieme di quattro aziende chimiche di varie dimensioni le cui ragioni sociali sono Air Liquide, CGT, SISAS ed Antibioticos. Queste aziende, in misura diversa, hanno provocato nel tempo inquinamenti di vario tipo, sversamenti sul suolo di materiali nocivi ed emissione di odori sgradevoli con un conseguente degrado dell’area.L’azienda che maggiormente ha contribuito all’inquinamento è la SISAS (Società Italiana Serie Acetica Sintetica), oggi fallita e quindi da molti anni non più operante, che nel corso degli anni ha depositato in tre discariche - dette “A”, “B” e “C” -parecchie centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti vari e variamente nocivi. Nel corso degli anni sono stati aperti, da parte dei Comuni, molti contenziosi, sia a livello civile ed amministrativo che penale, nei confronti dei responsabili del degrado per costringerli a bonificare il sito; ma solo nel 1998 si è ottenuto che la SISAS provvedesse a bonificare almeno una delle discariche, la cosiddetta discarica “C”, ritenuta essere la più pericolosa. Furono in effetti iniziati i lavori che vennero poi quasi immediatamente sospesi causa, nel 2001, il già citato fallimento della SISAS.Nel 2001 l’area del “Polo Chimico di Pioltello-Rodano” è stata inserita nell’elenco dei siti delle aree cosiddette di “interesse nazionale” ad alto rischio ambientale e che richiedono una bonifica da realizzarsi nei tempi i più brevi possibili sotto la responsabilità del Ministero dell’Ambiente.Gli interventi del Tribunale di Milano e della Corte di Giustizia EuropeaGià nel 1986 il Tribunale di Milano aveva condannato la SISAS alla bonifica delle tre “discariche”. A metà degli anni ’90, cittadini di Rodano e di Pioltello hanno presentato un esposto alla Corte di Giustizia Europea affinché provvedesse a obbligare la SISAS a bonificare le discariche. Nel 2002 la Commissione Europea avvia la procedura di infrazione nei confronti dell’Italia. La condanna arriva nel 2004 e nel 2006 Bruxelles ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di Giustizia Europea per non avere ancora bonificato, a distanza di anni, le tre discariche ritenute pericolose e illegali.Nel 2007 la Corte di Giustizia Europea condanna l’Italia per la violazione di Direttive UE riguardanti l’obbligo di autorizzazione delle discariche e l’obbligo alla prevenzione dei danni all’ambiente, all’atmosfera e alla salute umana.Qualora l’Italia non provvedesse a bonificare le discariche in tempi assai brevi, le sarà comminata una sanzione una tantum di parecchi milioni di euro e di una sanzione aggiuntiva giornaliera di alcune centinaia di migliaia di euro.Le attività di bonificaNonostante il fallimento della SISAS, la sicurezza della falda è stata mantenuta utilizzando fondi a suo tempo messi a disposizione dal Governo e la responsabilità della operazione ricade sul Comune di Rodano.A fine anno 2007 una azienda privata si è dichiarata disponibile, ottenuta che le fosse ceduta da parte del Curatore Fallimentare la proprietà del sito ex-SISAS, a bonificare il sito, a rimuovere completamente la discarica “C” e tutti i materiali pericolosi e nocivi che saranno rinvenuti nelle discariche “A” e “B”. A fronte di questa spesa, valutabile intorno ai 120 milioni di euro, l’azienda privata ha chiesto di poter insediare sul territorio attività produttive (sulla sola parte di competenza del Comune di Pioltello) e del settore terziario.Il 21 dicembre 2007 è stato sottoscritto un Accordo di Programma tra tutti gli Enti Pubblici interessati (Ministero dell’Ambiente, Regione Lombardia, Provincia di Milano e Comuni di Pioltello e di Rodano) e l’azienda privata dando così inizio alla reale eliminazione del degrado dell’area.È oggi in corso la definizione di documenti che derivano dal citato Accordo di Programma, lo completano e lo dettagliano. Sarà chiarito in tempi medio-lunghi quali saranno le attività che si insedieranno nell’area bonificata.Si prevede che i lavori si concluderanno in alcuni anni.Collegamenti esterniComuni della provincia di MilanoRodano
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http://it.wikiversity.org/wiki/Acquisto_della_qualit%C3%A0_di_imprenditore
Acquisto della qualità di imprenditore.L’inizio dell’impresa..Per le persone fisiche ed enti pubblici o privati, la qualità di imprenditore si acquista con l’effettivo inizio dell’esercizio dell’attività di impresa. Non è sufficiente l’intenzione di dare inizio all’attività.La stessa iscrizione nel registro delle imprese non è condizione né necessaria né sufficiente per l’attribuzione della qualità di imprenditore commerciale.Anche per le società, il cui scopo tipico è l’esercizio di attività di impresa, il principio dell’effettività può e deve trovare applicazione.Attività di organizzazione e attività di esercizio..Quando si ha l’effettivo inizio dell’attività di impresa? è necessario al riguardo distinguere a seconda che il compimento di atti tipici di impresa sia o meno preceduta da una fase organizzativa oggettivamente percepibile (esempio affitto di locali, acquisto di macchinari …).La fine dell’impresa..Bisogna distinguere. L’imprenditore commerciale ai sensi dell’articolo 10 legge fallimentare può essere dichiarato fallito entro un anno dalla cessazione dell’attività. La fine dell’impresa è di regola preceduta da una fase di liquidazione. Perciò la qualità di imprenditore si perde solo con la chiusura della liquidazione. Per le società l’anno per la dichiarazione di fallimento decorre dalla cancellazione dal registro delle imprese.L’imputazione dell’attivita’ d’impresa..Per poter affermare che un dato soggetto è diventato imprenditore è necessario che l’esercizio dell’attività di impresa sia a lui giuridicamente riferibile.La teoria dell’imprenditore occulto..Ovvero una situazione in cui esistono due soggetti: un primo soggetto (persona fisica o giuridica) che compie in proprio nome i singoli atti di impresa (cd. Prestanome) e un secondo soggetto (persona fisica o giuridica) che somministra al primo i necessari mezzi finanziari, dirige in fatto l’impresa e fa propri tutti i guadagni senza palesandosi come imprenditore di fronte a terzi. Questo è il cd. imprenditore occulto. I problemi gravi sorgono quando gli affari vanno male ed il soggetto utilizzato dal dominus sia una persona nullatenente o una società per azioni con capitale irrisorio. È fuori dubbio che i creditori potranno provocare il fallimento del prestanome. Il dubbio sorge nel momento in cui il patrimonio dell’imprenditore palese non è sufficiente a ricoprire i bisogni del creditore. Secondo la teoria dell’imprenditore occulto il dominus di un’impresa formalmente altrui non solo risponderà insieme a questi, ma fallirà sempre e comunque qualora fallisca il prestanome.Incapacita’ e incompatibilita’..La Capacita’ all’ esercizio di attività di impresa si acquista con la piena capacità di agire e quindi al compimento del diciottesimo anno di età. Si perde in seguito ad interdizione o inabilitazione."Il contratto non è annullabile, se il minore ha con raggiri occultato la sua minore età; ma la semplice dichiarazione da lui fatta di essere maggiorenne non è di ostacolo all’impugnazione del contratto."Minore..In nessun caso è consentito l’inizio di una nuova impresa commerciale in nome e nell’interesse del minore. Quando questi acquista una preesistente azienda commerciale, può essere autorizzato dal tribunale a continuare l’esercizio dell’impresa.Interdetto..Valgono le stesse regole dettate per il minore sottoposto a tutela. L’autorizzazione alla continuazione può riguardare anche l’impresa iniziata dallo stesso interdetto prima dell’interdizione.Inabilitato..È un soggetto la cui capacità di agire è limitata agli atti di ordinaria amministrazione. La sua posizione è tuttavia parificata a quella degli incapaci assoluti per quanto concerne l’esercizio di impresa commerciale: è possibile solo la continuazione di un’impresa preesistente. Intervenuta l’autorizzazione alla continuazione, l’inabilitato eserciterà personalmente l’impresa, sia pure con l’assistenza del curatore e con il consenso di questi per gli atti di impresa che eccedono l’ordinaria amministrazione. Il tribunale può tuttavia subordinare l’autorizzazione alla nomina di un direttore generale.Minore emancipato..Può essere autorizzato dal tribunale anche ad iniziare una nuova impresa commerciale. Con l’autorizzazione il minore emancipato acquista la piena capacità di agire, senza l’assistenza di un curatore. Questo determina l’acquisto della qualità di imprenditore commerciale da parte dell’incapace e su di lui ricadranno gli effetti patrimoniali del fallimento.
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http://alex321.splinder.com/tag/informazione
--- 2008 ------ 2007 ------ 2006 ------ 2005 ------ 2004 ---Il razzismo è un'emergenza o è diventato un fatto sociale ordinario? Vi è o no una responsabilità della politica, delle istituzioni, degli intellettuali, dei media nella produzione e riproduzione dei discorsi e delle pratiche stigmatizzanti che alimentano le discriminazioni e le violenze razziste?L'associazione Lunaria ricostruisce l'evoluzione del razzismo in Italia negli ultimi due anni in un libro bianco a partire dalla narrazione di 319 casi di razzismo quotidiano realizzata grazie al monitoraggio della stampa tra il 1 Gennaio 2007 e il 15 Aprile 2009.Le cronache di ordinario razzismo documentate nel Libro bianco parlano da sole: testimoniano l'infondatezza della tesi che tenta di liquidare come “casi isolati” quelle violenze razziste che, per la loro gravità, riescono ad acquisire visibilità sui media e divengono oggetto del discorso pubblico.Il razzismo in Italia non è ormai più un'emergenza, nel senso che è quotidiano e diffuso da tempo in tutte le aree del paese. Eppure, dovrebbe allarmarci la facilità con la quale tendiamo ad abituarci alla sua presenza accettandolo come un fatto sociale ordinario. Non contribuisce certo a frenare questa deriva, quel processo di legittimazione culturale, politica e sociale del razzismo di cui gli attori pubblici, in particolare istituzionali, sono i principali protagonisti: esso svolge un ruolo di primo piano nel mutamento delle modalità con le quali la società italiana si relaziona con i cittadini di origine straniera. Tale legittimazione, che ha richiamato l'attenzione dell'opinione pubblica internazionale e delle istituzioni europee, ha alimentato e continua ad alimentare quei sentimenti diffusi di intolleranza e di ostilità che costituiscono l'humus favorevole per la proliferazione di atti e violenze razzisti. Nel Libro bianco viene analizzata questa evoluzione indagandone le radici storiche e soffermandosi sul ruolo che il mondo della politica, i media e il diritto speciale "riservato" ai migranti hanno svolto e svolgono nella produzione di un'immagine stigmatizzante dei cittadini di origine straniera e dei rom.La decostruzione dei pregiudizi e degli stereotipi veicolati dal discorso pubblico e dai media viene svolta grazie a un'attenta analisi del carattere performativo del linguaggio che li contraddistingue e attraverso la narrazione di otto casi esemplari delle cronache del razzismo degli ultimi due anni. Cronache che la raccolta dei 319 casi monitorati sulla stampa riesce a rappresentare solo in piccolissima parte. Tra i molti protagonisti del razzismo quotidiano vi sono i giovani, nel ruolo di attori o di vittime. E' questa una delle tendenze più preoccupanti: dovrebbe sollecitare le istituzioni e la società civile a guardare con maggiore attenzione i disagi, ma anche le aspettative, dei "figli dell’immigrazione". Dovrebbe anche suggerire il rilancio delle politiche di inclusione sociale, una, anche se non la sola, delle scelte necessarie da intraprendere per combattere le molteplici forme del razzismo contemporaneo.Logorrea partorita da: alex321 alle ore 02/07/2009 09:19 | link | fate pure commenti (2) |Ma non si è fatto, non se ne è parlato (la più visitata testata on-line italiana la dava come 16-esima notizia). Era più importante parlare di quello che la sera prima era stato deciso in una cena familiare, tra marito e moglie, dove il marito ha chiesto un favore alla moglie, un favore del tipo: "Senti, siccome si parla molto di me, ma non abbastanza e tra poco c'è una campagna elettorale, potresti scrivere una lettera in cui mi attacchi fortemente? Così si parla di me per qualche altro giorno, e l'importante è che se ne parli, il come non importa."Così è stato. Anche se la farsa era palesemente debole (la signora non è mai stata brava come attrice, infatti in gioventù aveva provato a fare l'attrice, ma con risultati estremamente al di sotto della mediocrità).Fa nulla se nel frattempo, oltre alle torture ai bambini, c'erano anche 6000 sgomberati causa alluvione, l'arresto di un importante boss mafioso (15-esima notizia sul sito che ho nominato prima), la trasformazione definitiva in legge del cosiddetto federalismo fiscale, il lancio di un nuovo satellite-spia russo, ed altre varie amenità.Chiedo scusa per la brevità, per non averci messo la solita logorrea e per la chiara vena polemica, ma sono sinceramente stanco di vedere come va il mondo esterno, e quando sono stanco anche la voglia di scrivere non viene (il tempo poi già è poco).Logorrea partorita da: alex321 alle ore 30/04/2009 00:35 | link | fate pure commenti (12) |Non sappiamo ancora se ci fa piacere o meno, perchè è presto per dirlo, il resto: appena ritirata la proposta di Levi, l'on. Roberto Cassinelli, in forza nel PDL, ha fatto subito una nuova proposta di legge.Ovviamente non commento, preferisco che ognuno si faccia criticamente la sua idea. C'è però da dire che, a differenza di Levi, Cassinelli sta commentando e discutendo la proposta di legge proprio con la comunità dei blogger italiani. Per maggiori informazioni su questo confronto, vedere Ammazzablog.Logorrea partorita da: alex321 alle ore 24/11/2008 09:48 | link | fate pure commenti (3) |Mentre (con tutto il rispetto, eh!) si parla solo di vigilanza RAI, di alitalia e di tanta tanta fuffa, alla Camera dei deputati è in discussione una proposta di legge che, di fatto, impedirebbe a molti blog di esistere.Per chi invece ha anche solo un banner pubblicitario (ad esempio i classici banner o link di Google Adsense) il rischio è quello di essere considerati per l’Agenzia delle Entrate come un’attività di impresa.Insomma, chi per pura passione personale apre un blog, non sarà più libero di dire quello che vuole (censura) e soprattutto verrebbe considerato al pari di una impresa, con tutto ciò che ne consegue, anche per chi, come i piccoli blogger, inseriscono dei banner pubblicitari solo per potersi permettere di pagare il servizio di hosting e registrazione dominio.Innanzitutto, suggerirei a chi ha un blog, ma anche a chi non ce l'ha ma magari ha a cuore la libertà d'espressione in rete, una corretta autoinformazione, che può essere fatta leggendo su Punto Informatico questo articolo e poi subito dopo anche questo.Logorrea partorita da: alex321 alle ore 14/11/2008 09:38 | link | fate pure commenti (8) |Il livello del ghiaccio nell'Artico si sta abbassando sempre di più. E' l'allarme climatico che da anni viaggia in lungo e in largo per il pianeta, suscitando non molte reazioni costruttive e molte polemiche di stampo negazionista.A raccontarcelo è uno studio dell'Istituto Polare norvegese, secondo cui il ghiaccio intorno alla Norvegia artica, in particolare quello dell'isola di Hopen, nell'arcipelago delle Svalbard, ha raggiunto un livello più basso di un metro rispetto al 1960. La causa di questo progressivo abbassamento del ghiaccio, spiega la ricerca, è il surriscaldamento globale.Ma c'è un rovescio della medaglia, cioè c'è chi fa il tifo per il surricaldamento: il cambiamento climatico sta rendendo la regione meno inospitale e il prezzo del barile, che ha superato i 100 dollari, può giustificare l'esplorazione di nuove aree, ed i costi si abbassano grazie alla diminuzione dello spessore della calotta di ghiaccio.Il più grande produttore di petrolio norvegese, StatoilHydro, opera nei campi nel sud del Mare di Barents. L'azienda è posseduta al 51% dal gigante russo Gazprom, al 25% da France's Total, mentre StatoilHydro possiede il 24%.Logorrea partorita da: alex321 alle ore 28/03/2008 08:47 | link | fate pure commenti (4) |"Un'esperienza estrema di satira, comicità, irriverenza, ironia, musica e perversione per ricordarci che con la volontà, la passione e l'impegno è possibile immaginare qualcosa di diverso. Un'intera giornata dedicata a tutti noi che non ci rassegnamo ad una realtà mediatica distorta e artisticamente depressa.""Un anno di Non Rassegnata Stampa" sarà in diretta sul sito dalle ore 22 di giovedi 13 dicembre 2007 alle ore 22 di venerdì 14 dicembre presso gli studi di The Blog TV in via Cameria n°10, a Roma.Logorrea partorita da: alex321 alle ore 05/12/2007 09:35 | link | fate pure commenti (7) |Centoventi Internet Service Provider in 25 paesi dispongono dei filtri dei contenuti.Fonte: VnuNet.Lo scopo è consentire agli enti locali di rendere pubblico quanto realizzato in modalità open source, spingere sul riuso di quelle soluzioni e sulla collaborazione nello sviluppo di nuovi software.Fonte: Punto Informatico.Il giorno 7 giugno alle ore 16, Richard Stallman e Bruce Perens saranno ascoltati presso la Commissione Cultura della Camera dei Deputati.Fonte: Arturo Di Corinto.Ne abbiamo parlato spesso qui, in pratica abbiamo seguito passo per passo tutto l'iter. E finalmente, ecco il verdetto.Premio "Lamento del Popolo" (già assegnato): Telecom ItaliaIl vincitore ha totalizzato 12 nomination su 50, con grande distacco rispetto al secondo in graduatoria di "lamentazioni". Il caso Tavaroli & C. è stato indubbiamente una eccezionale violazione della privacy degli italiani, ed il presunto coinvolgimento dei livelli dirigenziali è senz'altro meritorio del premio. Le peripezie giudiziarie e le manovre finanziare hanno comunque "aggravato" la situazione di Telecom Italia ed agevolato la vittoria.Il Comune di Milano è stato premiato per aver installato una moltitudine di telecamere nella città di Milano, cominciando dai parchi pubblici, e perchè le telecamere appese ai lampioni non portano nessun cartello con l'indicazione di chi tratta i dati raccolti.Ma la motivazione più importante è dovuta ad una recente sponsorizzazione di un'iniziativa privata che propone ai commercianti milanesi un rimborso del 50% per l'installazione di telecamere sul loro pezzo di marciapiede.Il depliant dell'iniziativa suggerisce che la sorveglianza sarà effettuata da polizia e carabinieri invece che da privati. L'iniziativa viene così giustificata da un importantissimo rappresentante del Comune: "...la percezione di una maggiore sicurezza è una sfida rilevante e una delle leve principali per migliorare ulteriormente la qualita' della vita di Milano e dei milanesi".Migliaia di cittadini italiani sono stati intercettati da dipendenti Telecom Italia, titolare dell'unica rete nazionale di telecomunicazioni, senza garanzia costituzionale alcuna e senza esigenze dei servizi segreti o altre eccezioni legate a stati d'emergenza particolare. I loro dirigenti nella migliore delle ipotesi hanno omesso di controllare e di preoccuparsi di cosa facevano i loro dipendenti, nella peggiore è meglio non pensarci.Non ci sono parole bastevoli a descrivere lo scempio della privacy causato dalle intercettazioni; questa volta se ne sono accorti anche l'ufficio del Garante della Privacy ed il Parlamento, che si sono affrettati a legiferare in merito.Non dimentichiamo neppure meriti passati; dalle manipolazioni presso il CNAG a Super Amanda, da Radar ai sistemi per tenere sotto controllo persino la magistratura, Telecom Italia ha invaso e violato la privacy di tutti.Anche la gestione del dopo scandalo è stata poco soddisfacente, e certo ha mancato di classe; si vedano ad esempio le scuse di Tronchetti per tutta la vicenda che sembrano dirette più agli azionisti che ai clienti Telecom Italia ed ai cittadini italiani.Brin, uno dei fondatori di Google ama ripetere ai suoi dipendenti (od almeno così si dice) "Don't be evil." "Non fate i cattivi". E' diventato ormai lo slogan aziendale.L'ammirazione generale per Google ed i servizi che rende ed il suo successo come azienda non può rendere però insensibili alla sua realtà, ai suoi scopi ed ai suoi progetti.Ogni ricerca, ogni e-mail, ogni post in Google Groups viene registrato ed analizzato, anche se nominalmente in modo anonimo, e le analisi fatte volgono alla profilazione del navigatore. Dopo la Acxiom, che però non offre servizi gratuiti e lo ammette chiaramente, è l'entità al mondo potenzialmente più pericolosa per la privacy. Il recentissimo acquisto di DoubleClick.com, gigante dell'advertising e della profilazione online, che ingigantisce le potenzialità di data mining di Google, sembrerebbe che il motto possa ora diventare "Don't be evil, buy the Devil!".Ministro delle comunicazioni e politico di primo piano, ritiene che le intercettazioni siano un problema solo se divengono pubbliche o se i giornalisti ne fanno usi "non graditi", non se ne vengono fatte troppe o addirittura su tutti i cittadini italiani."... le intercettazioni sono strumento di indagini che come tale non si può eliminare, è nel loro diventare pubbliche che nasce il problema. I giornali dovrebbero fare una prima scrematura - ha detto ancora - anche se non glielo può imporre la legge.""Altra questione è, invece, quella delle intercettazioni illegali nel quale caso cioè e ci deve essere un atteggiamento più severo.""Ai giornalisti in ogni caso, direi che, se anche filtrano dagli uffici giudiziari bisognerebbe pubblicarle se hanno rilevanza per le indagini." Sulle intercettazioni "scomode" ai politici ha detto ogni tipo di banalità dimostrando di avere scarsa competenza sul tema privacy e libertà di stampa.Il Parlamento italiano è stato premiato per avere approvato in fretta e furia una legge contro le intercettazioni abusive e la loro diffusione solo quando i parlamentari si sono visti in pericolo personalmente.Mirabile esempio di senso civico e interesse per la tutela dei diritti della cittadinanza.Nelle attività del Parlamento la difesa della privacy degli italiani non è mai centrale; dal progetto del prelievo del DNA ai criminali di Mastella fino alle scarsissime risorse dedicate al Garante, il Parlamento dimostra anche in questa legislatura di non ritenere la privacy un elemento centrale della società dell'informazione in cui si diffondono le nuove tecnologie.Di converso il Parlamento si è quasi sempre mostrato sensibile alle istanze delle lobby dei contenuti e degli editori, approvandone leggi e mozioni draconiane a larghissima maggioranza.In generale il Parlamento ha sempre dimostrato molta miopia sulle questioni tecnologiche. Quasi tutti i suoi membri rifiutano di informarsi (perchè è una cosa "per tecnici") e poi passano norme scritte dalle aziende senza preoccuparsi di valutare gli effetti sul cittadino.Deputato della Rosa nel Pugno in questa legislatura, ha presentato il DDL n.1728 contro la Data Retention "Norme in materia di raccolta, uso, conservazione e cancellazione di dati georeferenziati o cronoreferenziati, contenenti identificatori univoci di utente, effettuata mediante apparecchiature automatiche" proposto dal Progetto Winston Smith.Si tratta dell'unico atto legislativo compiuto nell'ultimo anno in favore della privacy dei cittadini italiani.Differisce da altre attività in quanto non cerca di normare principi generali o di tappare buchi che altri hanno aperto, ma di agire in modo proattivo sui motivi che spingono alla data retention anche quando non è obbligatoria per legge col fine di scoraggiarla, e quindi ridurne la dimensione e la tendenza alla crescita.Il DDL n.1728 ha oggi bisogno di promotori e difensori durante il suo iter parlamentare; il premio meritatamente assegnato all'on. Turco per la sua iniziativa è anche l'auspicio di un suo futuro supporto al DDL al fianco dei promotori.Scatti geniali da parte di Edoardo Farina e MisterCima. Foto da vedere. Assolutamente. ;)
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http://adria.blogolandia.it/2010/03/12/adria-ro-domenica-14-in-cattedrale-accoglienza-dell%e2%80%99urna-di-s-maria-goretti/
Molto curata e solenne sarà l’accoglienza che avverrà domenica alle ore 16,30 presso Ponte Castello, da dove si procederà processionalmente verso la Cattedrale, accolta in un clima di festa. L’accoglienza troverà il suo culmine alle ore 18,30, quando il Vescovo Mons. Lucio Soravito con i Sacerdoti della Diocesi presiederà la Concelebrazione con la presenza dei parenti, del Sindaco della città Massimo Barbujani, delle Autorità civili e militari del Comune e dei fedeli provenienti da tutte le parrocchie. L’accoglienza si avvale anche della collaborazione dell’Amministrazione Comunale di Adria e di tutte le componenti cittadine, ancora una volta sempre unite e disponibili per la buona riuscita di tale evento. Nei giorni scorsi, per preparare l’accoglienza si sono riunite con il Comitato della Cattedrale, i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, la Croce Verde, i Vigili Urbani, il Gruppo del Venerdì, il MASCI, Adria Shopping, la Ditta Mobilars, la Ditta Portieri, la ditta Frigato Floricoltura e altri per concordare tutti gli aspetti organizzativi. Secondo programma, nella giornata di lunedì ci sarà un incontro speciale per i Bambini delle Elementari, per le Parrocchie della Città e per i genitori. Anche i giovani avranno un momento a loro riservato martedì sera, mentre il Vescovo di Chioggia mons. Tessarollo presiederà una solenne Concelebrazione mercoledì sera con i Sacerdoti ed i fedeli della Vicaria.
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http://it.wikipedia.org/wiki/Arathorn_II
Arathorn II.La tomba di Arathorn nel fan film "La caccia a Gollum"Arathorn II'" è un personaggio di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Fu il quindicesimo Capitano dei Dúnedain, e padre di Aragorn II, uno dei principali personaggi de "Il Signore degli Anelli".Arathorn fu allevato a Granburrone, dal sire elfico Elrond, mentre il padre Arador viveva con i Dúnedain. Sposò Gilraen, una discendente di Aranarth, sebbene il padre di lei, Dírhael, inizialmente si oppose all'unione poiché prevedeva che Arathorn avrebbe avuto una vita breve. La coppia ebbe un figlio, Aragorn, nato nel 2931 T.E..Arathorn divenne Capitano dei Dúnedain dopo la morte del padre, nel 2930, ma venne ucciso dagli Orchi tre anni dopo la sua nomina, colpito all'occhio da una freccia, all'età di sessant'anni, molto giovane in base alla longevità della sua famiglia. Suo figlio, che alla morte del padre aveva soltanto due anni, fu affidato alle cure degli Elfi dalla madre, fino a che non riprese il titolo del padre quando ebbe raggiunto l'età adulta.Uomini di Arda
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http://it.wikipedia.org/wiki/Assedio_di_Filadelfia
Assedio di Filadelfia.L'assedio di Filadelfia fu combattuto fra bizantini e ottomani, tra il 1378 e il 1390, questo assedio fu vinto dagli ottomani, che espugnarono così l'ultima città bizantina in Asia minore.L'assedioFiladelfia fu l'unica città bizantina che riuscì a resistere per molti anni agli attacchi degli ottomani, grazie alla sua astuzia, infatti essa aveva pagato delle bande turche, per essere protetta dagli ottomani. In teoria la città di Filadelfia era parte dell'impero bizantino, ma di fatto era indipendente, visto che si trovava nell'entro terra dell'Asia minore, ed era circondata dall'impero ottomano.Nel 1378 Giovanni V Paleologo, e il figlio secondogenito Manuele II Paleologo, promisero al sultano ottomano, di consegnargli la città di Filadelfia, in cambio di un aiuto militare da parte del sultano, per far vincere loro la guerra civile contro Andronico IV Paleologo, rispettivamente figlio primogenito del primo e fratello del secondo, che aveva usurpato il trono di Bisanzio nel 1376. Giovanni V riconquistò il potere, ma sembrerebbe che la città di Filadelfia si rifiutò di consegnarsi al sultano (o si dice che Giovanni V si rimangiò la parola, sebbene gli storici non siano concordi a riguardo). Per questo motivo il sultano iniziò ad assediare la città di Filadelfia, che resisteva senza problemi. Gli anni passarono, e mentre Filadelfia era assediata, a Costantinopoli scoppiò una nuova guerra civile, che vedeva impegnato il vecchio imperatore Giovanni V affiancato dal figlio Manuele II, contro l'usurpatore, Giovanni VII Paleologo, nipote dei due alleati e figlio di Andronico IV. Il sultano Bayezid I appoggiò le pretese di Giovanni VII, ma quest'ultimo venne sconfitto dal vecchio imperatore, aiutato dai Veneziani chiamati dal fedele figlio, Manuele II. Quando Bayezid venne a sapere della sconfitta, si adirò e ordinò a Giovanni V, che era suo tributario, di mandargli Giovanni VII e Manuele II perché lo accompagnassero nell'assedio di Filadelfia.Ciò rivelò l'ormai assoluta sottomissione di Bisanzio al potere del sultano. Sebbene già nel 1373 Giovanni V avesse combattutto a finco del sultano Murad I contro i Selgiuchidi, nell'assedio di Filadelfia i due principi furono chiamati a combattere con Bayezid I per espugnare una città bizantina, ultimo baluardo dell'Impero in Asia Minore.NoteBibliografiaBattaglie bizantine|FiladelfiaAssedi|FiladelfiaFall of Philadelphia
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http://www.tvblog.it/post/4581/4581/7
Festival di Sanremo vincente e in crescita rispetto allo scorso anno. Alle altre reti le briciole, con ascolti inferiori alle consuete medie. N.C.I.S. vince la sfida con la riproposizione di Beverly Hills Cop. Ascolto molto alto per il voto di fiducia al Senato. Attacco allo Stato, due puntate di seguito, ascolto discreto alternativo al Festival. Medium crolla inevitabilmente, così come Il Giudice e Il Comissario. Access di un soffio ad Affari Tuoi, ma Striscia è terminata otto minuti dopo anche per gli annunci in diretta della risoluzione della crisi di Governo.E al secondo giorno Pippo Baudo ottiene un ascolto ripagante delle fatiche di quasi un anno di lavoro. L’audience della seconda serata del 57° Festival della Canzone Italiana è stata nettamente superiore a quella dello scorso anno e, rispetto alla prima serata, ha lasciato sul campo nella prima parte poco meno di due milioni e nella seconda, circa 600.000; un risultato che sicuramente soddisfa il direttore Fabrizio Del Noce e tutta la Rai.Come al solito contro il Festival, il nulla. Si segnala l’alto riscontro su RaiDue per la votazione di fiducia al Senato per il Governo e il sempre positivo ascolto di N.C.I.S., che batte anche il pluritrasmesso film con Eddie Murphy, Beverly Hills Cop-Un Piedipiatti a Beverly Hills.Ultime puntate di Medium mandate allo sbaraglio contro il Festival davvero deludenti (peccato!) e altrettanto sotto media la serie francese Il Giudice e Il Commissario su Rete 4.Sostanziale pareggio in access prime time, ma per dovere di cronaca va segnalato che Striscia La Notizia è terminato ben oltre il concorrente di RaiUno, per poter annunciare in diretta il risultato del voto di fiducia al Senato.Vista la lunghissima durata, ascolto non entusiasmante ma nemmeno deludente per la riproposizione della fiction Attacco allo Stato con Raoul Bova.Ottimo risultato anche per il DopoFestival di Piero Chiambretti che all’1 di notte ottiene oltre il 40% di share.I dati:AFFARI TUOI Rai 1 7.544 27,40%STRISCIA LA NOTIZIA Canale 5 7.511 26,91%SPECIALE PARLAMENTO Rai 2 2.900 10,28%LA VITA SECONDO JIM - IL GATTO Italia 1 1.567 6,41%TOM & JERRY Rai 2 1.411 5,52%8 1/2 La 7 868 3,14%57^ FESTIVAL DI SANREMO - I PARTE Rai 1 11.819 45,00%57^ FESTIVAL DI SANREMO - II PARTE Rai 1 6.128 49,10%N.C.I.S. UNITA’ ANTICRIMINE - TESTIMONE Rai 2 2.498 9,90%ATTACCO ALLO STATO Canale 5 2.269 13,25%N.C.I.S. UNITA’ ANTICRIMINE - UN BRUTTO GUAIO Rai 2 2.212 7,97%BEVERLY HILLS COP - CINEMA UNO Italia 1 2.115 7,80%MEDIUM - COME SAREBBE ANDATA SE… Rai 3 1.698 6,50%MEDIUM - L’ANGELO DELLA MORTE Rai 3 1.554 5,54%IL GIUDICE E IL COMMISSARIO - LA FINTA SQUILLO Rete 4 1.210 4,65%L’INFEDELE La 7 395 1,85%BEAUTIFUL Canale 5 4.535 27,68%CENTO VETRINE Canale 5 4.114 26,49%LA VITA IN DIRETTA - II PARTE Rai 1 3.086 26,61%DRAGON BALL Italia 1 2.668 16,60%LA PROVA DEL CUOCO Rai 1 2.584 21,08%I SIMPSON Italia 1 2.387 16,28%L’ITALIA SUL 2 - I PARTE Rai 2 2.304 16,01%UOMINI E DONNE Canale 5 2.298 19,69%TEMPESTA D’AMORE Canale 5 2.155 19,92%LA VITA IN DIRETTA - I PARTE Rai 1 2.095 22,24%VIVERE Canale 5 1.992 15,78%FORUM Rete 4 1.970 17,66%AMICI DI MARIA DE FILIPPI Canale 5 1.859 19,79%L’ITALIA SUL 2 - II PARTE Rai 2 1.811 16,86%FORUM SESSIONE POMERIDIANA Rete 4 1.341 8,90%SPECIALE PARLAMENTO Rai 2 1.918 9,09%INCANTESIMO Rai 1 1.640 12,37%DONNE - I PARTE Rai 2 1.484 14,95%NARUTO Italia 1 1.482 9,04%PIAZZA GRANDE Rai 2 1.222 15,22%DONNE - II PARTE Rai 2 1.206 12,83%SMALLVILLE - OSTAGGI Italia 1 1.346 11,59%STUDIO SPORT Italia 1 1.088 6,98%SETTIMO CIELO - UNA QUESTIONE DI FEDE Italia 1 949 9,98%SENTIERI Rete 4 621 6,56%L’EREDITA’ Rai 1 7.321 31,89%L’EREDITA’ LA SFIDA DEI 6 Rai 1 4.985 26,66%CHI VUOL ESSERE MILIONARIO Canale 5 5.676 27,99%GRANDE FRATELLO Canale 5 2.744 20,46%CONTRO CAMPO ULTIMO MINUTO Italia 1 1.439 8,32%DOPOFESTIVAL Rai 1 1.649 40,96%Ascolti Tv Giovedì 2 settembre 2010: Il peccato e la vergogna con 5,7 mln (28,53%) batte Montalbano in replica. Il Tg La7 di Mentana vola all'8,38% del 03 set 2010Ascolti Tv Mercoledì 1 settembre 2010: esordio boom per Il peccato e la vergogna al 27,01% e 5,6 mln, I Promessi Sposi all'11%, record per Velone. I provini di X Factor 4 al 12% del 02 set 2010Ascolti Tv Martedì 31 agosto 2010: vince Un medico in famiglia 6 (17,21%, 21,33%) su Sbirri (17,45%). Tg La7 con Mentana tiene il 6,64%, Da Da Da vola a 6 mln del 01 set 2010Ascolti Tv Lunedì 30 agosto 2010: Boom per per il Tg La7 con Enrico Mentana al 7,3% e 1,5 mln. In prime time pareggio tra SuperQuark e Juno, bene Castle e Chuck del 31 ago 2010Ascolti Tv Domenica 29 agosto 2010: in 4,5 mln per la Moto GP (21,36% sugli ind., 24,63% sul target comm.le). Un medico in famiglia 6 al 13,7% e al 18,8%, F1 al 47,27% del 30 ago 2010Pagina 7 di 13 - Totale commenti: 609« Precedenti 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 Successivi »
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http://www.motoblog.it/post/18071/test-honda-silver-wing-sw-t-400
Molto valida anche la stabilità che garantisce coerenza direzionale sull’avantreno anche alle maggiori velocità. Le dimensioni esterne sono più contenuti rispetto al passato, mentre il telaio presenta supporti rinforzati del parabrezza e manubrio più rigido, per una miglior stabilità alle basse velocità. Per ridurre le vibrazioni il motore è anche dotato di ben due contralberi di bilanciamento che ruotano in controfase rispetto al movimento dell’albero motore.Il motore, posizionato in basso per favorire il baricentro e quindi il comportamento dinamico, è uno dei punti di forza di SW. Il prezzo base è di 6.990 euro con bauletto (40 litri, con sistema flottante) di serie. Prezzo un po’ alto ma il nuovo modello risente inevitabilmente del cattivo andamento della borsa giapponese, dal momento che lo scooter viene realizzato in giappone e non in Italia come la gamma SH e altri modelli.Lo sa bene anche un simpatico usciere che lavora nell’albergo di fianco al famoso Casinò di Montecarlo, lui possiede un Honda S-Wing 150 ma quando vede il nuovo SW-T non perde l’occasione per chiederci di potervi salire e fargli numerose foto. Ci racconta che lo aveva visto solo in foto prima e che lo aspettava perché sarebbe stato il suo prossimo acquisto. Noi lo salutiamo un po’ stupiti e non senza avergli offerto un giretto in anteprima con il nuovo SW-T.
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http://it.wikipedia.org/wiki/Fonte_Q
Fonte Q.La fonte Q'" o "'documento Q'" è un'ipotetica "fonte" (in tedesco "Quelle", da cui "Q") che si suppone sia stata utilizzata nella composizione dei vangeli sinottici del Nuovo Testamento. Assieme all'ipotesi della priorità marciana, che sostiene la primogenitura del "Vangelo secondo Marco" tra i sinottici, la fonte Q è utilizzata nella "teoria delle due fonti", la soluzione preminente del problema sinottico."Q" sarebbe composto da un elenco di detti, e per questo motivo è noto anche come "'Vangelo dei detti" o "Fonte dei detti sinottici"'. Come nel caso del "Vangelo di Tommaso", l'attenzione di "Q" sarebbe più per i detti di Gesù che per la narrazione della sua passione e della sua risurrezione.Esistenza di QL'esistenza di Q è avvalorata dalla convergenza di diversi fenomeni che caratterizzano la composizione del "Vangelo secondo Matteo" e del "Vangelo secondo Luca", i quali, per la teoria delle due fonti, furono redatti indipendentemente. In particolare sono coinvolte le elaborazioni delle cosiddette "tripla tradizione", cioè del materiale presente in tutti e tre i vangeli canonici, "doppia tradizione", cioè quel materiale contenuto in "Matteo" e "Luca" ma non in "Marco". I fenomeni che inducono a ritenere probabile la redazione indipendente di "Matteo" e "Luca" e dunque l'esistenza della fonte Q sono:Composizione"Q" conterrebbe una raccolta di detti di Gesù, forse trasmessa per via orale, ma che a un certo punto dovrebbe essere stata posta per iscritto. Questa conclusione è basata sul fatto che il materiale di "Q" è presente nel "Vangelo secondo Matteo" e nel "Vangelo secondo Luca" nello stesso ordine, una volta che si tenga conto dell'abitudine dell'autore di "Matteo" di riunire il materiale per argomenti, caratteristica che punta alla presenza di una fonte scritta.Origine geograficaMolti detti di "Q" implicano un ambiente culturale e geografico corrispondente a quello palestinese e un punto di vista anti-farisaico; coloro che tramandano la tradizione associata a "Q" si ritengono rispettosi della Legge e proclamano il giudizio contro città palestinesi (Corazin, Betsaida e Cafarnao) sia all'inizio che alla fine di "Q".La teologia di "Q" sembra dunque indirizzata primariamente ad Israele, e per questo motivo alcuni studiosi ritengono che "Q" sia stato composto in Palestina, probabilmente nella zona settentrionale. Altri studiosi, pur notando una predilezione per l'ambiente della Galilea, sono più cauti nel localizzare la zona di composizione di "Q" con quelle terre, facendo notare come molti temi di "Q" possono aver avuto origine altrove nel mondo dell'ebraismo ellenizzato; del resto la fonte "Q" sarebbe stata utilizzata per la composizione di due vangeli scritti in lingua greca in Chiese fuori dalla Palestina.DatazioneLa fonte "Q" presenta alcuni detti contro Gerusalemme e contro il Tempio che, a differenza di altre "profezie" contenute nei vangeli non presuppongono alcun intervento militare; per tale motivo "Q" viene datato a prima dell'anno 70, in cui i Romani assediarono Gerusalemme e distrussero il Tempio.Sebbene una datazione più precisa sia difficile, vi sono alcuni indizi che suggeriscono una data tra il 40 e il 50. La "Fonte dei detti" nacque in un ambiente che comprendeva sia predicatori erranti del movimento di Gesù che lo sviluppo di congregazioni locali, dunque un ambiente esistente a ridosso degli inizi del movimento, addirittura prima della Pasqua. La fonte dei detti di "Q" presuppone una persecuzione degli ebrei palestinesi nei riguardi dei gruppi appena fondati; Paolo di Tarso parla di una persecuzione dei cristiani giudei come già avvenuta in 1 Tessalonicesi, lettera datata al 50, mentre l'esecuzione del capo della Chiesa di Gerusalemme, Giacomo il Giusto, da parte del re giudeo Erode Agrippa I avvenne intorno al 44. Infine "Q" presenta i gentili in buona luce, ad indicare che la predicazione presso di loro era probabilmente già iniziata, cosa che avvenne proprio tra il 40 e il 50.Contenuto di QConfrontando il testo dei primi tre vangeli in uno schema sinottico, cioè affiancandoli l'uno all'altro su tre colonne parallele, si possono fare alcune osservazioni:"Q" sarebbe dunque la fonte del materiale della "doppia tradizione", quello contenuto in "Matteo" e "Luca" ma non in "Marco"; potrebbe contenere anche il materiale esclusivo di "Matteo" e quello esclusivo di "Luca" (detto "Sondergut") o quello che presenta dei riscontri in "Marco" (le cosiddette sovrapposizioni Marco/Q).NoteBibliografiaVoci correlateCollegamenti esterniLetteratura cristiana del I secolo|QDocumenti|QProblema sinottico|QQ document
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http://it.wikipedia.org/wiki/Ezio_Baribbi
Ezio Baribbi.Baribbi infatti è stato uno dei più talentuosi piloti del genere, nonostante abbia corso praticamente solo in Italia, senza mai prendere parte al campionato europeo.Ha vinto quattro campionati italiani della montagna, tutti consecutivi, dal 1985 al 1988, di cui tre assoluti ed uno di classe, ossia riservato alle sole vetture prototipo.Può vantare oltre 150 vittorie all'attivo, ed è stato il protagonista delle cronoscalte italiane tra gli anni ottanta e gli anni novanta, mettendosi direttamente in competizione con Mauro Nesti, il più vincente pilota italiano del genere.Il nome di Ezio Baribbi, è legato particolarmente alle cronoscalte meridionali, più nello specifico quelle sarde, in quanto ha vinto le gare più prestigiose di questa regione, ossia la Iglesias-Sant'Angelo, la Cuglieri-La Madonnina (4 volte) e la più blasonata Alghero-Scala Piccada (9 successi, 4 consecutivi).Si è ritirato dalle competizioni nel 2004.Tra l'altro nei primi anni '80, ha corso anche nel campionato mondiale sport-prototipi, partecipando alla 6 ore di Monza e la 1000 km di Monza.
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http://www.cineblog.it/post/11963/dal-08-agosto-al-cinema-ombre-dal-passato
Il vuoto totale. Inizia agosto, la gente è in ferie e non solo i cinema si svuotano, ma anche i listini delle case di distribuzione si svuotano. Non mi ricordo se fosse mai successo un’altra volta, ma in un venerdì dell’anno capita che esca soltanto un film. Vabbeh, non disperiamo. Anche se il film è un remake americano di un horror tailandese diretto da un giapponese: la dura estate per gli appassionati continua…
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http://it.wikipedia.org/wiki/Marinai_perduti
Marinai perduti."'Marinai Perduti"' è un romanzo di Jean-Claude Izzo, edito da Flammarion nel 1997, in Italia edito da e/o nel 2001. Dal libro è stato tratto un film che porta lo stesso nome.PersonaggiTramaDue uomini, il comandante Abdul Aziz e il suo secondo Diamantis, si ritrovano soli a bordo di una nave pignorata ferma nel porto di Marsiglia. Partendo dal grande dubbio sul perché siano rimasti lì, in quell'ammasso di ferraglia, confessano, con le loro riflessioni e gli scarni dialoghi che scambiano fra loro, le passioni e le debolezze di chi ha sacrificato tutto per un grande amore: il mare. Si disegnano così due personaggi con storie analoghe ma ben diversa visione della vita.Abdul ha lasciato ancora una volta la moglie Céphée e i figli nella loro casa di Dakar. Il suo tormento è l'idea di essere stato abbandonato definitivamente dalla moglie, per non aver creduto nella felicità. A nulla valgono i rapporti sessuali con donne guardate come 'un bell'oggetto', 'puttane'.Diamantis è divorziato e ha lasciato a Psara, un'isola greca, Melina, ex-moglie, e un figlio, Mikis. Anche lui sta meditando sul significato reale delle scelte nella sua vita. Ma insieme a questo si è messo alla accanita ricerca di un lontano amore, Amina, conosciuta proprio qui a Marsiglia. Si crea, contemporaneamente, una simpatia con Mariette, figlia dei gestori di un bistrò nelle vie di Marsiglia.Nedim, semplice marinaio turco, con i soldi della liquidazione ricevuti dal capitano Aziz pensa bene ad impiegare il tempo rimasto prima di ripartire per Istanbul in un night, dove incontra Lalla e Gaby, creando così l'intricato nodo che si scioglierà drammaticamente solo alla fine del libro, coinvolgendo tutti gli altri personaggi.Romanzi francesi
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http://it.wikipedia.org/wiki/Leone_Strozzi_%28condottiero%29
Leone Strozzi (condottiero).BiografiaFiglio di Filippo Strozzi e di Clarice de' Medici, era fratello di Piero Strozzi, di Roberto e di Lorenzo.Dopo la sconfitta del padre nella battaglia di Montemurlo, si rifugiò con i fratelli in Francia, alla corte di Caterina de' Medici, che non gradiva la nuova generazione dei Medici al potere. Comabettè di nuovo contro Cosimo I a Siena, ma anche qui venne sconfitto.Fu cavaliere dell'Ordine di Malta dal 1530, poi Priore di Capua e Commendatore di San Jacopo in Campo Corbolini.Nel 1536 venne nominato Capitano delle galee di Malta, incarico che ricoprì di nuovo nel 1552. Alla morte del padre (1538), volle proseguire la sua azione antimedicea, diventando filofrancese in contrapposizione alla politica filoimperiale di Cosimo I de' Medici.Fu ambasciatore dell'Ordine a Costantinopoli nel 1544. Fu anche Comandante nella marina da guerra francese. Si distinse in numerose campagne militari nelle guerre contro la Spagna e l'Inghilterra. Non si sposò e non ebbe figli.Dopo fortunate incursioni navali contro gli spagnoli nella guerra di Siena, morì nell'assedio di Scarlino, il 28 giugno 1554, per il mancato intervento degli alleati.CuriositàLeone Strozzi
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http://www.motoblog.it/post/15356/tucano-urbano-peso-piuma-e-piuma-rain
La collezione autunno-inverno 2008/2009 propone inoltre le versioni Piuma Rain e Piuma Rain Lady, piumini che montano in sella con un’imbottitura 100% vera piuma e con un 100% di impermeabilità e traspirabilità, oltre ad avere in dotazione tutte quelle caratteristiche tecniche canoniche per l’abbigliamento da moto e scooter: cuciture nastrate, inserti rifrangenti, protezioni rigide CE sui gomiti e tasche per le protezioni su spalle e schiena.
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http://it.wikipedia.org/wiki/Diocesi_di_Ponta_de_Pedras
Diocesi di Ponta de Pedras.La diocesi di Ponta de Pedras'" (in latino: "Dioecesis Petrosi Culminis") è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Belém do Pará appartenente alla regione ecclesiastica Norte 2. Nel 2004 contava 108.800 battezzati su 120.000 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Alessio Saccardo, S.J.TerritorioLa diocesi comprende i seguenti comuni dell'isola di Marajó: Ponta de Pedras, Cachoeira do Arari, Santa Cruz do Arari, Muaná, Curralinho e São Sebastião da Boa Vista.Sede vescovile è la città di Ponta de Pedras, dove si trova la cattedrale dell'Immacolata Concezione.Il territorio è suddiviso in 6 parrocchie.StoriaLa prelatura territoriale di Ponta de Pedras fu eretta il 25 giugno 1963, ricavandone il territorio dall'arcidiocesi di Belém do Pará.Il 16 ottobre 1979 la prelatura territoriale è stata elevata a diocesi con la bolla "Cum Praelaturae" di papa Giovanni Paolo II.Cronotassi dei vescoviStatisticheLa diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 120.000 persone contava 108.800 battezzati, corrispondenti al 90,7% del totale.FontiDiocesi cattoliche in Brasile|Ponta de PedrasRoman Catholic Diocese of Ponta de Pedras
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http://it.wikipedia.org/wiki/Contea_di_Castiglia
Contea di Castiglia.La contea di Castiglia fu formata dai territori orientali conquistati dai primi re delle Asturie e deve il nome al fatto che mano a mano che la reconquista procedeva, venivano costruiti dei castelli per la difesa dei territori conquistati.Le prime conquiste avvennero in una zona che tradizionalmente veniva chiamata Bardulia (in quanto abitata da popolazioni preromaniche dette, Barduli o Varduli, che originariamente abitavano i Paesi Baschi e poi si erano trasferiti ad ovest spinti dai Vasconi). Nel corso del IX secolo le terre conquistate vennero ripopolate con Goti, Vasconi, Cantabri, Mozarabi e popolazioni provenienti dalle Asturie. Dopo che i re delle Asturie, Alfonso II (759-842), che a seguito delle campagne di Carlo Magno in Spagna, a ovest dei Pirenei, aveva mantenuto contatti col re dei Franchi, inviando alcune delegazioni alla corte di Aquisgrana, e Ramiro I (791-850) avevano consolidato le conquiste strappate ad al-Andalus, Ordoño I (821-866), alla morte del padre, Ramiro I, ritenne di dover porre fine all'anarchia, nata tra i suoi vassalli castigliani, creando una contea che fu affidata al suo fratellastro, Rodrigo (?-873), che aveva anche il compito di coordinare la lotta contro il regno di Cordova.I primi conti di CastigliaRodrigo combatté i Mori e ottenne alcuni successi, ma fu sconfitto a "Bureba", dall'emiro di Cordova, Muḥammad I ibn ʿAbd al-Raḥmān, e la Reconquista fu fermata per molti anni.Gli successe il figlio Diego Rodriguez Porcelos (?-885), che tra l'882 e l'884, ebbe il merito di ripopolare Burgos ed Ubierna. Di Burgos è considerato il fondatore, perché, eseguendo l'ordine del re delle Asturie, Alfonso III Magno (848-910), non solo ripopolò la zona ma su un piccolo villaggio preesistente, sulla riva del fiume "Arlanzón" costruì, nell'884, una piccola città circondata di mura.Alla sua morte,la contea di Castiglia fu frazionata in diverse contee, rimanendo divisa sino al 932 circa (anno in cui fu nuovamente riunificata dal conte Fernán González.Il titolo di conte di Castiglia fu ripreso da suo cognato, Nuño Nuñez (?-?) che, nell'899, dopo aver riunito alcune contee nate dal frazionamento, ridiede vita ad una contea di Castiglia, territorialmente ridotta.In quel periodo si succedettero alla guida della contea (dal 909, vassalla del regno di León), Gonzalo Téllez (?-913), il conte di Burgos, Gonzalo Fernandez (?-?) e poi Fernando Ansúrez (?-?) ed i conti di Burgos Nuño Fernández (?-?) e Gutier Núñez (?-?), che venivano sostituiti a seconda del re che si installava sul trono del León.Fernán González, e l'autonomia della contea di Castiglia.Nell'anno 929, Fernán González (?-970) appare nei documenti col titolo de conte di Lara, all'interno dell'organizzazione amministrativa della marca orientale del regno di León. Nel 931, Fernán González riuscì a riunire il governo dei contadi di Burgos, Lara, Lantarón, Cerezo e Álava e appare come conte di Castiglia, per la prima volta, in un documento del 932.Dopo la battaglia di Simancas, vinta, nel 939, dalle truppe cristiane alleate contro ‘Abd al-Rahman III Fernán conquistò Sepúlveda e poi Riaza, le ripopolò (940), e cominciò ad agire come se fosse indipendente dal regno di León.Fernán González, nel 943, si ribellò a Ramiro II di León (ca. 900-951), nel 944 fu imprigionato in León e Ansur Fernández (?-?), figlio del precedente conte di Castiglia, Fernando Ansurez, divenne conte di Castiglia. Ma dopo un solo anno di prigionia, Fernán González recuperò la contea e giurò fedeltà a Ramiro II.Morto Ramiro II nel 951, il regno di León soffrì una crisi dinastica che Fernán González seppe sfruttare in suo favore. Inizialmente appoggiò Sancho il Grasso contro suo fratellastro Ordoño III di León, poi però riconobbe Ordoño, che era suo genero come re.Sfruttò la politica matrimoniale per rinforzare la sua posizione tra i regni cristiani: sposò sua figlia Urraca Fernández, prima a Ordoño III, poi alla sua morte, la sposò a Ordoño IV e dopo la morte di quest'ultimo la sposò con Sancho II Garcés di Navarra.Nel 963 trattò una tregua con al-Ḥakam II ibn ʿAbd al-Raḥmān, califfo di al-Andalus comportandosi come un sovrano indipendente e approfittando della debolezza del regno di León, Fernán González, pur rimanendo vassallo del regno di Leòn riuscì ad imporre l'indipendenza della Castiglia, trasformandola in una contea ereditaria, dal mar Cantabrico sino a sud del fiume Duero.Infatti alla sua morte, la contea fu ereditata, assieme al titolo di conte, da suo figlio García Fernandez (938-995).La contea autonomaGarcía Fernandez, pur continuando ad avere la più completa autonomia amministrativa ed indipendenza, riconobbe ai sovrani del León, una superiorità giuridica.Per contrastare la pressione dei musulmani sulle frontiere della contea ampliò la base sociale promulgando le ordinanze dei cavalieri contadini di Castrojeriz, ma, nel 981 fu sconfitto dalle truppe di Almanzor nella battaglia di Tarancueña, vicino a Retortillo de Soria (Soria) e poi nella battaglia di Rueda, 40 km circa a SE di Simancas.Nel 994, l'hajib di al-Andalus, Almanzor, appoggiò una rivolta contro di lui, di suo figlio, Sancho Garces (965-1017), che gli successe, nel 995, continuando a riconoscere ai sovrani del León, una superiorità giuridica.Nel 1000 Almanzor attaccò la Castiglia, e Sancho Garces chiese aiuto al re di Navarra, Garcia II Sanchez, e al re del León Alfonso V. Lo scontro avvenne, nel luglio del 1000, nella Provincia di Palencia, alla battaglia di Cervera de Pisuergase, che fu molto cruenta, con molti morti da ambo le parti, ma alla fine vide il successo dei Mori e la morte in battaglia del re di Navarra, Garcia II Sanchez.Nel 1009, intervenne nella guerra civile tra gli omayyadi del califfato di Cordova, Sulaymān ibn al-Ḥakam, "al-Mustaʿīn", acclamato califfo dai Berberi, ed il califfo Muḥammad II (al-Mahdī) ibn Hishām, appoggiato dai mercenari dell'esercito, detti "gli schiavi". Appoggiò Sulaymān contro al-Mahdī ed in cambio ricevette diverse piazze sulla linea del Duero: Osma, San Esteban de Gormaz, Clunia, Berlanga de Duero, Sepúlveda, Peñafiel. Dopo la vittoria Cordova fu saccheggiata dai berberi e dai castigliani.Sancho Garces concesse molti privilegi a diverse popolazioni della Castiglia e gli fu attribuito il soprannome di "el de los Buenos Fueros" (dalle buone leggi),Alla sua morte, nel 1017, la contea fu ereditata, assieme al titolo di conte, da suo figlio Garcia Sanchez (1010-1029), e durante la sua minore età la reggenza fu esercitata dalla prozia Urraca, badessa di Covarrubias, ma sotto il protettorato di suo cognato, il re di Navarra e di Aragona, Sancho III il Grande, che lo protesse dagli attacchi leonesi, per questioni territoriali.Nel 1029, quando Garcia si recò a Leon per il matrimonio con Sancha, la figlia del re del León, Alfonso V, fu ucciso all'uscita dal palazzo reale, dove si era recato per conoscere la sua promessa sposa.Alla sua morte, la contea passò alla sorella, Munia, ultima contessa di Castiglia, che la governò assieme al marito, il re di Navarra, Sancho il Grande, sino al 1032, quindi abdicò lasciando il titolo al marito.Sancho assunse il titolo di re di Castiglia e, dal 1034, si fece chiamare "Imperator Totus Hispaniae" e con questo titolo batté moneta.Voci correlateBibliografiaSpagna medievaleStati europei scomparsi|León, Regno di
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http://it.wikipedia.org/wiki/Ashley_Jensen
Ashley Jensen.TelevisioneJensen studiò alla Queen Margaret University, Edimburgo. Il suo primo grande ruolo televisivo fu quello di un'eccentrica segretaria, Rosie McConnichy, nelle serie finali della commedia inglese "May to December," per sostituire il popolarissimo personaggio della segretaria Hilary. Nel 1996 recitò la parte di Clare Donnelly, la figlia del criminale di Glasgow Jo-Jo Donnelly (interpretato da Billy Connolly) nel dramma inglese "Down Among the Big Boys". Apparve poi nella soap opera inglese EastEnders nella parte di Fiona Morris.Jensen recitò accanto a Ricky Gervais nel programma televisivo "Extras" nella prte dell'inetta Maggie Jacobs. Per il suo laavoro nelle prime serie, ricevette il premio per la migliore attrice di commedia ai 2005 British Comedy Awards. Nel 2006, Jensen ricevette due premi per la British Comedy e una nomination BAFTA per il suo ruolo in "Extras". Il suo ruolo nel natale del 2007 le fece guadagnare una "Emmy Award nomination".Collegamenti esterniAshley Jensen
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http://www.gamesblog.it/tag/Playstation+Eye
Nell’ultimo episodio di Pach Attach il nostro analista preferito Michael Pachter ha fatto alcune riflessioni suoi nuovi controller PlayStation Move e Kinect, criticando il marketing di Sony per quanto riguarda la comunicazione dei prezzi (effettivamente un po’ torbida) ed etichettando il controller Microsoft come adatto solo ai casual gamer (non che non avessimo già i nostri sospetti).«Credo che Move sia molto fico, ma il prezzo è un po’ fuorviante. Se hai già PlayStation Eye puoi comprare Move per 49,99$. Se non ce l’hai già devi comprare Eye e Move per 80$. Se vuoi un gioco in bundle con queste due cose sono 100$%. Quindi potresti volere il controller di navigazione, che porta il prezzo a 130$. Poi ti accorgi che il gioco di combattimento richiede due controller Move, e il prezzo arriva a 180$. C’è un po’ di confusione. Penso che ci sarà gente che a Natale scarterà il paccheto di Move e si accorgerà che in realtà ha un pezzo di Move e non tutto. Sony dovrebbe lavorare meglio sul marketing»«Penso che sia un controller un po’ limitato, perché come ha detto Kevin Butler non vi metterete davanti alla TV sparando ai nemici con le dita. I giocatori probabilmente non sono rimasti impressionati da Kinect. Ci sono rimaste le mamme, le fidanzate, i bambini. Ecco chi vuole questa periferica»Vi lasciamo con dei video, subito dopo la pausa, molto più esplicativi, ricordando che la PlayStation Eye viene venduta a 39,90 € ma che ancora non gode di grande popolarità, a causa della poca quantità di software che la sfruttino a dovere. Possibile però che tra Gran Turismo 5 e il Motion Controller questa periferica subisca un’impennata nelle vendite.
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http://it.wikipedia.org/wiki/Vaporeon
Vaporeon.Significato del nomeIl suo nome deriva dalla parola inglese "vapor" (vapore). Il suffisso "-eon" probabilmente deriva da "Eon" (eone), nome originale di Eevee, presente nella versione beta di Pokémon Rosso e Blu.EvoluzioniSi evolve da Eevee usando la Pietraidrica.PokédexNel videogiocoIn Pokémon Rosso e Blu, Pokémon Giallo e Pokémon Rosso Fuoco e Verde Foglia è possibile ottenerlo usando una Pietraidrica sull'Eevee ottenuto in cima a Villazzurra, situata ad Azzurropoli (Celadon City).In Pokémon Ranger è possibile catturare Vaporeon all'interno del Tempio di Fiore (Fiore Temple), mentre nel seguito è disponibile nel Castello di Almia (Almia Castle) e nella Torre Altru (Altru Tower).MosseStatisticheNell'animeVaporeon appare per la prima volta nel corso dell'episodio "L'importante non è Vincere" ("The Battling Eevee Brothers"). È inoltre presente nel lungometraggio "Pokémon il film - Mew contro Mewtwo", in cui è uno dei Pokémon clonati da Mewtwo.Il Pokémon è spesso visibile in episodi in cui sono presenti altre evoluzioni di Eevee, tra cui "La Cerimonia del Tè" ("Trouble's Brewing") e "Non c'è Quattro Senza Cinque" ("Espeon Not Included!"), oltre che nel film '.Collegamenti esterniList of Pokémon (121-140)#Vaporeon
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http://it.wikipedia.org/wiki/Freddy_Colt
Freddy Colt.BiografiaPronipote di Antonio Semiglia (1868-1928), pioniere del jazz nella Sanremo anni '20, ha studiato pianoforte, mandolino e arte dell'arrangiamento sotto la guida del Maestro Nicodemo Bruzzone (1922-1998), a sua volta allievo del Maestro Francesco Sfilio (1876-1973).La Red Cat Jazz BandNel 1989 ricostituisce la “Red Cat Jazz Band” fondata dal suo bisnonno, e con essa lavora per RAIUNO nel biennio 1995-1996 (Unomattina Estate). Nel 2001 dirige la sua orchestra aprendo tutte le puntate della trasmissione Zelig su ITALIA1. È arrangiatore e chef d'orchestra nei tre album incisi dal suo complesso, oltre a collaborazioni con altri artisti. È autore di saggi di storia e critica musicale e attivo conferenziere.Nel 1991 ha costituito il Centro Studi Musicali “Stan Kenton”, di cui è Presidente. Ha fondato nel 1999 la rivista “The Mellophonium – periodico saltuario di cultura musicale”. Svolge inoltre attività di consulente del Comune di Sanremo e di altri enti per l'ideazione e l'organizzazione di spettacoli e manifestazioni culturali. È direttore artistico della rassegna “Zazzarazzaz – Festival della Canzone Jazzata” (11 edizioni), del Premio “Pippo Barzizza”, concorso nazionale per arrangiatori di musica leggera (5 edizioni), del “Farfa Festival, Musica & Fantasia” di Imperia (2 edizioni), e ha contribuito nel 2004 alla rinascita del Festival Internazionale del Jazz di Sanremo sotto l'insegna “Soundz”. È membro della commissione artistica degli IJA - Italian Jazz Awards "Luca Flores" e della giuria della sezione musicale del GEF - Global Education Festival.Nel 2006 è stato eletto Presidente del Circolo Ligustico Arte e Ambiente di Sanremo.Nel 2007 ha ricevuto dalla sua città natale il premio speciale "Luca Spinola" per le ricerche sulla musica popolare sanremasca.Il Sultanato dello SwingNel 2008 ha varato l'originale progetto “Sultanato dello Swing” per la divulgazione della canzone «sincopata» italiana, nel quale Freddy Colt ha coinvolto personaggi di riguardo come Stefano Bollani, Giorgio Conte, Leo Sanfelice, Dario Salvatori, Bruno Gambarotta, Massimo Altomare e altri. Nell'agosto 2009 si è tenuto in Sanremo il primo Raduno Nazionale del Sultanato.DiscografiaBibliografiaPersonalità legate a Sanremo
1,551,158
http://it.wikipedia.org/wiki/Problema_di_Malfatti
Problema di Malfatti.Il problema di Malfatti'" è un problema geometrico che, posto nella forma odierna, chiede di individuare in un triangolo dato i tre cerchi che siano tali da essre tutti e tre contemporaneamente tangenti tra loro e a due lati del triangoloInizialmente problema venne stato posto nel 1803 da Gian Francesco Malfatti come marble problem dandone poi la soluzione generale, i "Cerchi di Malfatti", dimostratasi in seguito sempre errata, ma dando ugualmente lo spunto per la ricerca della loro costruzione generale, divenendo in fine un problema del tutto autonomo da quello iniziale.StoriaL'originaria forma del problema di Malfatti chiedeva in pratica di disegnare all'interno del triangolo le tre circonferenze che massimizzassero l'area al loro interno (l'odierno marble problem); il matematico, dopo una serie di studi, si convinse che la soluzione generale a tale quesito fosse equivalente a quella di trovare tre circonferenze che fossero ognuna tangente alle altre due e contemporaneamente a due lati del triangolo, ovvero i cerchi di Malfatti.Il problema dunque si trasformò, per una erronea convinzione, nella ricerca del metodo generale per disegnare tali cerchi; vi è pero da sottolineare che un problema sì posto non era proprio nuovo all'ambiente matematico di allora: già, infatti, Jacob Bernoulli circa un secolo prima pose la stessa questione, ma limitatamente al caso del triangolo isoscele; inoltre, quasi contemporaneamente al Malfatti, qualche anno prima, lo stesso problema venne posto dal matematico giapponese Ajima NaonobuNel 1826 il matematico svizzero Jakob Steiner diede la soluzione geometrica per risolvere il problema di Malfatti, non dandone però una prova, ma si ipotizza che vi fosse arrivato generalizzando il problema.Nel 1929 i matematici Hyman Lob e Herbert Richmond dimostrarono che i due problemi non erano sempre equivalenti, in quanto nel triangolo equilatero l'area dei "cerchi di Malfatti" è inferiore a quella occupata complessivamente dall'incerchio più quella di due cerchi adiacenti ricavabili nei vertici; inoltre nel 1994 Viktor Zalgaller dimostrò analiticamente che tali cerchi non sono mai la soluzione idea per massimizzare l'area occupata dai circoli all'interno del triangolo, cosicché, non solo i cerchi di Malfatti non rappresentano la soluzione generale del "marble problem", ma i due problemi non coincido mai.Soluzione del problemaLa risoluzione per via geometrica del problema di Malfatti è stata data da Steiner nel 1826, ma non ne diede la prova, mostrò soltanto una soluzione in quattro brevi passi:È importante notare il fatto che il punto di incontro delle bisettrici, cioè l'incentro, e in punto di incontro delle tre tangenti sono sempre assai vicini e che potrebbero talvolta trarre in confusione nel tracciare le linee; inoltre si può anche sottolineare come i segmenti tangenti debbano toccare entrambi gli altri incerchi.GeneralizzazioneNel 1997 il matematico Peter Yff, che già aveva dimostrato le coordinate trilineari dei punti di Malfatti, si accorge che, facendo cadere il requisito che i cerchi dovessero stare internamente al triangolo, era possibile una seconda soluzione per il problema di Malfatti, dove i cerchi erano ancora contemporaneamente tangenti a due lati del triangolo, considerandone però questa volta anche i prolungamenti esterni, e tra loro.Il triangolo arriva a non essere più la figura centrale o di riferimento, ma un semplice tratto di piano delineato da tre rette, e non importa più sei cerchi siano del tutto esterni, e ne se i punti di tangenza siano dentro o fuori dalla figura.Voci correlateCollegamenti esterni
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http://it.wikipedia.org/wiki/Cap_Anson
Cap Anson.BiografiaGiocò sia in National Association che in Major League. Tra i suoi record quello di aver giocato ventisette stagioni di seguito.Viene considerato uno dei più grandi giocatori della sua epoca e una delle prime stelle di questo sport.Le sue influenza e prestigio, nel periodo a lui contemporaneo, vengono considerate dagli storici come fattori di rilievo che portarono all'istituzione della segregazione razziale nel baseball professionistico statunitense che durò fino al 1947, quando Jackie Robinson divenne il primo afro-americano a giocare in Major League.Nel 1939 è stato eletto membro della National Baseball Hall of Fame and Museum statunitense.Non vinse mai il titolo MLB. È stato 2 volte NL Batting Champion nel 1881 e nel 1888.Allenò per 21 stagioni in MLB: 1 i Philadelphia Athletics (NA) (1875); 19 i Chicago White Stockings divenuti poi Colts (1879-1897) ed 1 i New York Giants (1898)Ha condotto i suoi alla conquista di 5 NL Pennants (1880; 1881; 1882; 1885 e 1886).Figura predominante del baseball del XIX secolo, il potente e volenteroso Adrian “Cap” Anson giocò a livello di majors league per 27 anni, principalmente come prima base della squadra affiliata alla National League di Chicago. Batté almeno.300 nel corso di 20 stagioni ed accumulò più di 3000 valide nel corso della sua illustre carriera. Quando si ritirò era il recordman in diverse categorie statistiche come partite giocate, valide, at-bats, doppi e punti segnati. Cap fu anche apprezzato player-manager di Chicago che guidò a vincere 5 Pennats come frutto di oltre 1200 vittorie. Come Manager fu uno dei primi a portare la sua squadra al Sud per la preparazione pre-stagionale facendo da apripista al famoso “Spring Training” di oggidì.NoteCollegamenti esterniLa scheda giocatore sul sito ufficiale della Lega.La scheda giocatore sul sito ufficiale della Hall of Fame.E-Book di Cap Anson disponibile gratis su Progetto Gutenberg.Cap Anson
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http://italy.indymedia.org/news/2006/10/1158920.php?theme=2
Warning: mysql_connect() [function.mysql-connect]: Access denied for user 'imc_italy'@'localhost' (using password: YES) in /imc/sf-active/shared/classes/db_class.inc on line 28Warning: mysql_select_db(): supplied argument is not a valid MySQL-Link resource in /imc/sf-active/shared/classes/db_class.inc on line 29Warning: mysql_query(): supplied argument is not a valid MySQL-Link resource in /imc/sf-active/shared/classes/db_class.inc on line 40Warning: mysql_errno(): supplied argument is not a valid MySQL-Link resource in /imc/sf-active/shared/classes/db_class.inc on line 115Warning: mysql_fetch_array(): supplied argument is not a valid MySQL result resource in /imc/sf-active/shared/classes/db_class.inc on line 50(in occasione del processo del 12 ottobre a quattro compagni per una manifestazione contro la guerra del 22 /2/2003 a Ferrara)Il 22 febbraio del 2003 la rete anti-imperialista, il centro sociale occupato di Ferrara il Dazdramir e altri coordinamenti contro la guerra organizzano una manifestazione regionale contro la costruzione di alloggi per i soldati NATO e contro la guerra in Iraq. La partecipazione è alta e vivace. Sin dall’inizio del corteo, che parte da Piazza Castello dietro lo striscione «chi fa la guerra non deve essere lasciato in pace», la comunicazione dei contenuti della manifestazione è molto decisa. Una mascherina con il disegno di una bottiglia incendiaria e la domanda «è la vostra risposta definitiva? l’accendiamo?» richiama l’attenzione e in tanti si adoperano per riprodurla sui muri della città. Si scatena l’impegno a scrivere in tutti i modi possibili la rabbia per questo ennesimo prepotente sopruso del mondo occidentale che esporta con la guerra la sua democrazia del profitto e dello sfruttamento. Lungo l’intero percorso la mobilitazione è attivissima e fantasiosa e non è la solita sfilata piena solo di slogan. Ci sono molte contestazioni al continuo tentativo dei poliziotti in borghese di rimanere all’interno del corteo con le loro telecamere, come se fosse normale sfilare insieme.Arrivati davanti alla struttura in cui dovevano essere costruiti gli alloggi, ci si ferma e si attaccano striscioni e volantini alla rete che delimita il luogo mentre si cerca di abbatterla per entrare. Ci sono alcuni momenti di tensione e di pressione contro il muro delle forze dell’ordine che cercano di impedire l’accesso. Un po’ di spintoni e niente più. Alla fine ci si allontana e ci si avvia al ritorno. A questo punto qualcuno si innervosisce per la presenza, ancora all’interno del corteo, dei poliziotti con la telecamera; nasce una zuffa e la telecamera cade a terra. Alla fine del corteo due manifestanti vengono sequestrati, uno di loro subisce pesanti violenze e viene denunciato per danneggiamento. Dall’episodio della telecamera nasce l’indagine che finirà per coinvolgere quattro compagni di Bologna. Dalle carte si comprende come è stata confezionata l’accusa: le foto del corteo vengono mandate a Bologna e la digos, riconoscendo alcuni noti, li indica come quelli da perseguire. Alla fine di marzo vengono notificati ai quattro i provvedimenti restrittivi, una sorta di arresti domiciliari parziali: obbligo quotidiano di firma, di dimora nel comune di Bologna, di fissare il luogo di abitazione, di non allontanarsi dalla stessa dalle 14 alle 19 (probabilmente considerato orario a rischio di manifestazioni) e di comunicare ogni mattina al momento della firma tutti, nei minimi particolari, gli spostamenti della giornata. In questa situazione si rimarrà fino a giugno poi caleranno le restrizioni che finiranno completamente e per tutti solo dopo la metà di agosto. L’accusa è di rapina aggravata (perché sostengono che la telecamera sia sparita), lesioni aggravate (un poliziotto e un ispettore della digos si fanno certificare tot giorni di prognosi a seguito di una colluttazione) e danneggiamenti aggravati (scritte sui muri di banche, negozi e cabina enel); l’aggravante è legata alla partecipazione di più persone. Nei giorni successivi i media ferraresi danno una forte enfasi ai fatti sostenendo un clima molto acceso per un accadimento insolito per quella città. Non mancano, come sempre, le dissociazioni di chi è solito opporsi ai disastri della società del capitale auspicando un mondo migliore che dovrebbe arrivare convincendo con le buone i potenti a essere un po’ più “umani”. Il rinvio a giudizio viene fissato per il 17 novembre 2004 e il processo inizia a novembre del 2005. I poliziotti contusi hanno già testimoniato dell’accaduto ovviamente confermando la loro ricostruzione, mentre i compagni non hanno presenziato alle udienze. Per il 12 di ottobre 2006 è prevista, con molta probabilità, la sentenza di primo grado non essendoci altre testimonianze da ascoltare.Pensiamo che sia arrivato il momento di ribadire i contenuti di quella giornata ancora così brutalmente attuali e, colpevoli o innocenti che siano i compagni coinvolti non importa, di sostenere l’ovvietà di non tollerare che le manifestazioni divengano una gita tra sbirri e contestatori tutti insieme nella rappresentazione di un conflitto da burla.I temi possibili da affrontare insieme a chi c’era allora e a chi ha voglia di farlo adesso sono diversi, dall’opposizione allo stato di guerra permanente, dal controllo esasperato e costante delle nostre esistenze, dalla sudditanza del mondo all’imperativo del profitto ottenuto con tutti i mezzi necessari, alla militarizzazione di ogni spazio di vita e alla difficoltà di opporsi efficacemente a tutto questo.C’è un’evidente sproporzione tra l’intensità dei colpi della repressione verso chi si oppone alle guerre e l’assuefazione all’orrore delle stesse come un qualcosa che non si ha la forza di contrastare.Per chi alza la voce con determinazione contro i continui soprusi sfacciatamente compiuti in ogni angolo della terra, vengono comminati anni di carcere sulla base del nulla più totale con l’ausilio di quel famigerato articolo 270 con tutti i suoi bis, ter, quater e via di seguito, oppure carcerazioni preventive prolungate e provvedimenti coercitivi anche per i “reati” più banali. Il dominio non tollera nemmeno l’accenno del dissenso e se non riusciamo a ribaltare i rapporti di forza continuerà a permettersi di tutto pur di rimanere in piedi nel disastro di mondo che ha prodotto.
225,594
http://it.wikipedia.org/wiki/Concorso_di_reati
Concorso di reati.In diritto penale, l'espressione concorso di reati'" si riferisce alla ipotesi in cui un unico soggetto è al contempo responsabile di più reati.Il fenomeno è disciplinato dagli articoli 71 e seguenti del codice penale, nei quali si distingue tra "concorso materiale" di reati e concorso formale'" di reati.Concorso materialeIl concorso materiale si ha quando uno stesso soggetto con "più azioni od omissioni" commette una pluralità di reati (ad esempio quando tizio con diversi colpi di pistola uccide più persone). Il concorso materiale si definisce omogeneo'" quando il soggetto commette più violazioni di una stessa norma penale; si definisce "'eterogeneo'" quando si violano norme diverse con una pluralità di azioni o omissioni.Il codice penale punisce duramente il concorso materiale dei reati, adottando il cumulo materiale delle pene, rispondente al principio "tot crimina tot poenae" secondo cui il reo risponderà della somma delle pene previste per i singoli reati; tale asprezza di trattamento è però temperata dalla previsione di alcuni limiti, la pena non può superare i 30 anni se si tratta di reclusione, i 6 anni se si tratta di arresto e comunque il quintuplo della pena più grave.Concorso formaleSi ha concorso formale (o ideale) di reati quando un medesimo soggetto con una sola azione od omissione commette più reati (ad esempio quando Caio ingiuria una platea). Si ha concorso formale eterogeneo'" quando i reati sono di specie diversa. Si parla di concorso formale "'omogeneo'" quando i reati sono della medesima specie.Il trattamento sanzionatorio del concorso formale è meno rigoroso di quello previsto per il concorso materiale. Nel primo caso infatti si applica il cumulo giuridico secondo cui va applicata la pena prevista per il reato più grave, aumentata fino al triplo, nel secondo il "cumulo materiale temperato", con la previsione appunto di una "attenuazione" di pena. Tale trattamento più mitigato è stato introdotto nel 1974 con la legge 7 giugno 1974 n.220, che ha sostituito il cumulo materiale previsto in origine dal Codice Rocco sia per il concorso formale sia per il concorso materiale.La stessa riforma ha esteso l'applicazione del cumulo giuridico anche al reato continuato.Approfondimento teoricoIl fenomeno del concorso di reati è ricco di risvolti teorici particolarmente complessi, essendo com'è al centro di uno dei dibattiti più lunghi e controversi della scienza penale contemporanea.Tale dibattito prende le mosse dalla seguente domanda: quando l'azione è "unica" e quando è possibile parlare di "pluralità di azioni"?Secondo Francesco Antolisei, l'azione (es., l'uccidere con un pugnale) è costituita da singoli atti (le singole pugnalate): in base a questa distinzione, è possibile affermare che l'azione ha carattere unitario quando si sia in presenza di un legame finalistico fra gli atti e tali atti siano altresì caratterizzati dalla c.d. contestualità (cioè si susseguano nel tempo senza apprezzabile interruzione). Inoltre, secondo l'illustre giurista, parlare di unità di azione non deve far trascurare l'aspetto che si è comunque in presenza di più fatti tipici o eventi (ad esempio, chi uccide incendiando la macchina nella quale si trova la vittima). Il concorso ideale (o formale) di reati prevederebbe allora una pluralità di fatti o eventi, i quali hanno in comune (in modo totale o parziale) l'azione, o l'omissione, cioè il "processo esecutivo".Secondo Fiandaca e Musco, ad unità di azione, però, non sempre corrisponde unità di reati: ad esempio.Inoltre, laddove la fattispecie incriminatrice tuteli beni "altamente personali" (quali, ad esempio, la vita o l'integrità fisica), si verifica sempre una pluralità di reati: se, con la medesima azione, si ledano soggetti passivi diversi (per esempio, una bomba che esplode uccidendo più passanti).Diversamente, laddove la fattispecie tuteli beni giuridici diversi da quelli altamente personali, una medesima azione non sempre integra una pluralità di reati (ad esempio, il furto di un oggetto che appartiene a più proprietari). per stabilire se ci trovi in presenza di un concorso formale omogeneo, e non di un unico reato, il criterio fondamentale accolto dalla giurisprudenza, e quello della molteplicita' delle offese al bene giuridico tutelato dalla norma incriminatrice.esempio:Se lanciando una granata si uccidono o si feriscono più persone, si producono più offese ai beni della vita o della integrita' fisica, con conseguente concorso di reati di omicidioBibliografiaTesti normativiReato
537,216
http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Zafred
Mario Zafred.Mario ZafredAllievo di Gian Francesco Malipiero e di Ildebrando Pizzetti, è stato presidente dell'Accademia nazionale di Santa Cecilia di Roma dal 1973 al 1983.Compositore di indole decisamente tradizionalista, la sua produzione abbraccia quasi tutti i generi musicali (dai brani solistici all'opera lirica, dai concerti alle sinfonie), ed è caratterizzata da una forte incisività ritmica unita alla presenza di intensi squarci meditativi; solo raramente si è servito di tecniche atonali e dodecafoniche, con molta circospezione, preferendo in genere muoversi entro ambiti meno avanzati, quali il modalismo o la politonalità.Zafred, in effetti, non fu mai un musicista "di ricerca", ed il suo modo di limitarsi ad una visione "catartica" della tonalità può essere fatto risalire ad una posizione ideologica di origini ždanoviane: egli fu infatti tra i pochi musicisti che nell'Italia del secondo dopoguerra accettarono ed avallarono (in modo decisamente ortodosso) le teorie e le limitazioni imposte da Ždanov. In quanto tale, Zafred osteggiò fermamente le posizioni avanguardistiche, in special modo le correnti strutturalistiche e post-seriali.OpereTra le sue pagine più rilevanti:Nella sua "Sinfonia n.4", recante il sottotitolo "In onore della Resistenza" si percepisce il senso di grande partecipazione al drammatico momento storico.Compose anche musica per film, da segnalare la sua colonna sonora del film "Achtung! Banditi!" di Carlo Lizzani.Compositori di musica contemporanea|Zafred, MarioCompositori d'opera|Zafred, MarioMario Zafred
1,436,973
http://it.wikipedia.org/wiki/NGC_7635
NGC 7635.NGC 7635'" (nota talvolta come "'Nebulosa Bolla'") è una nebulosa diffusa visibile nella costellazione di Cassiopea, verso il confine con Cefeo.OsservazioneÈ individuabile vicinissimo all'ammasso aperto M52, al punto che negli strumenti più piccoli appare nello stesso campo visivo; la sua caratteristica principale è una "bolla" di vuoto circondata da una nebulosa, visibile con potenti strumenti nella zona meridionale dell'oggetto, causata dal vento stellare della giovane stella centrale, di magnitudine 8,7. In un telescopio amatoriale si rivela invece bene la nebulosa, che sembra terminare a sud con una forma ad arco.Storia delle osservazioniLa nebulosa fu identificata per la prima volta da William Herschel nel 1787; fu in seguito inclusa nel "Catalogue of Galactic Planetary Nebulae" di Lubos Perek: infatti, a causa della sua forma circolare, fu a lungo scambiata per una nebulosa planetaria. Studi recenti hanno appurato invece che si tratta di una nebulosa ad emissione.CaratteristicheSi tratta di una regione HII, al cui vertice meridionale è presente una struttura vuota, causata dalla pressione della radiazione di una stella centrale di colore blu (classe spettrale O) di nona magnitudine, il cui vento stellare raggiunge i 2000 km/s; si tratta di una stella di Wolf-Rayet, la quale è anche responsabile della ionizzazione della nebulosa, che emette luce propria. La sua distanza dal Sole è stimata sugli 11 000 anni-luce.NoteBibliografiaLibriCarte celestiVoci correlateCollegamenti esterniRegioni H IIOggetti del catalogo NGCOggetti del catalogo Caldwell|0011NGC 7635
2,254,915
http://it.wikipedia.org/wiki/Fantomius
Fantomius.Lord Lamont John Quackett è un personaggio immaginario creato da Guido Martina, Giovan Battista Carpi ed Elisa Penna nel 1969 dalla The Walt Disney Company Italia, come personaggio d'ispirazione per Paperinik.Il suo nome è un chiaro riferimento a Fantomas, noir della lettertura francese, mentre il suo stile di ladro gentiluomo è preso chiaramente da Arsenio Lupin.Non è comparso mai in una storia dedicata esclusivamente a lui, e dopo il suo esordio si deve aspettare il 2007 per vedere alcuni flashback della sua vita reale.È costantemente accompagnato da Dolly Paprika, una papera con il costume rosso e le orecchie da volpe.Il costume di Fantomius, identico a quello di Paperinik eccetto per la maschera(quella di Fantomius è blu e copre tutto il viso), è stato più volte indossato dai personaggi Disney, tra cui Paperino e Gastone nella stessa storia: Paperinik Alla Riscossa.Nelle primissime storie di Paperinik, dove tra l'altro la carriera del papero dipendeva pienamente da lui, veniva menzionato sempre, sia lui che Villa Rosa, ovvero il suo rifugio.Storie in cui compare (o è solo menzionato od impersonato)Personaggi dell'universo di PaperinoPersonaggi dei fumetti Disney
2,355,098
http://it.wikipedia.org/wiki/Gran_Premio_di_Francia_1992
Gran Premio di Francia 1992.Il Gran Premio di Francia 1992 si è svolto domenica 5 luglio 1992 sul Circuito di Nevers Magny-Cours. La gara è stata vinta da Nigel Mansell su Williams seguito dal compagno di squadra Riccardo Patrese e da Martin Brundle su Benetton.Prima della garaQualificheLa Williams torna a dominare le qualifiche, con Mansell che conquista la pole position davanti al compagno di squadra Patrese, con un vantaggio di oltre un secondo sul terzo classificato, Senna. Il brasiliano precede a sua volta il compagno di squadra Berger; seguono Schumacher, Alesi, Brundle, Capelli e le due Ligier di Boutsen e Comas. Durante le qualifiche Fittipaldi ha un violento incidente, che gli costa la rottura della quinta vertebra; il brasiliano dovrà saltare le successive tre gare.ClassificaGaraLa gara parte con asfalto umido; al via Patrese prende il comando della corsa, mentre alle sue spalle Schumacher tampona Senna, mettendolo fuori gara. Patrese conduce davanti a Mansell, Berger, Brundle, Alesi, Häkkinen e Boutsen; Berger si ritira dopo dieci giri con il motore rotto e poco dopo inizia a piovere. La pioggia aumenta di intensità e la gara viene interrotta con la bandiera rossa dopo 18 giri.Quando smette di piovere la gara riprende, con Patrese sempre in testa davanti a Mansell, Brundle, Häkkinen e Alesi; il pilota italiano cerca di resistere al compagno di squadra, ma deve lasciarlo passare. Un ulteriore scroscio di pioggia non cambia le posizioni di testa, con l'eccezione di Alesi che si ritira con il motore rotto; Mansell ottiene la sesta vittoria stagionale davanti a Patrese, Brundle, Häkkinen, Comas e Herbert.ClassificaClassifiche MondialiPilotiCostruttoriNoteNoteGran Premi di Formula 1 1992| 81992 French Grand Prix
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http://it.wikipedia.org/wiki/Keylogger
Keylogger.Un keylogger'" è, nel campo dell'informatica, uno strumento in grado di intercettare tutto ciò che un utente digita sulla tastiera del proprio computer.TipologiaKeylogger hardwareI keylogger hardware sono molto efficaci in quanto la loro installazione è molto semplice e il sistema non è in grado di accorgersi della loro presenza. Quando installati fra la tastiera e il PC hanno le sembianze di un adattatore o appaiono dei cavi di prolunga. Quando sono nascosti nella tastiera risultano del tutto invisibili. Il vantaggio dei keylogger hardware risiede nel fatto che sono completamente indipendenti dal sistema operativo e sono in grado di intercettare anche le password di bootstrap. Questi keylogger memorizzano i tasti premuti o li inviano a dispositivi wireless. Per leggere il contenuto dei dati memorizzati localmente di solito si utilizza una combinazione di tasti o si lancia uno specifico software.Keylogger softwareI keylogger software sono invece semplici programmi che rimangono in esecuzione captando ogni tasto che viene digitato e poi, in alcuni casi, trasmettono tali informazioni ad un computer remoto.Spesso i keylogger software sono trasportati ed installati nel computer da worm o trojan ricevuti tramite Internet ed hanno in genere lo scopo di intercettare password e numeri di carte di credito ed inviarle tramite posta elettronica al creatore degli stessi.Un programma di "keylogging" può sovrapporsi fra il browser ed il World Wide Web. In questo caso intercetta le password, comunque vengano inserite nel proprio PC. La password viene catturata indipendentemente dalla periferica di input (tastiera, mouse, microfono): sia che l'utente la digiti da tastiera, sia che l'abbia salvata in un file di testo prima di collegarsi a Internet, e poi si limiti a fare copia/incolla, in modo da evitarne la digitazione, sia questa venga inserita da un programma di dettatura vocale.Anche in caso di connessione sicura (cifrata), se sul computer è presente un keylogger che invia le password in remoto, tali password potranno essere utilizzate dalla persona che le riceve.Collegamenti esterniSoftware malevoloTecniche di attacco informaticoHackingKeystroke logging
20,095
http://it.wikipedia.org/wiki/Pozzo_d%27Adda
Pozzo d'Adda.Pozzo d'Adda è un comune di 5.326 abitanti della provincia di Milano situato a circa 25 km a nord-est del capoluogo.StoriaIl paese si trova a metà strada tra Bergamo e Milano e il nome deriva dalla conformazione del terreno alluvionale, caratterizzato da numerosi pozzi.Un importante documento del 1015 contiene la prima probabile attestazione dell'esistenza del luogo di Pozzo.Data la sua estrema vicinanza a Vaprio e a Trezzo, tra il X e il XV secolo, Pozzo fu coinvolto nelle guerre che si svolgevano nelle vicinanze del fiume Adda.Nel 1871 viene aggiunto "d'Adda" dopo il nome del paese: più che riferirsi al fiume che bagna molti paesi limitrofi, ma che non attraversa il paese, sembra riferirsi alla nobile famiglia d'Adda che fu feudataria del paese.All'altezza del XVIII miglio lungo l'antica strada romana che collegava Bergamo a Milano si trova la frazione, Bettola. Sembra che il nome derivi da una piccola costruzione di ristoro che sorgeva in quel luogo.Fino alla fine dell'800 Pozzo e Bettola rimasero dei centri prevalentemente agricoli. Solo nella seconda metà del XX secolo si ebbe l'arrivo di alcune grosse aziende metalmeccaniche e imprese artigiane che hanno assorbito parte della manodopera locale.Luoghi d'interesseNel comune si possono osservare la vecchia chiesa di S. Antonio Abate, attualmente restaurata, costruita, probabilmente, intorno al 1554 ed ora edificio polifunzionale e sede del centro culturale "Lumen Gentium"; la nuova chiesa, anch'essa dedicata a S. Antonio Abate, consacrata nel 1901; l'oratorio della Beata Vergine Addolorata e la chiesa di S.Elisabetta, edifici cinquecenteschi presenti nella frazione Bettola; la chiesa dedicata al SS. Redentore, consacrata nel 1910 e situata nella frazione; palazzo Dugnani, villa Montalto e villa Brizzolara, ville presenti nel comune appartenute ai nobili che abitavano in paese.ParrocchieSul territorio comunale sono presenti due parrocchie: una nel capoluogo dedicata a S. Antonio Abate e una nella frazione dedicata al SS. Redentore. Inizialmente le due parrocchie seguivano riti diversi: romano nel capoluogo e ambrosiano nella frazione. Con la costituzione, nell'anno 2005, dell'unità pastorale tra le due parrocchie, si è unificato il rito e si è adottato unicamente il rito ambrosiano.Viabilità e trasportiIl comune è attraversato nella frazione dalla ex strada statale 525 del Brembo. È collegato con il capolinea della linea verde della metropolitana milanese di Gessate, attraverso l'autolinea NET Vaprio d'Adda-Gessate. Nelle immediate vicinanze si trova il casello dell'autostrada A4 di Trezzo sull'Adda.AmministrazioneEvoluzione demograficaAltri progettiComuni della provincia di MilanoPozzo d'Adda
747,266
http://it.wikipedia.org/wiki/Tabularium
Tabularium.Il Tabularium con sovrapposto il Palazzo dei Senatori (in primo piano i resti del tempio del Divo Vespasiano)Il "'Tabularium"' è un antico monumento che si trova sul Campidoglio, nel centro di Roma. La sua caratteristica facciata ad archi domina tutto il Foro romano. Esso sistemava definitivamente la zona dell' "Asylum", la depressione più o meno corrispondente all'attuale piazza del Campidoglio che faceva da sella tra i colli dell' "Arx" (l'Aracoeli) del "Capitolium" (dove sorgeva il tempio di Giove Capitolino, più o meno nella parte posteriore del palazzo dei Conservatori).L'edificio era destinato a ospitare gli archivi pubblici di Stato, quindi conteneva gli atti pubblici più importanti dell'antica Roma, dai decreti del Senato ai trattati di pace. Questi documenti erano incisi su "tabulae" bronzee, da cui il nome dell'edificio.Attualmente il Tabularium fa parte del complesso dei Musei Capitolini e vi si accede dalla Galleria Lapidaria che collega Palazzo Nuovo a Palazzo dei Conservatori.StoriaLa costruzione attuale risale probabilmente al 78 a.C.. La data è desumibile da due iscrizioni (e) che indicano Quinto Lutazio Catulo come incaricato della ricostruzione del Tabularium dopo l'incendio dell'83 a.C.: Lutazio Catulo fu console appunto nel 78 a.C. e la fine dei lavori dovrebbe risalire a quell'anno o essere di poco posteriore. Tra le due iscrizioni è particolarmente interessante quella perduta, ma tramandataci da una trascrizione medievale: in essa si riporta come l'edificio facesse anche da "sostruzione", cioè da copertura del pendio collinare, confermando che il Tabularium vero e proprio (e quindi l'archivio) era nel piano superiore.Una terza iscrizione trovata alcuni decenni fa sulla via Prenestina e oggi conservato all'ospedale Fatebenefratelli sull'Isola Tiberina riporta il nome dell'architetto del "Tabularium": un tale Lucio Cornelio, figlio di Lucio, della tribù Voturia (forse ostiense), prefetto del genio e poi architetto di Quinto Lutazio Catulo.ArchitetturaIl basamento lungo m 73,60, con mura di blocchi di tufo dell'Aniene e di peperino, sostiene l'odierno palazzo Senatorio, sede del Comune di Roma. In un primo tempo si poteva accedere al Tabularium dal Foro attraverso una scala di 67 gradini, ancora ottimamente conservata, ma al tempo di Domiziano con la costruzione del Tempio di Vespasiano l'ingresso sul foro fu bloccato.Dalla porta si accedeva a una scalinata, ricavata nello stretto spazio tra il muro di facciata e la roccia del colle, che portava ad alcuni ambienti del primo piano, illuminate da strette finestre. Il primo piano corrispondeva sul retro alla parete rocciosa della collina e si è ampiamente conservato.La struttura del piano rimasto è quella di una lunga galleria divisa in settori, ognuno dei quali prendeva originariamente luce da una grande arcata volta all'esterno, alcune delle quali sono attualmente murate. Restano ancora oggi tre arcate, inquadrate da semicolonne doriche in peperino, mentre gli architravi e i capitelli sono in travertino. Del fregio dorico a metope e triglifi restano solo alcune tracce. La copertura dei settori della galleria è costruita con volte a padiglione in calcestruzzo.Al piano superiore, che corrispondeva al piano terra visto dalla parte del centro del colle, doveva sicuramente trovarsi un altro portico, composto da colonne in travertino in stile corinzio, delle quali sono stati trovati dei frammenti ai piedi della facciata e ora disposti vicino al Portico degli Dei Consenti. Un altro indizio è il massiccio di fondazione alle spalle dei soli cinque ambienti della galleria, che doveva evidentemente sostenere un piano superiore, dove dovevano avere luogo gli archivi veri e propri, in spazi sufficientemente ampi, forse collocabili sul lato nord, verso l' "Arx".È una struttura tipica delle grandi opere di età repubblicana, in particolare Sillana (metà del II e metà del I secolo a.C.), che chiudeva monumentalmente lo sfondo del Foro, tra i templi di Saturno e della Concordia, secondo una prospettiva già indirizzata dalla disposizione della basilica Emilia e dalla Sempronia.L'uso del loggiato con le semicolonne fece da modello per tutti gli edifici romani usati come sostruzione, dai santuari di Palestrina, Tivoli, Ferentino e Terracina, al teatro di Pompeo fino al loggiato a mare del Palazzo di Diocleziano a Spalato.Nell'angolo sud-occidentale una rientranza era dovuta alla necessità di rispettare il piccolo più antico tempio di Veiove, divinità probabilmente di origine etrusca, secondo le credenze religiose romane improntate al più severo tradizionalismo.BibliografiaVoci correlateAltri progettiArchitetture antiche di RomaEdifici pubblici romaniRoma R. X CampitelliMusei CapitoliniTabularium
7,719,544
http://www.solostyle.it/20012009/moda-autunnoinverno-2009-e-di-scena-milano-moda-uomo/
E’ stato un lungo week end all’insegna della moda quello che si conclude oggi a Milano. Numerose le sfilate a Milano Moda Uomo per le collezioni autunno/inverno 2009 che hanno visto in passerella grandi stilisti: Giorgio Armani, Roberto Cavalli, Ferrè, Salvatore Ferragamo. Un totale di 40 sfilate per 38 marchi, 28 presentazioni e 16 presentazioni su appuntamento. E ancora, un migliaio i rappresentanti della stampa e un maxi schermo in Piazza San Babila per trasmettere le sfilate e permettere a cittadini e turisti di vivere in prima persona il mondo della moda.Ti stiamo cercando. Mandaci un messaggio.
2,206,302
http://it.wikipedia.org/wiki/Fontana_dei_Medici
Fontana dei Medici.La Fontana dei Medici'" (in francese "Fontaine de Médicis"') è una fontana di Parigi, situata nei giardini del Lussemburgo nel VI arrondissement.La fontana deve il suo nome a Maria de' Medici che la commissionò a un ignoto architetto per decorare i giardini del suo palazzo. Si ispira al manierismo italiano che proprio Maria aveva apprezzato nella sua gioventù a Firenze, in particolare ai giardini di Boboli.È composta da una lunga vasca ombreggiata da alberi ai lati e termina con un'edicola e un nicchione con rocce spugnose. le figure mitologiche vennero aggiunte solo molto dopo, nel 1866 e sono opera di Auguste Ottin.In questa fontana è rappresentato il mito di "Aci e Galatea". In particolare, si può vedere l'abbraccio tenero di Aci, il pastorello, verso Galatea, una Nereide, ninfa del mare, sua amata. La statua viene sormontata e sovrastata da quella più maestosa del gigante Polifemo il Ciclope, figlio di Nettuno, che spia nascosto ed arrabbiato i due innamorati, essendo egli stesso innamorato di Galatea, ma da questa non ricambiato e dunque geloso di Aci. Nella statua marmorea, che si trova ad Acireale nel Giardino Belvedere viene rappresentato l'epilogo del mito, quando Galatea, con un abbraccio pietoso, vorrebbe risuscitare il suo amato Aci, ucciso dal gigante Polifemo colpendolo a morte con un sasso.Altri progettiFamiglia Medici|Fontane di Parigi
47,205
http://it.wikipedia.org/wiki/Politeismo
Politeismo.Per politeismo'" si intende un tipo di religiosità che fa riferimento a tutte le religioni non monoteiste.EtimologiaPoliteismo deriva dal greco "poly+theoi", letteralmente "molti dei".La diffusione del termine viene datata al 1994, in contrapposizione alle religioni monoteiste.Infatti le religioni antiche erano pressoché tutte politeiste, e possedevano un ampio pantheon di divinità legate alle tradizioni.Tra le religioni politeistiche odierne troviamo lo Scintoismo, alcune religioni neopagane e afroamericane, ma anche delle nuovissime religioni tra le quali il politeismo ellenico o il politeismo egizio nate negli ultimi anni ma non riscquotono molti fedeli.Buddhismo, Induismo e alcune religioni del Neopaganesimo sono politeistiche nella misura in cui lo è la corrente filosofica-teologica di riferimento di un aderente. Anche il Cattolicesimo è considerato, da alcuni studiosi non cattolici, prossimo al politeismo, per la dottrina della Trinità e il culto dei santi, tesi rigettata dal mondo cattolico.Il politeismo nell'antichitàBen noti pantheon politeistici della storia comprendono gli dei greci,gli dei sumeri, gli dei egizi, gli Æsir e i Vanir della mitologia norrena, l'Orisha degli yoruba, gli dei aztechi e molti altri. Oggi la maggior parte delle religioni politeistiche del passato vengono indicate come "mitologie", anche se le storie che queste culture hanno sviluppato sulle loro divinità devono essere distinte dai culti e dalle pratiche religiose.Poche tra le religioni antiche non erano politeistiche. Tra queste le religioni abramitiche e probabilmente l'atonismo promulgato da Akhenaton in Egitto, attorno agli anni 1350 a.C.In molte civiltà, i pantheon tendevano a crescere col passare del tempo. Divinità inizialmente adorate come singole e specifiche divinità di particolari città o luoghi divenivano in seguito attributi o caratteristiche del principale Dio del pantheon delle civiltà, dei popoli o degli imperi che uscivano vincitori nelle guerre tra città o imperi. Esempio di questo cambiamento lo possiamo riscontrare nella trasformazioni in divinità del "genius loci", cioè lo spirito del luogo.Dei e divinitàI politeisti radicali ritengono che gli dèi siano esseri distinti e separati, ma possono comunque credere in un principio unificatore, come l'Uno dei platonici.I politeisti moderati, invece, arrivarono a considerare la loro molteplicità di dèi come ad aspetti di una più grande unità divina; non un Dio personale come nelle religioni monoteiste, ma una realtà plurima del divino. In effetti, questo monismo si estende al punto da andare oltre il monoteismo, rendendo quest'ultimo senza forma e senza attributi. L'esempio più noto di ciò è Brahman nelle correnti Induiste del Vedānta e dello Yoga. Anche in alcune moderne correnti neopagani si segue questo modello.Anche se molte forme del Buddhismo comprendono la venerazione dei "bodhisattva", queste non sono viste come entità divine. Piuttosto i bodhisattva sono considerati come esseri umani che hanno raggiunto un più alto livello di illuminazione, e uno dei principi del buddhismo è che, nel corso di molte vite, qualsiasi essere umano possa raggiungere un livello simile.Che una persona creda in più dèi non implica che debba necessariamente adorarli tutti. Molti politeisti credono nell'esistenza di più dei ma ne adorano solo uno. Max Mueller, comunque, parlò di una tendenza ad adorare un essere, o principio, riconosciuto come tale, che ha molteplici manifestazioni, questo particolare teismo venne detto enoteismo. Alcune persone vedono l'enoteismo come una forma di monoteismo, altre come un monismo; alcuni storici hanno argomentato che le religioni monoteiste presero origine dall'enoteismo. Praticamente tutti i cristiani, gli ebrei e i musulmani d'oggi, comunque, considerano l'enoteismo come equivalente al politeismo.Differenze tra Politeismo e MonoteismoBase del Monoteismo è il credere. Credere e fede sono concetti estranei al Politeismo.Le religioni politeiste non si pongono il problema delle origini e della creazione: nella gran parte di esse il mondo è eterno o quantomeno ha origine da un caos primordiale, per l'intervento o meno degli dei.Di fronte alla diversità e alla molteplicita del mondo talune forme di Politeismo considerano molteplici "creazioni" ed origini, che avvengono per trasformazione dell'esistente.Non esiste di conseguenza nelle religioni pagane un mito della creazione che il fedele debba accettare dogmaticamente, sebbene esista in ognuna un racconto predominante (ad esempio la Teogonia di Esiodo).Ogni religione pagana ha un proprio pantheon, che pur essendo piuttosto stabile, ammette certi cambiamenti al suo interno: esso può svilupparsi e nuove divinità possono venire alla luce, per importazione da altri culti o per la nascita di culti locali; bisogna tuttavia notare che qualora un nuovo dio presenti caratteristiche molto affini ad uno preesistente, viene spesso assimilato in un'unica figura che generalmente porta il nome della divinità più tradizionale.Il culto si fonda sulla venerazione di più divinità, tra le quali una o un piccolo gruppo spiccano per importanza, sino ad assumere le caratteristiche di divinità principali; qualora cessi il culto per le divinità meno importanti e si mantenga solo quello rivolto ad un dio principale si parla di Enoteismo.IdolatriaIl politeismo è visto da molti monoteisti come una forma di idolatria. I monoteisti sostengono che tutto il potere derivi da un unico Dio, e non da altre entità sovrannaturali, dei o agenti. Anche se alcuni politeisti sposarono la visione di un grande Signore sopra gli altri dei, questo implicava l'idea che il dio supremo fosse in qualche modo limitato dalla presenza di entità divine distinte, e quindi anche se più potente, fosse simile ad un re tra gli uomini, piuttosto che dotato dell'onnipotenza. Poiché i monoteisti credono in un solo Dio, essi generalmente considerano peccaminoso avallare il politeismo.Comunque, anche alcune religioni monoteistiche hanno una gerarchia di esseri divini, ad esempio gli angeli, che sono gli aiutanti di Dio. Ciò non è molto differente dal concetto di un dio supremo con una gerarchia di esseri o aiutanti divini, che viene accettato dai politeisti.La differenza riscontrabile tra le creature angeliche della tradizione giudaico-cristiana e le divinità inferiori a Zeus nel politeismo greco-romano è la loro natura non-antropomorfa e non-antropocentrica: essi sono creature eterne di solo spirito, senza peso e senza la materia costituente un corpo umano e senza i bisogni di corporei che ne derivano; diversamente dagli dei non sono dedicati ad uno specifico "campo" di azione (la guerra, l'amore, il mare o il sole) ma tutti possono agire in qualunque ambito, alla dipendenza diretta della volontà divina; non hanno un numero preciso, che potrebbe anche aumentare o diminuire, ed hanno una certa autonomia decisionale in quanto possono anche scegliere di seguire Dio o tradirlo divenendo demoni.Il politeismo nella filosofiaNella filosofia occidentaleSecondo Nicola Abbagnano, il politeismo è presente quando viene distinto il concetto di Dio da quello di divinità. Infatti si stabilisce una analogia tra divinità e umanità: come ci sono tanti uomini che partecipano dell'umanità, così ci sono tanti dèi che partecipano della divinità. Di conseguenza sono politeistiche molte filosofie comunemente utilizzate, specialmente nel Medioevo, al fine di dimostrare l'esistenza di un unico Dio, p. es. quella di Platone, di Aristotele e di Plotino. Si può dire che il politeismo appare estremamente radicato nel pensiero filosofico occidentale classico, mentre decade nel Medioevo cristiano e nell'era moderna scientifica spesso atea, sebbene abbia sempre conservato notevoli influenze (si vedano ad esempio le intelligenze angeliche presenti in molte speculazioni cristiane, retaggio delle intelligenze celesti di Aristotele).Nella filosofia greca (Politeismo ellenico)Per esempio, nel pensiero di Platone è teorizzata una divinità. il Demiurgo o Artefice, il quale plasma il cosmo intero dando origine a degli "dei generati" (questa è la definizione che ne dà nel Timeo) identificati con gli astri; ad essi il Demiurgo affida il compito di generare gli altri esseri viventi, che saranno mortali. Platone quindi riconosce una molteplicità di dei, sebbene subordinati al loro Artefice; bisogna notare tuttavia che la questione del divino è complessa in Platone, in quanto lo stesso Generatore dell'Universo è inferiore all'unico principio ideale del Sommo Bene (altresì detto Uno), anch'esso di natura divina. Per questa ragione, parlando del Divino Artefice, Platone utilizza l'espressione "ó théos" "il dio", e non "Dio", in modo da indicare un ente che partecipa della natura divina dell'Uno.Secondo Aristotele, la dimostrazione dell'esistenza del primo motore vale anche per i motori (cioè le divinità) delle sfere celesti, il cui numero è 47 o 55, a seconda dell'assegnazione o meno di moti inversi al sole e alla luna. Infatti nella sua visione teleologica della natura ogni moto deve avere un fine, e di conseguenza una sostanza di natura divina. Queste divinità sono subordinate al primo motore ma hanno comunque lo stesso suo rango. Il politeismo di Aristotele è evidente anche nel suo continuo riferirsi a "dèi" e nell'individuare nelle credenze popolari il concetto di un divino che permea tutta la natura, convinzione che secondo Aristotele coincide con uno degli insegnamenti tradizionali più importanti e cioè che le sostanze prime sono dèi.Anche Plotino e i neoplatonici quando parlano di unità divina non intendono escluderne la molteplicità. L'Uno è la fonte dalla quale scaturiscono tutte le altre realtà e raccoglie il molteplice in sé stesso. Proprio la presenza di una molteplicità di dèi è il segno della potenza divina. Infatti:In conclusione, sembra evidente che nei pensatori dell'antichità, l'unità del divino non contraddica la sua molteplicità, così come l'esistenza di una gerarchia tra gli dèi e la funzione preminente di uno di essi (il Demiurgo di Platone, il Primo Motore di Aristotele, il Sommo Bene di Plotino) non comporta l'identità fra divinità e Dio e non è quindi un monoteismo.Nella filosofia medievaleIl politeismo (almeno come filosofia) non è scomparso con l'affermazione ufficiale del monoteismo cristiano; al contrario, se ne è avuta la ricorrente risorgenza nel pensiero occidentale sin dal Medioevo.Gli esempi più antichi sono quelli di Giovanni Scoto Eriugena, con la sua dottrina di ispirazione neoplatonica sulle quattro nature, e Gilberto di Poitiers (XII secolo) che distinguendo fra "deitas" e "Deus" interpretava la Trinità come un triteismo (cioè come tre dèi, anziché tre persone di un'unica divinità come sostiene la dottrina cattolica). Anche Gioacchino da Fiore, probabilmente sulla scia di Gilberto, inclinava al triteismo.D'altronde il triteismo era già stato sostenuto in occidente anche da Roscellino nell'XI secolo: secondo Anselmo d'Aosta, Roscellino sosteneva che "le tre persone della Trinità sono tre realtà come tre angeli e tre anime, sebbene siano identiche assolutamente per volontà e potenza".Nell'oriente greco-ortodosso sostennero il triteismo Giovanni Filopono e Stefano Gobaro nel VI secoloNella filosofia modernaContrariamente a quel che si pensa, il politeismo è stato difeso anche da filosofi moderni. Uno di questi è David Hume, secondo il quale il passaggio dal politeismo al monoteismo è dovuto non ad una profonda riflessione filosofica ma alla necessità di tenersi buona la divinità adulandola, e il culto di una singola divinità condurrebbe all'intolleranza e alla persecuzione degli altri culti perché considerati empi ed assurdi.Il politeismo, invece, rende impossibile l'intolleranza perché ammette senza problemi l'esistenza delle divinità di altre tradizioni o nazioni. Inoltre è più accettabile da un punto di vista razionalistico perché comprende "solo una moltitudine di storie le quali, per quanto prive di fondamento, non implicano alcuna assurdità espressa e contraddizione dimostrativa".Dopo Hume, anche altri filosofi hanno posto l'accento sulla superiorità del politeismo sul monoteismo, come William James e Charles Renouvier. Renouvier, in particolare, affermava che il politeismo fosse l'unico rimedio contro il fanatismo religioso e l'assolutismo filosofico, e non lo riteneva comunque inconciliabile con l'unità del divino, in quanto l'Uno sarebbe comunque la prima delle persone divine. Infatti:Secondo Hegel, poi, le istituzioni storiche (e soprattutto lo Stato) sono divinità vere e proprie perché in esse si realizza la ragione autocosciente: "Lo Stato è la volontà divina in quanto attuale spirito esplicantesi a forma reale e ad organizzazione di un mondo".Anche le dottrine panteistiche, però, hanno un carattere politeista in quanto tendono a diffondere il divino su un certo numero di enti, distinguendo fra divinità e Dio e indebolendo la separazione tra gli enti stessi. Tra i panteismi moderni tendenzialmente politeistici troviamoo le dottrine di Henri Bergson, di Samuel Alexander e di Alfred Whitehead. Queste dottrine, infatti, affermano che la divinità sarà realizzata dal mondo, per cui al momento della realizzazione la divinità sarà necessariamente costituita da una molteplicità di enti divini.Bergson indentifica Dio con lo sforzo che la vita stessa compie per procedere alla creazione di nuove forme, migliori di quelle di partenza. L'umanità sarebbe la punta avanzata di questo sforzo creativo della vita e da essa verrebbe in futuro il suo stesso rinnovamento e la ripresa "della funzione essenziale dell'universo, che è una macchina per fare gli dèi". In ogni caso bisogna notare che Bergson utilizzò questa espressione in senso analogico, riferendosi alla possibilità dell'uomo di oltrepassare i suoi propri limiti e divenire quindi un grande uomo d'azione, spiccatamente morale e certo in qualche modo divino, perché espressione più pura dello slancio vitale della vita. Inoltre, è vero che Bergson considerava Gesù uno di questi uomini e che nella vecchiaia desiderò convertirsi al Cristianesimo, sebbene non l'abbia poi fatto per solidarietà con le popolazioni semite che iniziavano ad essere perseguitate (v. Henri Bergson).Alexander sostiene che Dio può realizzarsi solo se si incorpora nel mondo. Infatti:In pratica, secondo una metafora di Alexander, Il mondo dovrà partorire Dio, vale a dire che nel corso dell'evoluzione naturale la deità si manifesterà incorporandosi in un certo numero di esseri.Sulla stessa linea si colloca il pensiero di Whitehead che per esprimerlo ricorre ad una serie di antitesi:Secondo Max Weber, l'uomo deve prendere posizione tra i diversi valori o sfere di valori ("dèi"), i quali lottano fra loro ma nessuno di essi vince mai definitivamente. Secondo Weber il politeismo è costituito da questa lotta, per cui il mondo dell'esperienza rimane sempre politeistico e non diventa mai monoteistico.Nel tardo Novecento, Odo Marquard ha fatto l'elogio del politeismo, interpretandolo come espressione del pluralismo postmoderno.NoteBibliografiaVoci correlateCollegamenti esterniPoliteismoPaganesimoForme di credenzaPolytheism
76,954
http://it.wikipedia.org/wiki/Curitiba
Curitiba.Curitiba'", chiamata fino al 1960 circa "Curityba", è una città brasiliana, capitale dello stato del Paraná. È il più grande comune del sud del Brasile, con i suoi 1.788.559 abitanti (2006).È situata a un'altezza di quasi 1.000 m s.l.m., un centinaio di km ad ovest delle coste dell'Oceano Atlantico.Il suo hinterland è formato dalle città-satellite di Quatro Barras, São José dos Pinhais, Pinhais, Almirante Tamandaré, Colombo, Araucária, Bocaiúva do Sul, Doutor Ulysses, Campina Grande do Sul, Piraquara, Contenda, Lapa, Campo Largo e altre; chiamato in genere "Grande Curitiba", raggiunge una popolazione totale di circa 3.1 milioni di abitanti. In massima parte, tale popolazione è di origine europea: portoghesi, italiani, tedeschi, polacchi.Capitale ecologicaÈ la "capitale" ecologica del Brasile grazie ai suoi 55 metri quadrati di area verde per persona. Qui è stata ideata negli anni settanta la prima isola pedonale del mondo. Curitiba rappresenta un esempio pratico di una città ecologica e che dà reale valore all'ecosistema. Ogni cosa è rapportata alla ecosostenibilità. Per raggiungere questo obiettivo gli amministratori hanno dovuto rimboccarsi le maniche perché fino a pochi anni fa la realtà era ben diversa.Curitiba è una città che ha avuto una forte crescita urbana; nel 1950 era popolata da 300 mila abitanti, e già negli anni novanta ha superato i 2 milioni. In mezzo secolo la località si è trasformata da un centro di produzione agricolo in un centro commerciale e industriale, stravolgendo quindi gran parte della sua economia produttiva. Spesso i lati negativi di questa sovradimensionamento evolutivo sono rappresentati da disoccupazione, degrado ambientale, traffico, malavita, etc.Grazie ad una visione oculata da parte delle amministrazioni locali la città si è trasformata in una specie di laboratorio vivente nel quale è stato testato un nuovo stile di vita non pianificato dall'alto ma coordinato da tutte le parti sociali.Questa nuova filosofia cittadina è nata verso la fine degli anni sessanta e nel 1971 è stata accolta e ufficializzata dal sindaco architetto e pianificatore Jaime Lerner.La prima grande battaglia sostenuta e vinta dai cittadini è stata l'allontanamento del pericolo di inondazioni, che affliggeva il centro cittadino e per riuscire in questa impresa l'amministrazione ha dovuto sfoltire la giungla di abusivismo, caos urbanistico e mancanza di canali di drenaggio. Sempre in questa prima fase di "progettazione con la natura" sono state previste tutta quella serie di misure che hanno consentito di passare da mezzo metro quadrato di verde pro capite nel 1970 ai cinquanta metri quadrati attuali.La seconda grande battaglia è stata quella di tenere armonizzati e strettamente collegati la crescita urbanistica e una rete di trasporti capillare in grado di assicurare collegamenti rapidi tra case, uffici e negozi, per evitare congestionamenti e proliferazione selvaggia.Per realizzare questo, a Curitiba è stato creato un percorso per autobus separato dalle strade utilizzate per le automobili, che è diventato una vera e propria metropolitana in superficie, con il vantaggio di essere risultato molto più economico in fase di realizzazione e di manutenzione; grazie a questo sistema il 35% di coloro che possedevano un'auto ha abbandonato la vecchia strada per la nuova.L'energia utilizzata come combustibile ed elettricità è tutta prodotta da fonti rinnovabili e di natura biologica.Un'altra battaglia svolta è stata di natura politico-sociale.Infatti nella città è stato anche attuato un sistema pratico per sostenere le famiglie più bisognose e, allo stesso tempo, l'ambiente: i rifiuti prodotti dalle singole famiglie, come una sorta di raccolta differenziata, vengono pesati e venduti in cambio di frutta e carne fresca per il sostentamento alimentare delle famiglie stesse. Così facendo, si aiutano le persone nelle spese quotidiane per gli alimenti e le si avvicina a un'alimentazione sana. In secondo luogo si mantiene la città pulita e i rifiuti raccolti vengono rigenerati e trasformati in energia.Un ultimo settore nel quale l'amministrazione è dovuta intervenire con innovazioni procedurali e di metodo è stato quello amministrativo-burocratico. Partendo dal presupposto che non esistano problemi specifici e isolati e quindi che le questioni vadano affrontate con una visione complessiva e integrata, se, ad esempio, un cittadino chiede una licenza, prima di ottenerla, deve documentare tutte quelle informazioni che consentano di ipotizzare l'impatto sulla pianificazione urbana (dai parcheggi alle infrastutture).Inoltre è prevista la massima rapidità nel fornire al cittadino ogni informazione e servizio.GemellaggiPersonalità legate a CuritibaNoteAltri progettiCollegamenti esterniComuni del ParanáCuritiba
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http://it.wikipedia.org/wiki/British_American_Tobacco
British American Tobacco.La British American Tobacco'" o "'BAT'" è la terza più grande azienda mondiale produttrice di sigarette. Ha la sede a Londra ed è quotata al London Stock Exchange.Formata nel 1902 dalla britannica Imperial Tobacco Company e dall'americana American Tobacco Company come "joint-venture" che si sarebbe dovuta occupare di tutte le operazioni al di fuori dei rispettivi territori nazionali, così come dei marchi di fabbrica, fu all'inizio presieduta da James "Buck" Duke e cominciò le proprie attività in vari paesi del mondo.Nel 1999 la BAT ha acquistato la Rothmans International, e con essa la proprietà di una fabbrica nel Myanmar. Dopo proteste da parte degli attivisti per i diritti umani e una "richiesta speciale" da parte del governo britannico la BAT ha ceduto la fabbrica.Nel 2003 la BAT ha acquisito dallo stato italiano l'Ente Tabacchi Italiani (ETI), l'ex-Monopolio di Stato per i tabacchi. Con questa operazione la BAT ha raggiunto la seconda quota più larga nel mercato del tabacco italiano, con una quota di mercato del 27% circa e un portafoglio di oltre 30 marche incluse marche internazionali, tra cui Lucky Strike, Pall Mall e Dunhill, e marche nazionali, tra cui MS, Nazionali, Alfa ed altre.La "British American Tobacco Italia S.p.A." è nata ufficialmente il 1 giugno 2004 dalla fusione con ETI S.p.A. Tale privatizzazione, del valore di 2,3 miliardi di Euro, è stato il più grande investimento mai fatto in Italia da una società internazionale.MarcheTra le marche commercializzate internazionalmente sono da segnalare "Dunhill", "Kent", "State Express 555", "Rothmans", "Peter Stuyvesant", "Benson & Hedges", "Winfield", "John Player", "Lucky Strike", "Kool", "Pall Mall", "Viceroy", oltre a diverse marche locali. In ogni caso non in tutti i mercati la BAT produce, commercializza o possiede i diritti dei vari marchi.SponsorizzazioniMolte operazioni promozionali sono state effettuare negli anni anche per aggirare le varie leggi nazionali che regolamentano (o impediscono) la pubblicità ai prodotti del tabacco, e in particolare l'azienda è sempre stata presente nella sponsorizzazione delle competizioni automobilistiche. Tra queste iniziative quella di maggior profilo è stata la formazione della squadra di Formula 1 British American Racing (BAR) tra il 1999 e il 2005, poi ceduta al partner tecnologico Honda, mentre nel 1996 sfumo l'acquisto di parte della Minardi (la quota di Flavio Briatore). L'impegno in queste sponsorizzazioni è però destinato a calare o a cessare completamente a causa di ulteriori provvedimenti legislativi che hanno molto ristretto il ruolo delle compagnie del tabacco nelle competizioni.Altri progettiCollegamenti esterniAziende britannicheMultinazionaliBritish American Tobacco
7,110,033
http://guide.supereva.it/roma/interventi/2009/01/la-candelora
Pubblicato il 29 gennaio 2009 in: Roma
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http://it.wikipedia.org/wiki/Manifattura_dei_Gobelins
Manifattura dei Gobelins.La manufacture des Gobelins'" è uno storico laboratorio di tessitura di arazzi francese. Si trova al numero 42 di Avenue des Gobelins nel XIII arrondissement di Parigi. Fu creata nel 1601 per volontà di Enrico IV su suggerimento del suo consigliere per il commercio Barthélemy de Laffemas.StoriaI Gobelins erano una famiglia, originaria di Reims, di tintori specializzati nella tintura del colore rosso scarlatto, che verso la metà del XV secolo si stabilì in Faubourg Saint Marcel presso un mulino sulla Bièvre che prese il nome di "mulino dei Gobelins".Nel 1662 Luigi XIV acquistò gli edifici dalla famiglia Gobelin e nel 1667 diventarono, con la direzione del pittore Charles Le Brun e la supervisione di Jean-Baptiste Colbert, la sede della "Manifacture Royale des Meubles de la Couronne" che produceva oggetti e arredi di lusso per la nobiltà. A causa di problemi economici la manifattura chiuse nel 1694 per riaprire nel 1699 con l'obiettivo di produrre arazzi per uso reale, produzione che si interruppe con la rivoluzione francese. I Borboni riaprirono i laboratori durante la Restaurazione e nel 1826 venne aggiunto un laboratorio per la produzione di tappeti. Nel 1825 i telai a basso liccio vennero trasferiti a Beauvais la produzione continuò asclusivamente su telai ad alto liccio. Nel 1871 l'edificio fu parzialmente distrutto da un incendio appiccato dai Comunardi e ricostruito nel 1914. Nel 1949 ritornano i telai della manifattura di Beauvais, distrutta dai bombardamenti. Di proprietà del "Mobilier national" la manifattura oggi ospita un museo e laboratori dove continua a produrre arazzi per la decorazione di edifici pubblici.La Galerie des GobelinsLa Galerie des Gobelins'", requisita nel corso della prima Guerra Mondiale, venne inaugurata nell 1922 e ospitò mostre sino al 1939. Chiusa nel 1972, in seguito utilizzata come deposito, ha riaperto i battenti il 12 maggio 2007, dopo ben tredici anni di restauri, con la mostra: "Les Gobelins 1607-2007, Trésors dévoilés - Quatre siècles de création".Telai della manifatturaLa manifattura utilizza due tipi di telaio per la realizzazione degli arazzi. Quelli a basso liccio per la tessitura di pezzi di piccole dimensioni e quelli ad alto liccio per i pezzi di grande formato. Nelle foto telai recenti della manifattura.ArtistiMolti sono i grandi artisti che hanno collaborato, fornendo cartoni per arazzi o soggetti, con la manifattura:Paul Cézanne, Jean Arp, Fernand Léger, Alexander Calder, Jean Picart le Doux, Yves Brayer, Sonia Terk Delaunay, Jean Dewasne, Serge Poliakoff, Jean-Paul Riopelle, Zao Wou-Ki, Jean Lurçat, Marcel Gromaire, Joan Mirò, Victor Vasarely, Eduardo Arroyo, Gérard Garouste, Louise Bourgeois, Matali Crasset, Christian de Portzamparc, Raymond Hains, Jean-Michel Othoniel, Martine Aballéa.Voci correlateAltri progettiCollegamenti esterniArazzoGobelin
2,426,063
http://it.wikipedia.org/wiki/Noise_logger
Noise logger.Col termine inglese noise logger'" (che significa "registratore di rumore"), nell'ambito della ricerca perdite, si identificano quegli apparecchi capaci di definire lo stato di qualità della rete idrica in pressione da sottoporre a verifica al fine di individuare la presenza di perdite idriche.CaratteristicheI "noise logger" sono apparecchi compatti di dimensioni ridotte composti da un accelerometro sensibile alle frequenze sonore che si propagano in una condotta idrica, da una unità di acquisizione e registrazione dati, da un sistema radio ricetrasmittente per lo scambio dei dati con una unità centrale separata, dalla parte elettronica che ne gestisce il funzionamento automatico, da una batteria per l'alimentazione.Principio di funzionamentoL'acqua che fuoriesce da una condotta in pressione genera un rumore che si propaga lungo la rete idrica: i "noise logger" sono in grado di registrare tali rumori e di analizzarli distinguendoli da altri rumori di fondo che si propagano nelle condotte.In questa maniera è possibile stabilire se nelle immediate vicinanze del noise logger (da qualche decina di metri a 150-200 m) vi è la presenza o meno di una perdita.La valutazione dello stato della porzione di rete (Perdita o no perdita) è effettuata automaticamente dal software interno del noise logger sulla base dell'intensità del rumore, della banda di frequenza, della sua costanza nel tempo e sulla base dell'ampienza di spettro del rimore registrato.ImpiegoI "noise logger" sono impiegati per analizzare le reti sulle quali si intende controllare le peridite idriche. Possono essere usati per pochi giorni (anche solo 1-2) per compiere operazioni occasionali di controllo o essere collocati in modo permanente se si intende mantenere la rete sotto costante monitoraggio.Operativamente si collegano i "noise logger" (spesso molte decine), a distanza di circa 100-200 m l'uno dall'altro, alle rete idrica che si vuole analizzare, generalmente sfruttando la presenza di pozzetti o aste di manovra, a mezzo di una calamita che permette la perfetta adesione alla condotta o ad uno dei suoi pezzi speciali.L'apparecchio così piazzato registra per un arco di tempo definito, generalemte per 2-4 ore (preferibilmente nelle ore notturno nelle quali i rimori della rete sono meno disturbati da suoni estranei come il traffico veicolare) le frequenze sonore presenti in rete definendo tramite l'algoritmo interno la presenza o meno di perdite nelle vicinanze.Tramite una unità esterna di acquisizione dati vengono scaricati gli esiti dell'ascolto di ciascuna unità.I risultati così acquisiti permettono di concentrare gli sforzi per la localizzazione puntuale delle perdite a mezzo dei correlatori o dei geofoni solo nelle vicinaze dei "noise logger" che indicano la presenza di perdita, permettendo di risparmiare tempo e consentendo di intervenire tempestivamente sulle perdite occulte.Tale procedimento viene annoverato pertanto tra i metodi di prelocalizzazione delle perdite.Voci correlateIdraulica
206,660
http://it.wikipedia.org/wiki/Matino_rosso
Matino rosso.Il Matino rosso'" è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Lecce.Il Matino Doc prende il nome dall'omonimo comune della provincia di Lecce, territorio noto dall'antichità alla coltivazione della vite. Originaria dell'Asia minore, la vite costituisce la coltura principale sin dai tempi della Magna Grecia che apprezzava il vino di questa terra sin da allora. La stessa vite ha contribuito ad addolcire il paesaggio di questa zona, caratterizzato spesso da siccità soprattutto d'estate. Il Matino Doc è vinificato nelle varianti Rosso e Rosato.Caratteristiche organoletticheCenni storiciGià dal novembre 1899 nasceva, con atto del notaio Ponzetta, il “CONSORZIO AGRARIO COOPERATIVA DI MATINO” che riuniva i produttori di vino ottenuto dai preziosi vitigni Negro Amaro e Malvasia Nera. La produzione veniva fortemente incrementata negli anni seguenti apportando un notevole benessere nella zona. Il 29 febbraio 1940 si mutava la ragione sociale in Cooperativa tra Produttori Agricoli. Il 19 maggio 1971 con decreto del Presidente della Repubblica veniva riconosciuta la Denominazione d’Origine Controllata (D.O.C.) del vino “MATINO”. La Cooperativa annovera 842 soci produttori che conferiscono le uve dalla cui vinificazione si ottengono vini commercializzati dall'azienda.Abbinamenti consigliati- Arrosti di carne e pollame nobile- Arrosto di carni rosse, selvagginaProduzioneTutte le uve impiegate devono provenire dall’intero territorio del comune di Matino e da una parte di quello di Parabita, Alezio, Tuglie, Taviano, Casarano e Gallipoli.Vini DOC della provincia di LecceVini DOC e DOCG prodotti con uva Negroamaro
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http://www.cineblog.it/tag/ron%20pearlman
In un medioevo fantastico, un contadino senza nome che tutti chiamano Farmer (il fattore) vede il figlioletto assassinato e la moglie rapita da una banda di creature assassine, i Krug, che hanno invaso il pacifico paese di Stonebridge. Questi esseri sono in realtà l’avanguardia dell’esercito comandato dal perfido stregone Gallian e dal duca Fallow che punta a soverchiare suo zio, Re Kondrad e usurparne il trono. Farmer, accompagnato da mago Norick e dal cognato Bastian, sfiderà i Krug per riconquistare il suo amore e liberare le terre di Ehb dal pericolo del male.
1,723,450
http://it.wikipedia.org/wiki/Audioconferenza
Audioconferenza.L'audioconferenza, anche chiamato conferenza telefonica'" è una modalità di comunicazione a distanza, simile alla videoconferenza, ma priva della componente video.I diversi partecipanti ad un'audioconferenza possono comunicare tra loro a voce, previo appuntamento. Il sistema consente, in pratica, di estendere le caratteristiche della comunicazione telefonica ad un numero di persone superiore a due.Gli usi di un'audioconferenza possono essere ludici, ad esempio parlare tra amici o parenti in diversi angoli del pianeta o un modo per le aziende di ridurre le spese dei viaggi di lavoro.Per effettuare un'audioconferenza, vi sono tre strade possibili:La prima delle due opzioni, il "'dispositivo di audioconferenza'", oltre ad essere caratterizzata da una migliore qualità audio, ha il vantaggio di consentire la partecipazione di più persone all'interno di uno stesso ambiente, le quali possono sedere comodamente attorno ad un tavolo, al centro del quale si trova il dispositivo, che in genere ha un'ottima capacità di captare le voci anche ad una certa distanza.Lo svantaggio, in questo caso, sta nel costo dell'apparecchiatura (mediamente sui 300 euro) e della telefonata multipla.La seconda opzione, "'Skype'", consente invece di sfruttare la tecnologia Voice Over IP (VoIP) per veicolare la voce attraverso la rete internet, risparmiando sia sui costi dell'attrezzatura, sia sulle spese di telefonia.Lo svantaggio, in questo caso, è dato da una qualità audio non sempre ottimale (perché dipende dalla qualità della connessione internet) e dal fatto che si presta poco all'utilizzo di più persone presso una stessa postazione. La necessità di un pc o uno smartphone rende l'uso di software VOIP o simili difficili per gli utenti meno esperti o privi del sopracitato materiale.La terza opzione, "'talkyoo'", "'Powwownow'" o "'FastMeeting, si basa su servizi gratuiti messi a disposizione da aziende come talkyoo che non necessitano l'utilizzo di dispositivi speciali o di software dedicati ma che consentono la partecipazione ad una audioconferenza da un qualsiasi telefono di rete fissa o cellulare o tramite software di Voice Over IP (VoIP).Voci correlateCollegamenti esterniServizi di telecomunicazioneConference call
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http://it.wikipedia.org/wiki/Coppa_delle_Coppe_1967-1968_%28pallacanestro_maschile%29
Coppa delle Coppe 1967-1968 (pallacanestro maschile).La Coppa delle Coppe 1968 di pallacanestro maschile è stata la seconda edizione organizzata dalla FIBA Europe. Vi erano ammesse tutte le squadre europee vincitrici della coppa nazionale.Non essendo ancora iniziata la Coppa Italia, la FIP presentò come rappresentativa locale l'Ignis Varese, seconda classificata nel campionato 1966-67 e campione in carica della Coppa delle Coppe, e l'All'Onestà Milano, terza nel campionato precedente.La finale si disputò ad Atene il 4 aprile 1968 tra l'AEK Atene BC (che aveva eliminato l'Ignis in semifinale) e lo Slavia Praga. Alla partita erano presenti 80.000 spettatori: è un record tutt'ora ineguagliato nella pallacanestro. L'incontro fu vinto dalla squadra greca per 89-82.Fase ad eliminazione direttaLe squadre si incontrano in partite di andata e ritorno; si parte dal primo turno eliminatorio, per procedere con ottavi, quarti, semifinali e concludere con la finale in gara unica.CampioneNoteCompetizioni cestistiche internazionali per clubEuropean Cup Winner's Cup Basketball 1967–68
2,124,244
http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Giorgio_Spinola
Palazzo Giorgio Spinola.Il palazzo Giorgio Spinola è un edificio sito in salita di Santa Caterina al civico 4 a Genova, inserito il 13 luglio del 2006 nella lista tra i 42 palazzi iscritti ai Rolli di Genova divenuti in tale data Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.Cenni storici e descrizioneCompare nel rollo del 1588 a nome degli eredi di Gio Batta Spinola, mentre in seguito passa ad Agostino Ayrolo. Situato nella contrada degli Spinola di Luccoli, accanto all'antico convento di Santa Caterina (fondato dalle Clarisse nel 1228), il palazzo parrebbe essere appena anteriore alla prima iscrizione.La scala loggiata che si svolge attorno al cortile interno con fontana (oggi coperto in vetrocemento) conduce a un'ampia area verso villetta Dinegro.Ancora un documento evidente di quanto fosse difficile "fabbrica in costa" via via che si alzavano fabbriche sul lato a monte, come era avvenuto nei palazzi a nord di Strada Nuova opportunamente tracciata in quota.Nel 1798 appartiene ancora alla famiglia Ayrolo che lo rinnova, sostituendo il portale esterno in marmo, aggiornando i particolari dell'atrio, aggiungendo le ringhiere alle finestre e decorando i salotti.Nel XIX secolo passa ai Franzoni, anteriormente al 1818, e infine alla famiglia Tedeschi. Una recente manutenzione ha ripristinato la decorazione a quadrature delle facciate prospicienti salita di Santa Caterina e salita Di Negro.Galleria fotograficaVoci correlateCollegamenti esterniPalazzi dei Rolli di Genova|Spinola Giorgio
7,508,943
http://www.explorage.it/roma-lanfiteatro-flavio-o-colosseo.html
“Panem et circenses” elargivano i regnanti al popolo inerte e ottuso al tempo dei Flavi: questo declamava Marziale nei suoi versi, che dipingevano, così minuziosamente e con una punta di arguta invettiva, la vita romana dell’epoca - a dire il vero, non troppo dissimile dall’attuale -. I circenses si esibivano nell’attrazione più visitata al mondo: il Colosseo. L’Anfiteatro Flavio si erge nel punto in cui anticamente sorgeva il lago della Domus Aurea neroniana, per volontà di Vespasiano, membro della dinastia Flavia. Non si sa chi ne fu il progettista, ma probabilmente gli esecutori furono gli ebrei deportati, da Gerusalemme a Roma, da Tito. Nel 79-80 d.C. il Colosseo era probabilmente l’anfiteatro più grande, con i suoi 48,50 metri di altezza e con un diametro di ben 188 metri di lunghezza. Il lato nord del Colosseo è il meglio conservato. Ancora oggi, passeggiando lungo via dei Fori Imperiali è possibile ammirare la solenne facciata formata da 4 piani, di cui l'ultimo senza arcate. Ogni arcata è ornata da colonne greche del tipo ionico, dorico e corinzio. Il Colosseo è l'antesignano di ogni stadio. Nel circo venivano organizzati giochi di ogni tipo, da quelli gladiatorii (che combattevano al grido: “Ave Cesare, morituri te salutant”) ai combattimenti tra bestie feroci e non erano escluse neppure le esecuzioni capitali. I cunicoli sotterranei, ancora oggi ben visibili, servivano a creare effetti scenici o ad introdurre le bestie feroci nell’arena. In alcuni casi, si narra anche di battaglie navali (le "naumachie") per le quali l'arena era temporaneamente riempita d'acqua. L'ingresso era libero e gratuito per tutti i cittadini romani, anche se le gradinate erano numerate in base alla classe sociale. Il pubblico vi poteva accedere attraverso corridoi circolari che portavano alle scale da cui, poi, si faceva ingresso ai diversi settori della cavea. I gradini lignei erano predisposti per le donne, mentre più in alto, i posti in piedi erano riservati alla plebe. Un alto podio di circa quattro metri era destinato ad accogliere i nobili, l’imperatore e i consoli, le vestali e i magistrati. La popolarità dell’Anfiteatro si diffuse a tal punto da divenire una delle principali leve del controllo sociale. Si pensò anche a coprirlo interamente con un velario e proteggere spettatori e combattenti dal sole o dalla pioggia per renderlo ancora più confortevole. Oggi la resistenza dell’anfiteatro è messa a dura prova da traffico, smog e metropolitana. Con un ascensore si possono evitare le scale: ma sarà poi così utile un ascensore per visitare il più grande monumento della Roma Antica? Il monaco medievale Beda scrisse dell’opera monumentale in un manoscritto: “Finché il Colosseo esisterà, esisterà Roma; quando essa cadrà, cadrà Roma; e quando Roma cadrà, cadrà il mondo.”: come dargli torto? 27 settembre 2007
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http://it.wikipedia.org/wiki/Segesta
Segesta.Segesta'" è una città storica non più abitata, fondata dagli Elimi e situata nella parte nord-occidentale della Sicilia.La vecchia città sorge sul monte Bàrbaro, nel comune di Calatafimi-Segesta, a una decina di chilometri da Alcamo e da Castellammare del Golfo.Di particolare bellezza sono il tempio, in stile dorico, e il teatro, in parte scavato nella roccia della collina.StoriaLa fondazioneLa data della fondazione non è conosciuta, ma da documenti risulta che la città era abitata nel IV secolo a.C. Lo storico greco Tucidide narra che i profughi troiani, attraversando il Mar Mediterraneo, giunsero fino in Sicilia, e fondarono Segesta ed Erice. Questi profughi presero il nome di Elimi.Secondo il mito, Segesta sarebbe stata fondata da Aceste (che ne fu il primo re), figlio della nobile troiana Egesta e del dio fluviale Crimiso.GuerreFin dalla loro fondazione Segesta e Selinunte, furono in guerra fra loro per motivi di confine.Il primo scontro avvenne nel 580 a.C. e Segesta ne uscì vittoriosa. Nel 415 a.C. Segesta chiese aiuto ad Ateneperché intervenisse contro l'intraprendenza Selinuntina supportata da Siracusa. Gli ateniesi presero come pretesto la richiesta di Segesta e decisero una grande spedizione in Sicilia, assediarono Siracusa ma ne risultarono disastrosamente sconfitti. Gli scontri si conclusero nel 409 a.C., quando Selinunte fu assediata e distrutta dai cartaginesi, invocati anche questa volta dai Segestani.Nel 307 a.C. molti Segestani furono terribilmente uccisi o venduti come schiavi dal tiranno siracusano Agàtocle per non aver a lui fornito i richiesti aiuti economici. Agatocle, dopo la feroce repressione, cambiò il nome della città in "Diceopoli" (città giusta).Nel 276 a.C. la città si consegnò alla potente armata di Pirro, ritornando sotto l'influenza punica alla dipartita dell'epirota.Nella prima guerra punica, nel 260 a.C. si alleò ai Romani che ne ebbero grande rispetto perché, secondo la tradizione, avevano origini comuni (discendendo entrambi dai fuggiaschi di Troia). I romani la difesero dal tentativo di riconquista cartaginese. Le fu, quindi, garantito lo stato di città libera, con esenzione dalle imposizioni di tributi, al contrario delle altre città siciliane ("civitas libera ac immunis").La rivolta degli schiaviFu nel 104 a.C. che da Segesta iniziarono le rivolte degli schiavi in Sicilia, le cosiddette guerre servili, guidate da Atenione. Queste rivolte furono soffocate nel sangue dai Romani nel 99 a.C.La caduta della cittàSegesta fu distrutta dai Vandali nel V secolo, e mai più ricostruita nelle dimensioni del periodo precedente.Ciononostante, vi rimase un piccolo insediamento e, dopo la cacciata degli Arabi, i Normanni vi costruirono un castello. Questo, ampliato in epoca sveva, fu il centro di un borgo medievale. Se ne perse poi quasi il nome fino al 1574, quando lo storico domenicano Tommaso Fazello, artefice dell'identificazione di diverse città antiche della Sicilia, ne localizzò il sito.Il sito archeologicoIl tempioParticolare è la costruzione di un tempio di perfette fattezze doriche in una città elima.L'ipotesi prevalente è che non sia mai stato terminato, non presentando resti né della cella né della copertura né delle scanalatura delle colonne: il suo completamento sarebbe stato impedito dalle guerre. Alternativamente si è pensato ad un utilizzo della struttura per riti indigeni o che la cella e la copertura fossero stati costruiti in legno.Recentemente sono state trovate tracce della cella, interrate all'interno del tempio, insieme a tracce di costruzioni precedenti (il che farebbe pensare che il tempio fosse stato costruito su un luogo sacro ancora più antico).Si tratta di un tempio periptero esastilo (ossia con sei colonne sul lato più corto, non scanalate). Sul lato lungo presenta invece quattordici colonne (in totale 36 quindi). Il tempio è stato costruito durante l'ultimo trentennio del V secolo a.C., sulla cima di una collina a ovest della città, fuori dalle sue mura. Per la sua fattura e per il suo attuale stato di conservazione, può considerarsi uno fra i templi più belli dell'antichità.Il teatro.Il teatro, che può datarsi intorno alla metà del III secolo a.C., è posto sulla collina opposta a quella del tempio, a circa 440 metri di altezza. Sette cunei dividono i posti degli spettatori. Le separazioni sono fatte in travertino. La divisione orizzontale del teatro (diazoma) permetteva lo spostamento degli spettatori da una sezione all'altra del teatro.La zona superiore è semidistrutta, e assai poco rimane anche della scena, che secondo gli studiosi sarebbe stata decorata da colonne e pilastri.Il teatro poteva ospitare oltre 3000 persone.NoteBibliografiaVoci correlateAltri progettiCollegamenti esterniCalatafimi SegestaSiti archeologici della SiciliaCittà della Magna Grecia e della Sicilia grecaProvincia di TrapaniSegesta
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http://it.wikipedia.org/wiki/Karl_Renz
Karl Renz.Dapprima agricoltore nell'azienda di famiglia, ebbe poi una formazione artistica. Dal 1980 svolge l'attività di musicista e artista visivo, e divide la sua esistenza tra Berlino e le Isole Canarie, quando non è in giro per il mondo per conferenze, che lui chiama talks'".Il suo credo, maturato in seguito a un'esperienza di pre-morte simile a quella accaduta a Ramana Maharshi è che nessuno può mai raggiungere l'illuminazione, dal momento che quando questa avviene dissolve la falsa idea di essere un "io" separato da tutto il resto del creato, ovvero il "'sé. E nei suoi "talks" Renz, appunto, afferma di non essere lui a parlare ma il sé che parla a se stesso.Durante un satsang in cui era presente la ricercatrice spirituale Isabella Di Soragna, Renz spiegò al suo pubblico come l'evento che l'avrebbe portato alla trascendenza cominciò col suo proposito di provare la teoria letta in un libro di Carlos Castaneda, cioè quella di guardarsi le mani prima di dormire, in modo da poterle visualizzare anche durante i sogni. In seguito vi fu un periodo di alcuni anni durante i quali Renz ebbe fortissime emicranie che nessun farmaco riusciva a calmare, impedendogli qualsiasi attività e portandolo quasi alla morte. Poi, bruscamente, queste cessarono e Renz si sentì invadere da un'incredibile energia, quasi elettrica, "a mille volts".Si può supporre che questa esperienza sia stata dovuta a una "risalita" dell'energia Kundalini dai chakra inferiori (quelli alla base della spina dorsale) a quelli superiori - fino alla testa - che nell'umanità attuale normalmente sono chiusi.Dai suoi incontri col pubblico sono stati tratti diversi libri, tra cui "Pour en finir avec l'éveil et autres conceptions erronées" e "The myth of the enlightenment", finora non ancora tradotti in italiano.I suoi satsang europei si svolgono in Germania, Svizzera e Croazia.Ogni anno, intorno a gennaio, fa un satsang di molti giorni a Bangalore.Ha tenuto e tiene conferenze in Israele, Messico, Australia, America del Sud, America del Nord.«La conoscenza di sé è la comprensione dell’impossibilità di una via d’uscita.L’assoluta rassegnazione a capire se stessi, non potersi mai conoscere,questa è l’assoluta quiete. Dove non esiste più nessun desiderio di conoscere se stessi.Questa à la vera conoscenza di se stessi.Che non potrò mai sfuggirmi e che non potrò mai afferrarmi».Collegamenti esterniAdvaita Vedānta
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http://www.famiglienuove.org/it/sostegnoadistanza261.php?p=104&more=1
Bukas Palad - La Union. Le terribili inondazioni d’autunno nelle Filippine sono state una “tragedia che ha provocato tanta distruzione e sofferenza”.“L’attuale situazione - scrive Rosamari, coordinatrice in loco del progetto AFN – ci ha fatto rivalutare le nostre priorità:è vero che i bambini sono pigiati in due aule piccolissime, che possiamo accomodare non più di tre allievi alla volta nella biblioteca, ma la fame bussa alla porta.Sul posto lo staff cerca di provvedere a mezzi di sostentamento migliori e più sicuri e consolidare le attività esistenti: come la panetteria e la falegnameria.“La produzione di pane è aumentata – raccontano - e abbiamo ricevuto ordinazione di qualche armadio e sedie. Occorrono degli attrezzi, per esempio la sega: per ora ne abbiamo una in prestito, ma ogni volta che il proprietario ne ha bisogno la porta via ed i lavoratori devono aspettare finché torna per continuare il lavoro… Poi servirebbe un forno migliore di quello attuale è vecchio e non ha un regolatore della temperatura, e poi le teglie, ecc..”Intanto è arrivata un’impastatrice, dono di una coppia della Svizzera, che ha pensato al Natale anche di chi vive al di là dell’oceano…Mentre il mondo occidentale si dedica alla scelta dei regali e forse per la fretta compra qualsiasi cosa, in molti scrivono dicendo di voler dare una mano e contribuire ad alleviare difficoltà e sofferenze giornaliere di questi ‘fratelli’.C’è a chi interessa sapere che un papà di una famiglia assegnataria del progetto ‘UNA FAMIGLIA UNA CASA’ qualche tempo fa ha ricevuto in regalo un po’ di soldi che gli sono bastati per comperare una barchetta, ma così piccola che ci sta solo lui. Qualche volta ha provato a portarsi un compagno, ma col peso la barchetta va giù e l’acqua è a solo 10 cm dal bordo. “Desideremmo comprargli una barca un po’ più grande così non va da solo, e può allontanarsi qualche km in più dalla costa e trovare più pesci, creando il lavoro per un altro papà…”C’è poi un’altra famiglia a cui servirebbe un triciclo (taxi): il papà fa questo di lavoro, utilizzando quello molto vecchio di un’altra persona, a cui però poi deve dare 2/3 del suo guadagno.“Grazie di poter aprire il cuore – rispondono sul posto - e parlare come a fratelli.”Gesù bambino nasce questo dicembre 2009 nella comunità dove si vive il senso di famiglia, del dono, anche a distanza.
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http://it.wikipedia.org/wiki/Gherardo_Colombo
Gherardo Colombo.BiografiaDopo aver conseguito la maturità classica, si iscrive all'Università Cattolica di Milano, presso la quale si laurea in Giurisprudenza nel 1969.Nel 1974 - dopo aver lavorato per la RAS come supervisore - entra in Magistratura e, dal 1975 al 1978, opera in qualità di Giudice nelle udienze della VII sezione penale della Corte di Milano.Dal 1978 al 1989 è Giudice istruttore e, dal 1987 al 1989, fa parte della commissione che esamina i materiali riguardanti importanti processi contro il crimine organizzato; l'analisi di tali procedimenti si situa all'interno della riforma del Codice di Procedura Penale da parte del Ministero di Grazia e Giustizia.Dal 1987 al 1990 partecipa in qualità di osservatore - per conto della Società Internazionale di Difesa Sociale - alla commissione di esperti per la cooperazione internazionale nella ricerca e nella confisca dei profitti illeciti.Dal 1989 al 1992 è consulente per la Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia, e nel 1993 è consulente per la Commissione parlamentare d'inchiesta sulla mafia.Dal 1989 è Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Milano.Fondamentale il suo contributo alle indagini e ai processi nell'ambito dell'operazione "Mani pulite."Nel marzo del 2005 è stato nominato Consigliere presso la Corte di CassazioneA metà febbraio del 2007, in casuale coincidenza dello scadere del 15° anno dall'inizio dell'inchiesta "Mani pulite", comunica le sue dimissioni da magistrato con lettera al Consiglio Superiore della Magistratura ed al Ministero della Giustizia.Da allora si impegna nell'educazione alla legalità nelle scuole, attraverso incontri con studenti di tutta Italia, e proprio per tale attività ha ricevuto il Premio Nazionale "Cultura della Pace" 2008.Nel settembre 2009 viene nominato presidente della casa editrice Garzanti Libri.PubblicazioniNoteAltri progettiCollegamenti esterniPersonalità legate a Milano
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http://www.businessonline.it/news/10141/Prestiti-per-aziende-e-professionisti-Cercare-confrontare-e-trovare-il-migliore-online-su-Internet.html
a cura della RedazioneFonte: Nessunapubblicato il 12/03/2010 alle ore 11:30:58
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http://italy.indymedia.org/news/2006/02/983893_comment.php
Peccato che quasi tutti i giornalisti di questo paese si siano messi a lanciare strali invece di verificare notizie e informazioni, rendendo molto più facile il lavoro di quegli specialisti della guerra psicologica che, con classico stile anni Cinquanta, confezionano la "storia ufficiale". Sarebbe bastata un'occhiata alle notizie economiche del momento per dipanare il mistero dello scandalo suscitato dagli slogan del presidente iraniano, sostanzialmente gli stessi da venticinque anni, fatta eccezione per la breve pausa del riformista Khatami. Un mistero che non riguarda i contenuti della propaganda di Ahmadinejad, che utilizza la retorica anti-sionista come unico collante per una società sempre più inquieta, ma le reazioni scandalizzate dell'Occidente. Se i falchi di Teheran inneggiano ancora una volta alla distruzione del piccolo e del grande Satana, scrivevano i giornalisti arabi la scorsa settimana, perché stavolta gli occidentali strepitano? Alcuni commentatori accusavano Ahmadinejad di ingenuità politica ma quasi nessuno mostrava stupore per la ben nota abitudine dei regimi islamici di strumentalizzare la tragedia palestinese quando registrano una crisi di consenso.Detto questo, quindi, manca qualcosa. Per trovare la notizia, il tassello che potrebbe rendere comprensibile un confuso puzzle di propagande contrapposte, bisogna risalire a qualche mese fa, quando un autorevole ricercatore esperto di petrolio - quel William R. Clark autore di Revisited - The Real Reason for the Upcoming War with Iraq: a Macroeconomic and Geostrategic Analysis of the Unspoken Truth (Le vere ragioni della prossima guerra contro l'Iraq: un'analisi macroeconomica e geostrategica della verità non detta) - puntava l'indice sul prossimo obiettivo. Attenzione, scriveva Clark il 5 agosto scorso, le tensioni geopolitiche fra Stati Uniti e Iran «vanno ben oltre le preoccupazioni per il programma nucleare iraniano, come pubblicamente affermato, ma riguardano molto più plausibilmente il tentativo di Teheran di proporre un sistema di scambio del petrolio basato sul petro-euro». Esattamente come per il conflitto con l'Iraq, scrive Clark, «le operazioni militari contro l'Iran sono strettamente collegate con la macroeconomia e con la sfida alla supremazia del dollaro costituita dall'euro come moneta alternativa per le transazioni petrolifere, una sfida non pubblicizzata ma molto, molto seria». Secondo Clark e numerosi analisti, infatti, più dell'accesso ai pozzi garantito dall'occupazione militare è stata proprio la salvaguardia della supremazia del dollaro all'origine dell'invasione dell'Iraq. Saddam insomma avrebbe firmato la sua condanna a morte non per le sue inesistenti armi di distruzione di massa né tanto meno per i massacri dei civili, quanto per avere deciso di farsi pagare in euro le esportazioni di petrolio. Secondo alcuni insider della Casa Bianca l'operazione Iraq freedom, oltre a stabilire una presenza militare e un governo filo-americano, aveva specificamente l'obiettivo di riconvertire in dollari gli scambi petroliferi iracheni e far passare ai paesi Opec ogni fantasia di transizione all'euro - ovviamente più conveniente in quanto meno svalutato del biglietto verde.Nel caso dell'Iran, sostiene Clark, la minaccia sarebbe molto più concreta visto che Teheran ha annunciato, per il marzo prossimo, l'apertura di una vera e propria borsa petrolifera alternativa alle uniche due ufficialmente riconosciute, il Nymex di New York e l'Internatonal Petroleum Exchange di Londra, una borsa appunto basata su di un sistema di scambi interamente basato sull'euro e tacitamente appoggiata da altri paesi produttori. Perché sia così grave lo spiega a chiare lettere lo stesso Clark: «Se la borsa iraniana prendesse piede, l'euro potrebbe irrompere definitivamente negli scambi petroliferi. Considerando il livello del debito statunitense e il progetto di dominio globale portato avanti dai neocon, la mossa di Teheran costituisce una minaccia molto seria alla supremazia del dollaro nel mercato petrolifero internazionale».Dal punto di vista esclusivamente economico e monetario, l'avvio di un sistema in petroeuro è uno sviluppo logico visto che l'Unione europea importa più petrolio dai paesi Opec di quanto non facciano gli Stati Uniti e, di fatto, gli europei pagano il petrolio iraniano in euro già dal 2003. Ma una vera e propria competizione fra le due monete, in una borsa indipendente dai desiderata di Washington ma lasciata in balia della proverbiale mano invisibile, è l'incubo della Federal Reserve perché, come scrive Clark «gli Stati Uniti non potrebbero più continuare a espandere facilmente il credito attraverso i buoni del tesoro e il valore del dollaro crollerebbe». La borsa iraniana sarebbe insomma una tappa fondamentale verso il passaggio dell'Opec dai petrodollari ai petroeuro, passaggio facilitato anche dal comportamento delle banche centrali di due giganti, Russia e Cina, che dal 2003 hanno cominciato ad accumulare la divisa europea.Non la solita vecchia propaganda anti-sionista, quindi, né tanto meno un programma nucleare che forse, fra una decina d'anni, potrebbe condurre l'Iran alla bomba atomica - ma allora perché non nuclearizzare subito la Corea del Nord? Sono i petroeuro a spaventare gli americani. Ecco perché, dall'autunno del 2004 fino all'estate del 2005, i generali del Pentagono sono stati chiamati a sfornare ogni sorta di simulazioni d'attacco all'Iran; ed ecco perché si sono nel frattempo moltiplicati gli strali contro un regime che non è più antisemita o più brutale di quelli che governano il Pakistan o l'Arabia Saudita.Il problema dei generali è che, forti dell'esperienza irachena, sono costretti a scartare a priori l'ipotesi soft - quella del cambio di regime - così come un'invasione su larga scala contro il ben più solido e numeroso esercito di Teheran. Ed ecco allora farsi strada svariate ipotesi, tutte abbastanza spaventose ma alcune decisamente agghiaccianti, come quella descritta dall'esperto di intelligence Philip Giraldi su The American Conservative, sotto l'illuminante titolo: "In caso di emergenza, nuclearizzate l'Iran".Oltre a fornire notizie sulla ripresa dell'intensa attività di pianificazione da parte dei militari, Giraldi rivela che, in caso di un altro attacco terroristico sul suolo americano, l'ufficio del vice-presidente Dick Cheney vuole che il Pentagono sia pronto a lanciare un attacco nucleare contro Teheran, anche se il governo iraniano non risultasse coinvolto con l'attentato. Su istruzioni del vicepresidente il Pentagono ha quindi incaricato il Comando strategico statunitense (Stratcom) di stilare un piano che include appunto un attacco aereo su vasta scala contro obiettivi iraniani, sia con armi convenzionali che con le nucleari tattiche progettate per distruggere i bunker. La domanda è quindi una sola: l'operazione è già cominciata?Oggi la Cina ha in riserva 769 miliardi di dollari, che costituiscono la maggior parte delle proprie riserve. E’ una cifra esorbitante, qualunque criterio di misura si voglia adottare, e corrisponde al 30% circa del PIL cinese. Purtroppo le spese pazze dell’amministrazione Bush hanno reso il dollaro un cattivo investimento a lungo termine, per questo motivo la Cina deve scegliere fra cambiare strategia o sostenere grosse perdite. Si tratta di una questione spinosa che la Cina deve trattare con la dovuta delicatezza in quanto un comportamento troppo aggressivo può scatenare una corsa alla vendita del dollaro con conseguente svalutazione.I futuri sull’oro sono già aumentati del 4% in una settimana dal momento che i grandi acquirenti istituzionali hanno riconosciuto che il dollaro è destinato a finire nella spazzatura. Dalla nomina di Bush l’oro è passato da 200 dollari a 540 dollari, segno sicuro che gli investitori hanno perso la speranza che Washington sia in grado di controllare la spesa.La Federal Reserve ha anticipato l’azione della Cina. Ecco perché il comitato dei direttori della Federal Reserve ha annunciato, all’inizio dell’anno, che non renderanno più pubblichi gli aggregati monetari M3 (che comprendono i seguenti componenti: depositi a lunga scadenza, accordi di riacquisto, e eurodollari). In questo modo la Fed può stampare una quantità di carta moneta tale da assorbire le onde d’urto derivanti da improvvise grosse vendite di dollari, senza che il pubblico venga a conoscenza di cosa stia accadendo. Si tratta di un bel trucchetto capace di espropriare gli americani dei loro sudati risparmi mentre il dollaro continua a scavare la propria tomba.E’ stato proprio Greenspan e Bush che si sono incamminati sul “sentiero insostenibile”. E’ stato lui a sostenere con entusiasmo il taglio delle tasse del presidente, 450 miliardi annui, andati a favore dell’1% della popolazione che dovrebbe rappresentare. Il taglio delle tasse, da solo, ha messo il paese sulla strada della catastrofe. Con l’azione congiunta di Greenspan e Bush il debito pubblico ha raggiunto l’incredibile cifra di 3 mila miliardi di dollari. Sempre lui ha favorito pratiche finanziarie dubbie (mutui a tasso variabile, ratei a tasso zero, prestiti con solo gli interessi) che hanno gonfiato la bolla immobiliare con una un onda di acquisti speculativi senza precedenti. Mentre la Fed continua ad aumentare i tassi e a stringere i cordoni dei prestiti, la bolla si sta lentamente avviando verso l’abisso portandosi con sé il futuro economico dell’America.Greenspan ha anestetizzato il paese con la politica dei tassi a basso interesse mentre Bush e Co. hanno fatto ricorso al massimo del credito possibile caricando la nave con tutto quello che vi era nelle casse pubbliche. Intanto l’economia ha cominciato ad arrancare proprio mentre Greenspan teneva nascosti gli effetti a lungo termine dei grossi deficit dietro una montagna di denaro a basso costo. Adesso il pozzo è asciutto e l’America si troverà di fronte a interessi sempre crescenti, a una economia stagnante e a un dollaro in caduta.Lunedì la Fed inietterà “preventivamente” miliardi di miliardi nel sistema per far aumentare la liquidità e soffocare sul nascere una possibile corsa al dollaro. In questo modo si può far finta di una apparente normalità mentre quel poco di ricchezza che è rimasta ancora alla classe media verrà deviata nelle tasche di flanella dei banchieri centrali grazie all’inflazione. Questo spingerà l’economia americana verso una traiettoria discendente con alla fine una penuria da terzo mondo.L’improvvisa morte di Giovanni Paolo I, 33 giorni dopo l'elezione papale, fu un lutto che secondo Ratzinger indusse il Collegio cardinalizio a un esame di coscienza del seguente tenore: «Che cosa vuole da noi Dio in questo momento? Eravamo convinti che l'elezione di Luciani fosse avvenuta in armonia con la volontà divina, non semplicemente con quella umana... e se un mese dopo essere stato eletto secondo la volontà divina, egli era morto, Dio intendeva comunicarci qualcosa». Ai primi di ottobre 1978, nell'imminenza del secondo conclave, l'arcivescovo bavarese Ratzinger fece una singolare dichiarazione politica riportata dalla stampa tedesca: affermò in sostanza che il nuovo Conclave avrebbe dovuto sottrarsi alle pressioni dell'ala progressista, eleggendo un Pontefice contrario alla Ostpolitik e risoluto a schierare la Chiesa nella crisi politica internazionale determinata dalla minacciosa pressione dell'Urss comunista sull'Europa occidentale.Giovanni Paolo II onorò puntualmente i debiti che aveva contratto - con l'Opus Dei e col "partito tedesco" - in cambio dell'elezione papale. Attivò subito le procedure per attribuire all'Obra lo status di "Prelatura personale", e quelle per la beatificazione di Escrivá de Balaguer (morto a Roma nel 1975). Secondo un biografo wojtyliano, subito dopo l'elezione papale Giovanni Paolo Il «voleva nominare il cardinale Ratzinger prefetto della Congregazione per l'educazione cattolica», ma il porporato bavarese «replicò che sarebbe stato impossibile, perché il suo arrivo a Monaco era troppo recente, e chiese al Papa di dargli tempo».Quindi papa Wojtyla attivò l'ex Sant'Uffizio - il cui prefetto era il cardinale croato Franjo Seper - per colpire i teologi progressisti: il francese Jacques Pohier, l'olandese Edward Schillebeeckx, e soprattutto lo svizzero Hans Küng. A metà dicembre 1979 la Congregazione per la dottrina della fede dichiarò il professor Küng, docente presso l'università tedesca di Tubinga, colpevole di "deviazionismo" dalla «verità integrale della Chiesa», e gli revocò il mandato di professore di teologia cattolica.Secondo voci correnti sia nella Curia vaticana, sia nell'arcidiocesi bavarese, l'ispiratore e regista occulto del processo vaticano al teologo svizzero era l'arcivescovo Ratzinger, che in passato aveva avuto forti contrasti con Küng. Questi era una delle più brillanti teste pensanti della Chiesa progressista, e in quanto tale era inviso all'Opus Dei. Certo è che l'arcivescovo Ratzinger manifestò compiacimento per il gravissimo provvedimento dell'ex Sant'Uffizio contro Küng affermando: «Il credente cristiano è una persona semplice, e i vescovi devono salvaguardare la loro fede dal potere degli intellettuali». E nell'omelia pronunciata a Monaco il 31 dicembre 1979 il futuro Benedetto XVI disse: «Il magistero ecclesiale protegge la fede dei semplici; di coloro che non scrivono libri, che non parlano in televisione e non possono scrivere editoriali nei giornali: questo è il suo compito democratico. Esso deve dare voce a quelli che non hanno voce».Poi papa Wojtyla istituì un Consiglio cardinalizio per i problemi finanziari della Santa sede, un Superdicastero nel quale aveva un ruolo centrale l'arcivescovo di Colonia cardinale Höffner. «Ma accanto alla leva finanziaria, il partito tedesco ottiene anche quella ideologica: è il turno di Ratzinger», al quale papa Wojtyla, per incominciare, nell'ottobre 1980 affidò un ruolo preminente nell'ambito del Sinodo dei vescovi sui «compiti della famiglia cristiana nel mondo contemporaneo»; l'arcivescovo di Monaco «svolse la relazione introduttiva e poi elaborò la base del documento finale». Il risultato fu il saldarsi della «premura familistica reazionaria e sociologica tipica della visione polacca di Giovanni Paolo II, con una piattaforma teologica ammodernata»Autore di numerose critiche nei confronti del Papato e delle gerarchie ecclesiastiche, è conosciuto internazionalmente soprattutto per questa sua opera monumentale “Storia critica della Chiesa”, dall’antichità ai tempi moderni. Essa vide la luce per la prima volta nel 1962, passando poi attraverso varie edizioni. Non è un caso che in Italia questo libro non sia mai stato tradotto, né fatto conoscere in altra maniera. Troppo radicale è la critica e troppo monumentale le argomentazioni con le quali smantella uno a uno i miti e i falsi dogmi del pensiero clericale antico e modernoDopo gli idolatri trionfi mediatici del Papa Polacco (Piazze piene e Chiese vuote), ora è Papa Joseph Ratzinger, il prefetto della congregazione della fede (ex sant’Uffizio che bruciò Giordano Bruno e tormentò Galileo) per venticinque anni. J.R. ha emarginato in quegli anni dozzine di teologi della Liberazione, fustigato gli omosessuali, rifiutato definitivamente e per sempre il sacerdozio alle donne, osteggiato e condannato la fecondazione assistita, negato nella maniera più assoluta il matrimonio ai preti.L’autore, descritto dal New Statesman come uno dei “più grandi corrispondenti di lingua inglese dei nostri tempi”, bandito da 6 paesi arabi, rapito due volte, è il cronista perfetto di questo terribile e apparentemente irrisolvibile conflitto. Tra i tanti temi sottoposti a profonda analisi: il processo di Pace di Oslo, l’occupazione israeliana della West Bank e di Gaza, l’effetto degli insediamenti ebraici nei territori, la seconda Intifada e gli attacchi sucidi, il crescente peso della lobby pro Israele negli Stati Uniti, l’aumento del dissenso interno a Israele e tra la popolazione israelo-americana, la partita tra Sharon e Arafat e lo spettro della catastrofe nucleare che minaccia l’intera regione. “Senza Pace” sgretola i miti più radicati sul conflitto israelo-palestinese .Gregg Braden ha scoperto nel DNA umano il principio unificatore che ci potrà consentire di risolvere le divergenze e i conflitti che hanno provocato così tanti massacri nell’ultimo secolo, evidenziando quanto sia profondo e duraturo il legame che ci unisce. Scienziato e conferenziere di fama mondiale, riesce a superare i confini che tradizionalmente separano storia, scienza e religione e ci presenta una sintesi delle sue ricerche, brillante e originale, che racchiude in sé il segreto dell’unità fra gli esseri umani e la chiave della nostra sopravvivenza.Papa Woytila ha compiuto un gesto storico: chiedere perdono per i crimini compiuti dalla Chiesa Cattolica negli ultimi 2000 anni. Quante vite sono state distrutte, direttamente o indirettamente, dallo strapotere del clero? Quante persone sono state uccise? 500 milioni? Un miliardo? Il calcolo esatto è impossibile, comunque siamo di fronte a un orrore di proporzioni bibliche sul quale i libri di storia tacciono. Caccia alle streghe e agli eretici, l’inquisizione, lo schiavismo, il colonialismo. Il sangue scorre a fiumi nella storia del cristianesimo. Un quadro terrificante costellato di episodi tragici che non hanno nulla da invidiare a Stephen King. Analizzare e discernere la natura e la gravità di tali abusi potrà impedire nel futuro il ripetersi di tali orrori.
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http://it.wikipedia.org/wiki/Korjakskij
Korjakskij.Il Korjakskij'", detto anche "'Koriaka'", "'Koriaksky'", "'Koriatzkaia'", "'Korjaka'", "'Korjazkij'", "'Koryaka'", "'Koryakskaya sopka'", "'Streloshnaia sopka'" o ancora "'Streloschnaja'", in russo "Корякская сопка", è un vulcano della Russia situato nel sud della penisola di Kamtchatka, del Kraj di Kamčatka.GeografiaIl Korjakskij si trova nella penisola russa di Kamtchatka, a nord della capitale della penisola Petropavlovsk-Kamčatskij..Il vulcano svetta a 3.456 m di altitudine ciò che lo pone come la più alta vetta del gruppo vulcanico dell'Avačinskaja. A forma di cono, tipica dei stratovulcani, dalle pendici regolari ma intagliate dall'erosione che ha formato ripide valloni posti in particolare sul fianco sud..La montagna è uno stratovulcano facente parte della Cintura di fuoco del Pacifico con eruzioni di tipo esplosivo, ciò che lo pone nella categoria dei vulcani grigi. Le sue eruzioni hanno prodotto duomi di lava, dei pennacchi di cenere con colate piroclastiche e Lahar..StoriaSono conosciute tre eruzioni in periodo storico. L'ultima quella prodottasi tra il dicembre del 1956 e il giugno del 1957, che aveva interessato la sommità e il fianco nord della montagna, è sicuramente stata la più potente delle tre, valutata ad un grado tre della scala di esplosività vulcanica.. Forti esplosioni hanno prodotto nubi ardenti e lahar che hanno prodotto danni limitati e non hanno fatto vittime umane..Oltre alle tre storiche si sono avute attività vulcaniche nel 1550 a.C. nel 1950 a.C. e nel 5050 a.C. nessuna di esse ha avuto carattere catastrofico non avendo che in piccola parte modificato la topografica della montagna.Anche l'ultima eruzione, pur essendo molto forte, non ha prodotto vittime o danni importanti in una regione che comunque risulta scarsamente popolata. Comunque il fatto che il vulcano assieme al suo vicino Avačinskij è stato posto nella lista dei Vulcani del Decennio, per la loro attività particolarmente esplosiva e per la loro prossimità ad un centro abitato.NoteAltri progettiCollegamenti esterniVulcani della RussiaKamčatkaKoryaksky
1,842,533
http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_della_Marina_Mercantile_e_della_Navigazione_del_1865
Codice della Marina Mercantile e della Navigazione del 1865.Il Codice della Marina Mercantile e della Navigazione'" del "'1865'" fu emanato insieme agli altri codici in quello che è stato definito il Risorgimento giuridico italiano. Nell'ambito del processo di Codificazione del 1865, il Codice in questione fu considerato un "passo in avanti" perché la Francia, patria della Codicistica moderna, non possedeva un di tal Codice limitandosi al "Code civil" e al "Code du commerce".Il contestoGià nel 1859, Camillo Benso Conte di Cavour istituì la "Giunta legislativa di Genova" al fine di unificare la legislazione in materia. L'Italia, infatti, essendo una penisola al centro del Mediterraneo, aveva particolare bisogno di una legislazione moderna e capace di spingere lo sviluppo economico-marittimo del Paese.I contenutiIl Codice in questione separava l'Amministrazione della Marina Mercantile da quella Militare, attribuendone la competenza al "Ministero della Marina" e non più al "Ministero dell'Agricoltura e del Commercio".Le polemiche napoletaneCome è noto, prima dell'unificazione legislativa del 1865 per i territori del Regno d'Italia, fu mantenuta la vigenza dei codici e delle leggi civili e commerciali degli antichi Stati pre-unitari. Per la materia "marittima", però, si decise alcuni anni prima di estendere temporaneamente la disciplina del Regno di Sardegna ai territori "annessi", suscitando però le polemiche dei giuristi e degli operatori napoletani che rivendicavano una tradizione più "avanzata" in materia rispetto a quella sarda.Voci correlateDiritto italianoCodici (diritto)
2,662,369
http://it.wikipedia.org/wiki/HD_223428
HD 223428.HD 223428 è una stella gigante arancione di magnitudine 6,22 situata nella costellazione dell'Acquario. Dista 425 anni luce dal sistema solare.OsservazioneSi tratta di una stella situata nell'emisfero celeste australe; grazie alla sua posizione non fortemente australe, può essere osservata dalla gran parte delle regioni della Terra, sebbene gli osservatori dell'emisfero sud siano più avvantaggiati. Nei pressi dell'Antartide appare circumpolare, mentre resta sempre invisibile solo in prossimità del circolo polare artico. Essendo di magnitudine pari a 6,2, non è osservabile ad occhio nudo; per poterla scorgere è sufficiente comunque anche un binocolo di piccole dimensioni, a patto di avere a disposizione un cielo buio.Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi compresi fra fine agosto e dicembre; da entrambi gli emisferi il periodo di visibilità rimane indicativamente lo stesso, grazie alla posizione della stella non lontana dall'equatore celeste.Voci correlateCollegamenti esterniStelle di classe spettrale K
1,183,580
http://it.wikipedia.org/wiki/Destinazione_Piovarolo
Destinazione Piovarolo."'Destinazione Piovarolo"' è un film diretto dal regista Domenico Paolella.TramaAntonio La Quaglia, aspirante capostazione, si aggiudica un posto nella sperduta (immaginaria) località di Piovarolo, paese depresso e dimenticato da tutti. Ben presto comprende per qual motivo il collega che lo aveva preceduto era così felice di andarsene. In quel paesino ferma un solo treno al giorno e la vita scorre più che monotona, al punto che l'unico "partito" da sposare sarà la maestra del paese. Le sue ambizioni di carriera sono sempre più irraggiungibili. La Quaglia farà di tutto per chiedere un trasferimento/avanzamento o per ottenere visibilità agli occhi dei superiori. Non si farà scrupolo neanche di appoggiare questa o quella fazione politica pur di ottenere il suo scopo. Fino a quando si troverà costretto a simulare una frana per fermare un treno su cui viaggiava il Ministro dei Trasporti e dare una dimostrazione della sua efficienza, operazione che otterrà l'effetto contrario, nonostante le promesse ottenute dal Ministro stesso.AmbientazioneLa stazione di Piovarolo è ambientata in quella di Roma Salone, alla periferia est di Roma, sulla linea ferroviaria Roma-Pescara.Altri progettiCollegamenti esterniFilm commediaFilm di Totò
133,131
http://it.wikipedia.org/wiki/Reboot_%28fiction%29
Reboot (fiction).Reboot'" o più raramente "continuity" è il termine usato nella fiction per indicare un prodotto (film, videogioco, ecc.) appositamente sviluppato per rilanciare una saga, solitamente perché il pubblico ha perso interesse verso di essa e perché questa se presa dal verso giusto può rivelarsi proficua e dare vita a un franchise.Il reboot prevede in genere un nuovo inizio, con la totale o parziale riscrittura degli eventi precedentemente avvenuti nella saga.I motivi che spingono una casa a produrre un reboot possono essere molteplici, ma spesso e volentieri è per motivi economici; infatti se un film, un fumetto o un videogioco hanno in passato fatto successo ma con gli anni i capitoli aggiuntivi ne hanno velato l'immagine, la casa produttrice tende a rivedere i propri piani per sviluppare un nuovo elemento con il compito di riavviare la serie.Nel cinemaTendenzialmente, nel campo cinematografico il reboot segue una storia temporale indipendente da altri film della saga, si tratta di un prequel, ovvero di un ritorno alle origini, o di un remake, il rifacimento del prodotto interessato.Il prequel è notoriamente preferibile, in quanto si possono rappresentare le origini di un personaggio e sviluppare una nuova storia; ma il remake rimane comunque una scelta molto ovviata.Alcuni esempi di reboot sono: "Agente 007 - Casino Royale" (2006), "Batman Begins" (2006), "Venerdì 13" (2009) e "Star Trek" (2009).Voci correlateReboot (fiction)
1,555,348
http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_da_Montecorvino
Giovanni da Montecorvino.AgiografiaEntrò nell'ordine francescano dei frati minori dopo aver trascorso una giovinezza ricca di soddisfazioni mondane.In quel tempo l'ordine francescano si occupava principalmente della conversione degli infedeli, perciò verso il 1279 venne inviato con altri frati a predicare il messaggio cristiano in Armenia, Persia e altre regioni mediorientali.Nel 1286 Argun, il Khan di quel regno, inviò una richiesta al Papa attraverso un vescovo Nestoriano, Bar Sauma, chiedendo l’invio di missionari cattolici presso la Corte del grande Imperatore cinese, Kublai Khan (1260-94), che era simpatizzante del messaggio cristiano.Verso il 1289, Giovanni da Montecorvino si tornò a Roma con notizie simili, e papa Nicola IV gli affidò l’importante compito di impiantare delle missioni nell’Estremo Oriente, dove ancora era presente il famoso Marco Polo.Iniziò il suo viaggio nel 1289, avendo con sé delle lettere per il Khan Argun, il grande imperatore Kublai Khan, il principe dei Tartari Kaidu, il re del Regno armeno di Cilicia ed il patriarca della Chiesa ortodossa siriaca. Suoi compagni furono il domenicano Nicola da Pistoia ed il mercante Pietro di Lucalongo.Dalla Persia si recò via mare in India (1291) dove predicò per 13 mesi e battezzò circa cento persone. Il suo compagno Nicola da Pistoia morì lì. Viaggiando via mare da Meliapur, raggiunse la Cina nel 1294 solo per scoprire che Kublai Khan era appena morto e che Temür Khan (1265 – 1307) gli era succeduto al trono.Sebbene quest’ultimo non volle abbracciare il Cristianesimo, non pose comunque alcun ostacolo sulla via dello zelante missionario che anzi, a dispetto dell’opposizione dei Nestoriani che già si trovavano in Cina, entrò presto nelle grazie di Timurleng.Nel 1299 costruì la prima chiesa di Pechino e nel 1305 ne costruì un’altra con annesse officine e case per 200 persone proprio davanti al palazzo imperiale. In quegli stessi anni riscattò da famiglie non cristiane circa 150 ragazzini dai 7 agli 11 anni, insegnò loro il greco ed il latino, scrisse appositi salmi ed inni e li educò al servizio liturgico della messa ed al canto. Nello stesso periodo imparò in profondità la lingua cinese, allo scopo di iniziarea pregare in maniera pienamente comprensibile da chi lo ascoltava e tradusse in cinese il Nuovo Testamento ed i Salmi.Tra le 6.000 persone convertite da Giovanni da Montecorvino vi fu un re nestoriano, Giorgio, vassallo del Gran Khan, menzionato da Marco Polo ne "Il Milione".Giovanni lavorò in totale solitudine per ben 11 anni (non potendo quindi neanche confessarsi) finché nel 1304 un legato tedesco, Arnoldo di Colonia, fu inviato ad aiutarlo.Nel 1307 papa Clemente V, pienamente soddisfatto del successo del missionario, inviò altri sette frati francescani con l’incarico di consacrarlo arcivescovo di Pechino e Sommo Vescovo di tutta la Cina;a loro volta essi avrebbero dovuto divenire suoi vicari.Di questi sette frati, però, solamente tre giunsero a destinazione:Gerardo, Pellegrino e Andrea da Perugia.Essi lo consacrarono arcivescovo nel 1308 e gli succedettero nella sede episcopale di Zaiton.Nel 1312 altri tre frati francescani furono inviati da Roma come vescovi suffraganei.Giovanni morì nel 1328 a Pechino, ai suoi funerali solenni partecipò una grande folla di persone, sia cristiani che non.BibliografiaPACIFICO SELLA, "Il Vangelo in Oriente. Giovanni da Montecorvino, frate minore e primo vescovo in terra di Cina (1207-1328)", Edizioni Porziuncola, Assisi 2008.Collegamenti esterniBeati italianiFrancescani italianiMissionari in CinaJohn of Montecorvino
1,230,496
http://it.wikipedia.org/wiki/Lancia_D23
Lancia D23.La Lancia D23'" è un'automobile da competizione realizzata dalla casa torinese Lancia nel 1953.Il contestoOrmai decisa a scendere ufficialmente in campo nelle competizioni della categoria “sport” (e poi, come vedremo, anche nella “Formula Uno”), la Lancia, dopo l’esordio piuttosto soddisfacente della berlinetta D20 da tre litri nella primavera del 1953, ritiene imprescindibile trasformare la sua “arma” da coupé in spyder, per risparmiare in peso ed incrementare le doti di agilità. Poiché la decisione è assunta quando la stagione è ormai avviata, la realizzazione della nuova spider si impone con estrema urgenza. Nei mesi di maggio e giugno 1953, l’intero Reparto Corse lavora quasi ininterrottamente, 24 ore su 24, e, utilizzando parti prelevate dai prototipi D20 (e poi dalle stesse berlinette D20 non più utilizzate in corsa), riesce a costruire quattro spider: due vengono ultimate il 27 giugno, una il 7 luglio e l’ultima il 23 luglio (le date si riferiscono al giorno della immatricolazione, cioè della targatura). A parte la diversa carrozzeria, le nuove D23 non si differenziano molto dalle D20 e, pur disputando nove gare, sono da considerare sostanzialmente un “modello-ponte” tra la D20 e la successiva D24, il “mitico” modello Carrera.Storia e caratteristicheL’esordio delle prime due D23 avviene a Monza il 29 giugno 1953, due giorni appena dopo la loro targatura. Il nuovo modello, è caratterizzato soprattutto dalla carrozzeria “aperta” (del tipo “barchetta” come si diceva all’epoca), che in definitiva altro non è se non una D20 privata del padiglione. Realizzata in fretta e furia all’interno degli stabilimenti Lancia (sia pure con l’apporto di personale della Pininfarina ivi distaccato), la vettura si presenta con una linea che non appare armoniosa come quella della berlinetta ed è specialmente la parte posteriore della macchina a convincere poco: malgrado l’estetica della vettura non influisca sulle prestazioni, in casa Lancia ci si preoccupa anche di questo aspetto, tanto che, nei mesi a seguire, le D23 vengono sottoposte ad alcune modifiche (in particolare viene rimodellata la coda).Dal punto di vista tecnico le differenze rispetto alla progenitrice non sono molte: il motore e gli organi della trasmissione sono identici, il telaio (passo e carreggiate sono invariate) viene modificato nella parte centrale e, in parte, anche in quella posteriore, mentre per le sospensioni c’è un ripensamento, nel senso che, dopo la gara di esordio a Monza (in cui una delle due D23 monta sperimentalmente il retrotreno De Dion mentre l'altra ha le stesse sospensioni delle D20), si decide di montare posteriormente - nonostante lo scarso entusiasmo del progettista Jano - il ponte a ruote semi-indipendenti (il tipo De Dion, appunto). Spariscono gli ammortizzatori sussidiari a frizione. A parte le modifiche d’ordine estetico, non risulta che la D23 abbia subito modifiche di particolare rilievo nel corso della sua carriera, conclusasi a fine novembre alla Carrera Messicana. Nel frattempo arriva a calcare le scene la “mitica” D24, che le succede, ed a qualche D23 superstite non resta che il ruolo di “muletto” per gli allenamenti.Caratteristiche tecnicheL'attività sportivaLe spider D23 prendono parte, in circa cinque mesi (tra il 29 giugno ed il 23 novembre del 1953) a nove gare: i risultati sono certamente al di sotto delle aspettative, dal momento che annoverano due sole vittorie assolute, non di primo piano (al Gran Premio dell'A.C. del Portogallo ed alla cronoscalata Catania-Etna), tre piazze d'onore (nelle due "manches" del Gran Premio dell'Autodromo di Monza ed alla Coppa delle Dolomiti), un terzo posto alla massacrante Carrera Messicana (ultima gara che vede allineate alla partenza le D23) ed un misero quinto posto (complice un testa a coda inopportuno) alla corsa in salita Pontedecimo-Passo dei Giovi. Sfortunata poi la trasferta all'estero, alla 1000 chilometri del Nurburgring, dove l'unica D23 si ritira (al pari delle D24) e la partecipazione al Gran Premio Supercortemaggiore (entrambe le D23 ritirate)."'Italia, 1953, 29 giugno, VI Gran Premio dell’Autodromo di Monza'"In questa corsa monzese si assiste al debutto delle nuove spider D23, che scendono in campo con due esemplari a fianco della solitaria berlinetta D20, la cui carriera è ormai agli sgoccioli. La corsa si articola in due “manches” con classifica finale per somma dei tempi. Le due nuove D23 sono affidate a Bonetto ed a Gonzales: da segnalare che la vettura del primo è munita delle sospensioni tipo D20, mentre la seconda monta al retrotreno il ponte De-Dion. Avversarie più pericolose per le Lancia sono sicuramente le Ferrari, in particolare la coupé 12 cilindri 3 litri di Luigi Villoresi e la scattante barchetta 3 litri 4 cilindri (tipo "750") di Alberto Ascari, ma anche le altre vetture modenesi affidate ai nomi altisonanti di Giuseppe Farina, Eugenio Castellotti, Mike Hawthorn. La prima manche vive sulla sfuriata iniziale di Ascari, che transita in testa già al termine del primo giro: due giri dopo, egli ha già 5” di vantaggio sulla D23 di Gonzales e sulla Ferrari di Villoresi, la seconda D23 di Bonetto è a 10”, seguono gli altri. Alle spalle di Ascari, si scatena la lotta tra Gonzales e Villoresi: il milanese riesce a superare l’argentino, poi quest’ultimo compie un giro velocissimo e riesce a sorpassare la Ferrari di Villoresi ed a riportarsi in seconda posizione, ma un giro dopo la sua Lancia, probabilmente per lo sforzo eccessivo, accusa un’avaria alla frizione e deve abbandonare il campo. Il leader, Ascari, è vittima di un pauroso incidente (forse a causa di una scarpa che gli si incastra nella pedaliera) e così, al ventesimo dei 35 giri in programma, la classifica vede Villoresi in testa, Farina secondo a quasi 19”, Bonetto terzo a 21”. Bonetto forza l’andatura e riesce ad avere la meglio su Farina, portandosi dunque al secondo posto, posizione che occuperà fino alla fine. Nella seconda manche, assente Ascari, la lotta si sviluppa sin dalle prime battute tra gli stessi tre protagonisti della prima manche, Villoresi, Bonetto e Farina, che termineranno nell’ordine e che otterranno la medesima posizione anche nella classifica per somma dei tempi.Questa la classifica (completa) relativa alla prima manche (35 giri, pari a Km 220,500):1.[#12] Villoresi Luigi (Ferrari 250 MM coupé) 1h15’36”3/10, media Km/h 174,988"'2.[# 4] Bonetto Felice (Lancia D23 spider) 1h15’44”7/10'"3.[#---] Farina Giuseppe (Ferrari 250 spider) 1h15’46”3/104.[#---] Hawthorn Mike (Ferrari 625 spider) 1h17’05”5/105.[#---] Castellotti Eugenio (Ferrari) 1h16’52”8/10 a 1 giro6.[#---] Casella Salvatore (Gordini) 1h17’43” a 1 giro7.[#---] Bordoni Franco (Gordini) 1h15’41” a 2 giri8.[#---] Piotti Luigi (Ferrari) 1h15’59”7/10 a 2 giri9.[#---] Bonomi Roberto (Ferrari) 1h16’31”3/10 a 2 giri10.[#---] Scotti Piero (Ferrari) 1h15’37”9/10 a 3 giri11.[#---] Stagnoli Antonio (Ferrari) 1h15’38”2/10 a 3 giri12.[#---] Giletti Emilio (Maserati A6GCS/53 spider) 1h15’41”7/10 a 3 giri13.[# 6] Manzon Robert (Lancia D20 coupé) 1h15’42”4/10 a 3 giri14.[#---] Madame Simon Yvonne (Ferrari 166 spider) 1h15’49”8/10 a 8 giriGiro più veloce: il 30° di Farina Giuseppe (Ferrari 250 spider) in 2’07”2/10 alla media di km/h 178,301Questa la classifica (completa) relativa alla seconda manche (35 giri, pari a Km 220,500):1.[#12] Villoresi Luigi (Ferrari 250 MM coupé) 1h15’13”4/10, media Km/h 175,876"'2.[# 4] Bonetto Felice (Lancia D23 spider) 1h15’22”9/10'"3.[#---] Farina Giuseppe (Ferrari 250 spider) 1h15’39”4/104.[#---] Hawthorn Mike (Ferrari 625 spider) 1h15’14” a 1 giro5.[#---] Castellotti Eugenio (Ferrari) 1h15’59”5/10 a 1 giro6.[#---] Piotti Luigi (Ferrari) 1h15’44”1/10 a 1 giro7.[#---] Casella Salvatore (Gordini) 1h15’36”5/10 a 2 giri8.[#---] Scotti Piero (Ferrari) 1h15’53”5/10 a 2 giri9.[#---] Bonomi Roberto (Ferrari) 1h15’54”2/10 a 2 giri10.[#---] Stagnoli Antonio (Ferrari) 1h15’55”5/10 a 2 giri11.[#---] Madame Simon Yvonne (Ferrari 166 spider) 1h17’04”3/10 a 7 giriGiro più veloce: il 9° di Villoresi Luigi (Ferrari 250 MM coupé) in 2’07”3/10 alla media di km/h 178,161.Questa la classifica (completa) per somma dei tempi (70 giri, pari a Km 441,000):1.[#12] Villoresi Luigi (Ferrari 250 MM coupé) 2h30’49”7/10, media Km/h 175,431"'2.[# 4] Bonetto Felice (Lancia D23 spider) 2h31’07”6/10'"3.[#---] Farina Giuseppe (Ferrari 250 spider) 2h31’25”7/104.[#---] Hawthorn Mike (Ferrari 625 spider) 2h32’19”5/10 a 1 giro5.[#---] Castellotti Eugenio (Ferrari) 2h32’52”3/10 a 2 giri6.[#---] Piotti Luigi (Ferrari) 2h31’43”8/10 a 3 giri7.[#---] Casella Salvatore (Gordini) 2h33’19”5/10 a 3 giri8.[#---] Bonomi Roberto (Ferrari) 2h32’25”5/10 a 4 giri9.[#---] Scotti Piero (Ferrari) 2h31’31”4/10 a 5 giri10.[#---] Stagnoli Antonio (Ferrari) 2h31’33”7/10 a 5 giri11.[#---] Madame Simon Yvonne (Ferrari 166 spider) 2h32’54”1/10 a 15 giri"'Italia, 1953, 12 luglio, VII Coppa D’Oro delle Dolomiti'"Il secondo appuntamento delle D23 con le corse è per la seconda domenica di luglio, nell’incantevole scenario dolomitico, per la disputa della settima edizione della Coppa D’Oro delle Dolomiti, una classica corsa su strada, di media distanza (poco più di 300 km), che tocca le località più rinomate della zona (Cortina d'Ampezzo, Passo Falzarego, Arabba, Passo Pordoi, Passo Sella, Canazei, Vigo di Fassa, Predazzo, Passo Rolle, San Martino di Castrozza, Fiera di Primiero, Feltre, Belluno, Pieve di Cadore, Auronzo, Misurina, Passo Cimebianche, Cortina d’Ampezzo). Candidate alla vittoria, oltre alle tre Lancia D23 di Felice Bonetto, Piero Taruffi e Luigi (Gino) Valenzano, erano le numerose Ferrari (Roberto Bonomi, Giovanni Bracco, Franco Cornacchia, Umberto Maglioli, Paolo Marzotto, Luigi Piotti, Piero Scotti), l’agile Osca del temibile Giulio Cabianca e le due Maserati A6GCS di Emilio Giletti (per la cronaca, padre dell’odierno presentatore TV) e di Sergio Mantovani. Outsider erano invece considerate le nuove Aurelia B20 da 2 litri e mezzo, che avrebbero comunque potuto inserirsi nei primi posti. La lotta per il primato è vivace ed incerta, in particolare tra i due alfieri della Ferrari - Paolo Marzotto e Umberto Maglioli – e la Lancia di Piero Taruffi. Più attardata, la D23 di Felice Bonetto (che concluderà al 9° posto, preceduta anche da tre B20 da 2 litri e mezzo). La terza D23 (quella affidata a Luigi Valenzano) non è mai stata in gara, essendo uscita di strada a pochissimi chilometri dal “via”.Questa la classifica (primi 10) della corsa (percorso Km 303,800):1.[#89] Marzotto Paolo (Ferrari 250MM spider) 3h18’19”, media Km/h 91,913"'2.[#86] Taruffi Piero (Labcia D23 spider) 3h19’52”4/5'"3.[#90] Maglioli Umberto (Ferrari 735S spider) 3h20’02”4/54.[#78] Cabianca Giulio (Osca 1350 spider) 3h24’46”3/55.[#85] Bracco Giovanni (Ferrari 250MM spider) 3h25’28”2/56.[#72] Marzotto Umberto (Lancia Aurelia B20-2500 coupé) 3h29’17”1/57.[#73] Anselmi Enrico (Lancia Aurelia B20-2500 coupé) 3h29’19”1/58.[#74] Ammendola Salvatore (Lancia Aurelia B20-2500 coupé) 3h30’16”3/5"'9.[#84] Bonetto Felice (Lancia D23 spider) 3h32’30”3/5'"10.[#83] Piotti Luigi (Ferrari 250MM) 3h36’37”2/5"'Portogallo, 1953, 26 luglio, Gran Premio dell’Automobile Club del Portogallo-Trofeo del GiubileoNetta affermazione della D23 di Bonetto sul circuito stradale di Lisbona. Felice Bonetto salva l’onore della Lancia, che, orfana della macchina di Froilan Gonzales (incidentata nelle prove), si trova con la D23 di Taruffi fuori gara dopo appena 10 giri per guasto al motore. La vittoria di Bonetto è nettissima, ove si consideri che il secondo classificato, che oltrettutto risponde al nome di Stirling Moss e che dispone di una Jaguar da 3,5 litri, viene staccato di un giro.Questa la classifica (primi 6) della corsa (50 giri, pari a Km. 274,500):1.[#24] Bonetto Felice (Lancia D23 spider) 2h02’34”, media Km/h 134,3752.[#26] Moss Stirling (Jaguar 120) 2h03’00” a 1 giro3.[#---] Pinto Nogueira (Ferrari) 2h05’07” a 2 giriGermania, 1953, 30 agosto, Mille chilometri del Nurburgring'"È la gara d'esordio della D24, cui però partecipa anche, nelle mani di Eugenio Castellotti e Giovanni Bracco, una D23. L'esito non è dei migliori, visto che tutte e tre le Lancia in lizza (due D24 e la D23) sono costrette al ritiro prima di metà gara, ma le D24 si sono mostrate velocissime ed hanno segnato i migliori tempi in prova ed in gara. La D23, magistralmente pilotata dal giovane emergente Castellotti, compie un'ottima prima parte di gara, marciando a lungo in terza posizione ma al 15° giro è costretto ad arrendersi per un banale guasto elettrico che impedisce di rimettere in moto la vettura dopo la sosta ai box per il rifornimento: da notare che lo stesso inconveniente capita anche alla D24 di Taruffi/Manzon, arrestatasi al box appena un attimo prima ! Pare che il motivo del guasto - la "rottura" (in senso letterale) della batteria - fosse da ricercare nel sistema di fissaggio della stessa all'abitacolo: il fissaggio era estremamente rigido, ed imponeva alla batteria scuotimenti violentissimi (in particolare nel percorrere l'infernale tratto definito "Karusell" del circuito del Nurburgring) che conducevano alla rottura."'Italia, 1953, 6 settembre. 1° Gran Premio Supercortemaggiore'"Altra gara sfortunata per le Lancia, che si presentano a Merano per partecipare - con ambizioni di vittoria - al Gran Premio indetto/sponsorizzato dall'AGIP con il concorso organizzativo degli Automobile Club di Milano e di Bolzano. Aperto alle vetture del gruppo "sport", il Gran Premio (che si corre su un anello stradale di 18 km e sulla distanza di 15 giri) vede in lizza per il successo ben 4 Lancia (due D24 per Bonetto e Taruffi e due D23 affidate a Castellotti ed a Manzon), una sola Alfa Romeo (che "ritira" le sue due vetture risultate meno veloci nelle prove e lascia al solo Juan Manuel Fangio con la spider "Disco Volante" l'arduo compito di contrapporsi alle macchine torinesi) e, a seguire, un nugolo di Ferrari (non ufficiali) e Maserati decisamente meno competitive. Le sfortune della Lancia iniziano molto presto, con Manzon (D23) uscito di strada già al primo giro, imitato da Taruffi (D24), sbandato su una chiazza d'olio rimasta dopo un incidente e fuori gara nel corso del 2° giro. Dopo due giri di gara, le forze della Lancia già risultano ridotte ridotte del 50%, ma resta la soddisfazione di trovare la D24 di Bonetto in testa alla gara, seguito dal "sornione" Fangio, che, come sua consuetudine, probabilmente si "accontenta" di seguire l'italiano in attesa di sferrare poi l'attacco finale. Castellotti con la D23 superstite è invece preda di noie ai freni e finisce per ritirarsi. Resta il solo Bonetto, che conduce la gara fino al 10° giro, dopodiché viene superato dall'argentino e, poco dopo, si ritira per noie al cambio. La vittoria, manco a dirlo, va a Fangio, che non fatica a distanziare di ben 8 minuti il più vicino avversario, Sergio Mantovani con la Maserati A6GCS/53 da 2 litri."'Italia, 1953, 20 settembre, VIII Catania-Etna'"La prima affermazione della D23 sul suolo italiano si concretizza domenica 20 settembre lungo i 32 chilometri della salita catanese che conduce all'Etna. È però una vittoria "facile", vista la netta superiorità della D23 (condotta da Eugenio Castellotti) nei confronti degli avversari: il più ostico - Nicola Musumeci - dispone infatti di una Alfa Romeo Disco Volante, con la quale però ha scarsa confidenza (pare gli sia stata affidata la vigilia della corsa) e che è forse inadatta per una corsa su di un sinuoso percorso in salita. Per dovere di cronaca, va riferito che la D23 utilizzata da Castellotti viene definita, sulla rivista dell'ACI, come Lancia Sperimentale: è probabile che qualche modifica abbia interessato questa macchina.Questa la classifica (primi 10) della corsa (percorso Km 32,000):"'1.[#164] Castellotti Eugenio (Lancia D23 spider) 19'13"3/10, media Km/h 99,8872.[#---] Musmeci Nicola (Alfa Romeo Disco Volante spider) 20'27"8/105.[#---] De Filippis Maria Teresa (Osca 1100 spider) 21'34"9/107.[#---] Casella Salvatore (Stanguellini-Fiat 750) 21'43"4/108.[#---] Rossi Giuseppe (Stanguellini-Fiat 1100) 21'48"7/109.[#---] Leonardi Sesto (Giaur 750) 22'05"4/10Italia, 1953, 4 ottobre, XVIII Pontedecimo-Passo dei Giovi'"Lungo le rampre che da Pontedecimo (periferia di Genova) conducono al Passo dei Giovi, La D23 di Eugenio Castellotti (che era risultata la più veloce nelle prove ufficiali, dove segnava l'ottimo temp di 6'20"netti, che costituiva anche il nuovo record assoluto del percorso) incappava in un testa a coda ad appena cinquecento metri dal traguardo, perdendo una trentina di secondi e, con essi, la vittoria. Alla fine, infatti, Castellotti si classificherà al 5° posto nella graduatoria assoluta, preceduto anche da vetture che, sulla carta, non avrebbero dovuto impensierirlo più di tanto.Questa la classifica (primi 10) della corsa (percorso Km 9,650):1.[#196] Bonetto Felice (Maserati monoposto F2) 6'20"3/10, media Km/h 91,3482.[#---] De Graffenried Emanuel (Maserati monoposto F2) 6'44"3.[#184] Chiron Louis (Osca monoposto F2) 6'46"4/104.[#132] Giardini Francesco (Osca 1100 spider) 6'47"9/10"'5.[#---] Castellotti Eugenio (Lancia D23 spider) 6'49"7/10'"6.[#---] Bordoni Franco (Gordini 2300 spider) 6'53"2/107.[#---] Luglio Camillo (Ferrari 4,1 litri coupé) 6'54"3/108.[#---] Contini Ettore (Lancia Aurelia B20-2500 coupé) 6'55"4/109.[#---] Stagnoli Antonio (Maserati 2 litri) 7'00"7/1010.[#---] Pinzero Enzo (Ferrari 166) 7'02"5/10"'Messico, 1953, 19/23 novembre, IV Carrera Panamericana'"Spedizione davvero "alla grande" della Lancia in terra messicana, alla ricerca di una affermazione senza se e senza ma, anche (soprattutto) nei confronti della Ferrari. Assistite da una macchina organizzativa efficiente e poderosa (quasi trenta persone, tra cui lo stesso ingegner Gianni Lancia), al via della corsa (che si dipanerà in otto tappe ripartite in 5 giornate) si schierano cinque vetture, tre del tipo più recente (D24, con motore ridotto per l'occasione dagli abituali 3,3 a 3,1 litri) e due D23 con motore da tre litri pilotate da Giovanni Bracco e da Eugenio Castellotti. La corsa sarà funestata da alcuni incidenti mortali, in uno dei quali perderà la vita Felice Bonetto. Sparito tragicamente Bonetto, le altre D24 domineranno la corsa e termineranno al 1° ed al 2° posto (Fangio e Taruffi rispettivamente) mentre delle due D23, quella di Bracco si ritirerà per la perdita di una ruota durante la quarta tappa, mentre l'altra condotta da Castellotti finirà per occupare la terza piazza assoluta, completando il successo della Lancia, che avrà risonanza mondiale (ma di cui si tratterà più diffusamente nel capitolo dedicato alla D24).A proposito di D23, va sottolineato che dopo la partecipazione alla Carrera Messicana questo modello non sarà più impegnato in corsa.Queste le classifiche delle diverse tappe:Classifica (primi 7) della prima tappa (19-11-1953, da Tuxtla Gutierrez ad Oaxaca, di km 530)1.[#34] Bonetto Felice (Lancia D24-3,1 litri spider) 3h28'14", media Km/h 152,7132.[#22] Taruffi Piero (Lancia D24-3,1 litri spider) 3h30'17"3.[#36] Fangio Juan Manuel (Lancia D24-3,1 litri spider) 3h31'06""'4.[#38] Castellotti Eugenio (Lancia D23-3 litri spider) 3h33'27"5.[#12] Maglioli Umberto (Ferrari 375MM-4,5 litri coupé) 3h37'10"6.[#7] Behra Jean (Gordini 36S-3 litri spider) 3h37'39"7.[#50] Bracco Giovanni (Lancia D23-3 litri spider) 3h41'25"Classifica (primi 7) della seconda tappa (20-11-1953, da Oaxaca a Puebla, di km 407)1.[#22] Taruffi Piero (Lancia D24-3,1 litri spider) 2h52’33” alla media di km/h 141,5242.[#34] Bonetto Felice (Lancia D24-3,1 litri spider) 2h53’41”3.[#36] Fangio Juan Manuel (Lancia D24-3,1 litri spider) 2h54’40”4.[#12] Maglioli Umberto (Ferrari 375MM-4,5 litri coupé) 2h56’00”5.[#50] Bracco Giovanni (Lancia D23-3 litri spider) 2h57’31”6.[#38] Castellotti Eugenio (Lancia D23-3 litri spider) 3h00’09”7.[#26] Mancini Guido (Ferrari 375MM-4,5 litri coupé) 3h03’45”Classifica (primi 7) della terza tappa (20-11-1953, da Puebla a México di km 128)1.[#22] Taruffi Piero (Lancia D24-3,1 litri spider) 46’25”, media Km/h 165,4572.[#34] Bonetto Felice (Lancia D24-3,1 litri spider) 46’39”3.[#12] Maglioli Umberto (Ferrari 375MM-4,5 litri coupé) 47’41”4.[#38] Castellotti Eugenio (Lancia D23-3 litri spider) 48’53”5.[#36] Fangio Juan Manuel (Lancia D24-3,1 litri spider) 49’51”6.[#50] Bracco Giovanni (Lancia D23-3 litri spider) 49’52”7.[#8] Lucas (Gordini 38S-2,5 litri spider) 50’42”Classifica (primi 7) della quarta tappa (21-11-1953, da México a Leòn di km 420)1.[#12] Maglioli Umberto (Ferrari 375MM-4,5 litri coupé) 2h15’41”, media Km/h 185,7262.[#36] Fangio Juan Manuel (Lancia D24-3,1 litri spider) 2h19’50”3.[#26] Mancini Guido (Ferrari 375MM-4,5 litri coupé) 2h20’09”4.[#38] Castellotti Eugenio (Lancia D23-3 litri spider) 2h21’50”5.[#8] Lucas (Gordini 38S-2,5 litri spider) 2h29’29”6.[#7] Behra Jean (Gordini 36S-3 litri spider) 2h31’44”7.[#23] Ricci Mario (Ferrari 375MM-4,5 litri coupé) 2h35’42Classifica (primi 7) della quinta tappa (21-11-1953, da Leòn a Durango di km 530)1.[#22] Taruffi Piero (Lancia D24-3,1 litri spider) 2h44’36”, media Km/h 193,1952.[#36] Fangio Juan Manuel (Lancia D24-3,1 litri spider) 2h49’57”3.[#38] Castellotti Eugenio (Lancia D23-3 litri spider) 2h58’48”4.[#26] Mancini Guido (Ferrari 375MM-4,5 litri coupé) 2h59’57”5.[# 6] Rosier Louis (Talbot 26GS-4,5 litri spider) 3h10’16”6.[#51] Mantz Johnny (Lincoln Capri-5,2 litri berlina 2 porte) 3h14’27”7.[#95] McGrath Jack (Lincoln Capri-5,2 litri berlina 2 porte) 3h15’47”Classifica (primi 7) della sesta tappa (22-11-1953, da Durango a Parral di km 404)1.[#23] Maglioli Umberto (Ferrari 375MM-4,5 litri coupé) 2h15’00”, media Km/h 179,555A partire dalla sesta tappa, Umberto Maglioli, rimasto appiedato per la rottura di un cuscinetto della ruota posteriore, passa alla guida della vettura di Mario Ricci, di modello identico al suo.2.[#22] Taruffi Piero (Lancia D24-3,1 litri spider) 2h22’36”3.[#36] Fangio Juan Manuel (Lancia D24-3,1 litri spider) 2h23’35”4.[#38] Castellotti Eugenio (Lancia D23-3 litri spider) 2h23’58”5.[# 6] Rosier Louis (Talbot 26GS-4,5 litri spider) 2h27’31”6.[#95] McGrath Jack (Lincoln Capri-5,2 litri berlina 2 porte) 2h31’42”7.[#53] Faulkner Walt (Lincoln Capri-5,2 litri berlina 2 porte) 2h33’08”Classifica (primi 7) della settima tappa (23-11-1953, da Parral a Chihuahua di km 300)1.[#23] Maglioli Umberto (Ferrari 375MM-4,5 litri coupé) 1h27’45”, media Km/h 205,1282.[#38] Castellotti Eugenio (Lancia D23-3 litri spider) 1h30’33”3.[#36] Fangio Juan Manuel (Lancia D24-3,1 litri spider) 1h32’51”4.[#22] Taruffi Piero (Lancia D24-3,1 litri spider) 1h32’53”5.[#51] Mantz Johnny (Lincoln Capri-5,2 litri berlina 2 porte) 1h37’51”6.[#53] Faulkner Walt (Lincoln Capri-5,2 litri berlina 2 porte) 1h38’33”7.[#95] McGrath Jack (Lincoln Capri-5,2 litri berlina 2 porte) 1h39’42”Classifica (primi 7) della ottava ed ultima tappa (23-11-1953, da Chihuahua a Ciudad Juarez, di km 358)1.[#23] Maglioli Umberto (Ferrari 375MM-4,5 litri coupé) 1h36’30”, media Km/h 222,5902.[#38] Castellotti Eugenio (Lancia D23-3 litri spider) 1h47’14”3.[#22] Taruffi Piero (Lancia D24-3,1 litri spider) 1h48’12”4.[#36] Fangio Juan Manuel (Lancia D24-3,1 litri spider) 1h49’10”5.[# 6] Rosier Louis (Talbot 26GS-4,5 litri spider) 1h49’52”6.[#51] Mantz Johnny (Lincoln Capri-5,2 litri berlina 2 porte) 1h55’39”7.[#5] Echevarria Efrain Ruiz (Ferrari 250MM-3 litri) 1h56’31”Classifica finale generale (primi 7) sul percorso complessivo, pari a Km 30771.[#36] Fangio Juan Manuel (Lancia D24-3,1 litri spider) 18h11’00”, media Km/h 169,2202.[#22] Taruffi Piero (Lancia D24-3,1 litri spider) 18h18’51”3.[#38] Castellotti Eugenio (Lancia D23-3 litri spider) 18h24’52”4.[#26] Mancini Guido (Ferrari 375MM-4,5 litri coupé) 19h40’29”5.[# 6] Rosier Louis (Talbot 26GS-4,5 litri spider) 20h11’22”6.[#23] Maglioli Umberto/Ricci Mario (Ferrari 375MM-4,5 litri coupé) 20h31’32”7.[#52] Stevenson Chuck (Lincoln Capri-5,2 litri berlina 2 porte) 20h32’55”Vetture Lancia da competizione
1,995,418
http://it.wikipedia.org/wiki/Caschetto_da_baseball
Caschetto da baseball.Il caschetto'" è un indumento protettivo obbligatorio uttilizzato dai battitori nel gioco del baseball e del softball. Nel gioco infatti c'è il rischio di essere colpiti dalla palla lanciata del lanciatore e, se non ci fosse il caschetto, si rischierebbero gravi danni alla testa.Struttura e dimensioniIl caschetto ricopre interamente il capo e la fronte; inoltre garantisce protezione delle orecchie. Nel campionato italiano di baseball in tutte le categorie la protezione di entrambe le orecchie è obbligatoria, mentre in altri campionati come la MLB è protetto solamente l'orecchio esposto verso il lanciatore durante la fase di battuta (è denominato para-orecchie).La regione esterna è costituita da una plastica estremamente dura, ma allo stesso tempo flessibile e maneggevole per consentire di eseguire al meglio i gesti atletici; spesso presenta delle aperture che consentono il passaggio dell'aria.La regione interna presenta due strati di composizione differente di natura gommosa, che hanno lo scopo principale di attutire l'urto.StoriaIl primo caschetto da baseball fu ideato nel 1907 da Roger Bresnahan il quale decise di uttilizzarlo dopo che era stato colpito al capo durante il gioco. Da allora l'uso dei caschetti si diffuse rapidamente, anche se in fasi altalenanti: molti battitori infatti, tra cui Babe Ruth e Ty Cobb, battevano senza caschetto.Negli anni cinquanta e sessanta molti battitori utilizzarono pezzi di plastica da inserire dentro il cappellino a scopo protettivo, pur di non indossare il caschetto. Molti giocatori negli anni settanta, tra i quali Bob Montgomery e Norm Cash, andarono a battere senza caschetto fino alla fine della loro carriera. L'ultimo fu proprio Montgomery nel 1979.Le varie tipologie di caschettoNelle categorie giovanili anche in Italia, al caschetto piò essere incorporata un'ulteriore protezione che ricopre il viso: mento, bocca e naso.Nella Italian Baseball League e nella Major League Baseball, il caschetto è obbligatorio per i "bat-boys/batgirls" e "ballboys/ballgirls" (ragazzini il cui compito è quello di recuperare palle e mazze durante lo svolgimento di una partita di baseball).Il caschetto senza il para-orecchie è facoltativo durante il gioco per gli allenatori posti ai lati del diamante, zona del campo nella quale è elevato il numero di battute.Voci correlateAttrezzatura del baseball
7,122,457
http://italy.indymedia.org/news/2005/10/895501.php
Warning: mysql_connect() [function.mysql-connect]: Access denied for user 'imc_italy'@'localhost' (using password: YES) in /imc/sf-active/shared/classes/db_class.inc on line 28Warning: mysql_select_db(): supplied argument is not a valid MySQL-Link resource in /imc/sf-active/shared/classes/db_class.inc on line 29Warning: mysql_query(): supplied argument is not a valid MySQL-Link resource in /imc/sf-active/shared/classes/db_class.inc on line 40Warning: mysql_errno(): supplied argument is not a valid MySQL-Link resource in /imc/sf-active/shared/classes/db_class.inc on line 115Warning: mysql_fetch_array(): supplied argument is not a valid MySQL result resource in /imc/sf-active/shared/classes/db_class.inc on line 50Delle ruote che prima venivano tornite all’interno di Teodosio e adesso non si sa,delle continue suddivisioni dei reparti interni dovute a dover fare accomodare capetti o capettini rigorosamente iscritti a FI ….(un solo piccolo esempio di un’azienda che ha circa 8500 dipendenti e va sempre di più a scalare con nuovi tagli)della gente se lo porta appresso per tutta la giornata,è una tessera senza magnete,con questo sottilissimo cip all’interno della tessera,serve per rilevare orari d’entrata e targa del proprio automezzo,si peccato che poi possono rilevare anche l’utente che se ne va a lavorare o magari a farsi gli affari propri,(ennesimo controllo della propria identità)
219,233
http://it.wikipedia.org/wiki/Altri_tempi_%28film_1952%29
Altri tempi (film 1952)."'Altri tempi" è un film del 1952, diretto da Alessandro Blasetti.Prodotto da Carlo Civallero per la Cines, ha per sottotitolo "Zibaldone n. 1" ed è composto da 8 episodi, più uno di collegamento e di raccordo ("Il carrettino dei libri vecchi"), tratti dalla novellistica dell'Ottocento, che tratteggiano un quadro dell'Italia del periodo non molto dissimile a quello nel quale la pellicola fu concepita: adulteri non consumati e tradimenti più o meno nascosti, teneri idilli bruscamente interrotti e partenza dei soldati per la guerra, litigi per futili motivi e processi per tentato avvelenamento del coniuge.Ideato e diretto da Alessandro Blasetti per festeggiare il 25° anno della sua attività (il suo esordio fu nel 1927 con la fondazione della rivista "Cinematografo" al quale seguì l'anno successivo la regìa del suo primo film, "Sole") venne proiettato in prima assoluta il 20 agosto 1952, nella serata inaugurale della XIII° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, e nelle sale uscì un mese più tardi con grandissimo successo di pubblico.Lo si ricorda soprattutto perché Vittorio De Sica, nei panni di un avvocato difensore d'ufficio delle grazie della popolana Gina Lollobrigida, coniò il termine "maggiorata fisica" che segnò un'epoca. Il film avrà un seguito, molto tartassato dalla censura, "Tempi nostri" (1954).TramaEpisodio "Il carrettino dei libri vecchi": Un bonario rivenditore di libri usati mostra ai suoi clienti alcune opere del passato e subisce scherzi da parte del turbolento figlio di una edicolante.Episodio "Ballo Excelsior": Ricostruzione filmata del "ballo allegorico di fine secolo" del compositore Romualdo Marenco rappresentato per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano l'11 gennaio 1881.Episodio "Meno di un giorno": Due amanti, per motivi contingenti, riescono a vedersi in una stanza d'albergo una volta al mese per poche ore, ma a causa di alcuni contrattempi non riescono a consumare il loro rapporto.Episodio "Il tamburino sardo": Durante la prima guerra mondiale combattuta contro gli austriaci un ragazzino nel consegnare un importante messaggio al comando italiano viene colpito e perde l'uso di una gamba.Episodio "Questioni d'interesse": Due contadini si accapigliano per il possesso di sterco da concime.Episodio "L'idillio": Tenero idillio estivo tra due bambini di famiglie dell'alta borghesia. Guido, a causa di un bacio dato alla dolce francesina Filli, si domanda se tale atto l'ha messa incinta e teme anche per la sua cameriera, che ha avuto un bambino senza essere sposata. Con la fine dell'estate arriva anche la dolorosa separazione.Episodio "La morsa": Un commerciante scopre il tradimento della moglie con il suo socio in affari. Rientrato a casa, dapprima fa finta di niente, poi con una scusa manda via la cameriera e, dopo aver costretto la moglie al perdono, la induce a togliersi la vita.Episodio "Pot-pourri di canzoni" ("Lo specio me ga dito", "Oh Trieste, oh Trieste benedetta", "Musica proibita", "Un peu d'amour", "Le valse bleu", "Baciami baciami", "Santa Lucia" e "Tripoli bel suol d'amore"): Storia di un corteggiamento e matrimonio felice, allietato dalla nascita di un figlio e concluso con la partenza del marito per la guerra, dalla quale forse non ritornerà.Episodio: "Il processo di Frine"': Una popolana viene processata per aver tentato di avvelenare insieme marito e suocera. Grazie alla sua prorompente bellezza, l'avvocato difensore nominato d'ufficio riesce con una ispirata e veemente arringa a ribaltare la situazione, trascinando pubblico e giurati dalla parte dell'imputata.NoteQuesto è in genere considerato il primo (o uno tra i primi) film a episodi con titoli singoli per ogni segmento, strutturazione che in seguito prese piede con il filone del film a episodi negli anni sessanta.Il film venne proiettato anche in Germania, col titolo "Andere zeiten" il 19 novembre 1953, quindi sempre nel 1953 sul mercato anglofono (in Gran Bretagna col titolo "Infidelity" e negli Stati Uniti d'America col titolo "Time goes by"). Proiettato diverse volte in televisione, non ha mai avuto una pubblicazione in videocassetta; nel 2005 viene pubblicato in DVD dalla Sony Pictures Home Entertainment.Altri tecniciNoteCollegamenti esterniFilm a episodiFilm commediaFilm drammaticiFilm romanticiFilm musicali
1,332,392
http://it.wikipedia.org/wiki/L%27isola_dei_famosi_2007
L'isola dei famosi 2007.L'edizione 2007'" dell'Isola dei famosi è andata in onda dal 19 settembre per dodici puntate su Rai Due. In questa quinta edizione gli autori dell'Isola dei Famosi hanno provato a rinnovare il programma aggiungendo al cast dei "famosi" anche sei "non famosi". La diretta settimanale è stata inoltre seguita da un "dopo-isola", condotto da Nicola Savino con la partecipazione di Dj Angelo, intitolato "Scorie".Il serale è stato condotto per il quinto anno consecutivo da Simona Ventura; la fascia preserale è invece stata affidata all'inviato Francesco Facchinetti, già concorrente nella seconda edizione del programma.La location scelta è stata, per il secondo anno consecutivo, Cayo Cochinos in Honduras, i collegamenti settimanali con i naufraghi sono avvenuti da una specie di tempio, caratterizzato da antiche statue e candele soprannominato "Ruina".Viene inoltre reintrodotto il meccanismo dell'ultima spiaggia (che nella seconda edizione permise a Sergio Múñiz di arrivare in finale e di vincere), che concede al concorrente appena eliminato dal televoto un'ultima chance per restare nel gioco, restando da solo su una spiaggia isolata, senza aver contatti con gli altri naufraghi, ignari dell'introduzione di tale espediente.Il programma si conclude il 5 dicembre 2007 con il gran galà di chiusura soprannominato "Tutti a casa". Gli opinionisti sono stati: Mara Venier, Sandro Mayer, Alfonso Signorini, Alda D'Eusanio.I naufraghi vipI naufraghi vip che hanno partecipato a questa edizione sono stati:Paul BelmondoIl suo sbarco sull'isola avviene il 19 settembre. La sua avventura è stata sicuramente molto frastagliata, infatti nel corso di una prova ricompensa nella seconda settimana si rompe la clavicola a causa di uno scontro con Debora Caprioglio, ma nonostante questo, decide di rimanere sull'isola, scelta che non viene molto condivisa da alcuni dei suoi compagni d'avventura, soprattutto da Manuela Villa e Alessandro Cecchi Paone, con i quale, proprio a causa di questa polemica avrà delle divergenze. Nella sesta settimana di gioco viene mandato al televoto con Lisa Fusco, dove per sua fortuna riesce ad avere la meglio. Nell'ottava settimana Grazie a Nicola Canonico (vincitore della prova ricompensa), ottiene la possibilita' di stare una notte sull'isola con sua moglie, dopodiché viene mandata di nuovo al televoto dal leader della settimana Claudio Cucurullo insieme a Debora Caprioglio, quest'ultima riesce ad avere la meglio così viene eliminato e dopodiché portato sull'ultima spiaggia, dove incontra Manuela Villa, egli accetta di sottoporsi al ballottaggio, ma la cantante riesce ad avere la meglio, così viene definitivamente eliminato. Ha stretto un buon rapporto fin dall'inizio con Nicola Canonico e Miriana Trevisan.Nicola CanonicoIl suo sbarco sull'isola avviene il 19 settembre. È stato fin dall'inizio simpatico e socievole con tutti i suoi compagni, ma anche lui come tutti gli altri ha avuto degli screzi con altri inquilini dell'isola. È stato mandato al televoto due volte, la prima contro Debora Salvalaggio e la seconda contro Vittorio De Franceschi, due persone con le quali aveva stretto un bel rapporto, dopodiché, nell'ottava settimana, grazie ad una prova ricompensa da lui stesso vinta, ottiene la possibilita' di stare una notte sull'isola con sua madre. Nel corso delle sue dieci settimane sull'isola ha stretto un rapporto piuttosto solido con Miriana Trevisan, Paul Belmondo e Claudio Cucurullo. È stato uno dei quattro finalisti di questa edizione.Debora CaprioglioIl suo sbarco sull'isola avviene il 19 settembre. Donna dolce, socievole e premurosa con tutti. Sull'isola ha mostrato il meglio di se, non ha mai avuto screzi con nessuno dei suoi compagni di avventura e nei momenti duri ha sempre cercato di sdrammatizzare. Nonostante la solarità del suo carattere, però, Debora viene mandata al televoto due volte, la prima contro Viviana Bazzani, e la seconda contro Paul Belmondo, dove in entrambi i casi per sua fortuna, è riuscita ad avere la meglio. Arriva alla finalissima, dove riesce a battere Nicola Canonico, ma perde al televoto finale contro Manuela Villa ottenendo solo il 25% di voti. Ha stretto un rapporto solido con Cristiano Malgioglio e Alessandro Cecchi Paone all'inizio del gioco, dopodiché si è molto legata a Miriana Trevisan, Nicola Canonico e Claudio Cucurullo.Ivan CattaneoIl suo sbarco sull'isola avviene il 24 ottobre, si ritira solo dopo 48 ore di permanenza. Entra come riserva di Alessandro Cecchi Paone, ma l'isola non fa per lui, infatti lo si vede più volte piangere e lamentarsi delle sue condizioni, viene portato svariate volte in infermeria, dove il medico cerca di convincerlo a rimanere, ma lui non ci riesce e decide definitivamente di ritirarsi.Alessandro Cecchi PaoneIl suo sbarco sull'isola avviene il 19 settembre, si ritira nel corso della quinta settimana per problemi personali. Inizialmente viene molto criticato dai suoi compagni d'avventura a causa della sua pigrizia, per questo motivo, nella seconda settimana di gioco viene subito mandato in nominations contro il non famoso Sandro. Ma nonostante tutto riesce ad avere la meglio. È stato più volte guardiano del fuoco durante la notte insieme a Debora Caprioglio, con la quale ha stretto una buona amicizia, si è molto legato anche a Lisa Fusco, mentre ha avuto dei contrasti con Manuela Villa e Paul Belmondo. Nei momenti di nominations Alessandro, a differenza degli altri, ha sempre preferito fare una dichiarazione di voto palese e non nominare in segreto. Si ritira dopo 5 settimane di permanenza per lasciare l'opportunità della vittoria ai non famosi e in parte adducendo il fatto che gli manca molto la connessione a internet, l'uso del suo palmare, del suo orologio e il cibo.Francesco CocoIl suo sbarco avviene il 19 settembre, si ritira nel corso della quarta settimana per problemi personali. Sull'isola ha molto legato con Cristiano Malgioglio e Manuela Villa, mentre ha avuto dei contrasti con Vittorio De Franceschi e Miriana Trevisan. Nel corso della terza settimana viene eletto leader, dopodiché, nella quarta settimana, viene mandato al televoto dal vincitore della successiva prova leader, cioè Vittorio, insieme alla sua amica Manuela Villa. Ad avere la peggio è proprio quest'ultima, ma lui al quel punto decide di ritirararsi dal gioco, così entrambi abbandonano l'isola.Lisa FuscoIl suo sbarco sull'isola avviene il 19 settembre, viene eliminata nel corso della settima puntata. Amichevole con tutti, delusa, forse, da Cristiano Malgioglio, artista che lei stima, soprattutto dopo essersi accorta del fatto che lui cospirava contro di lei. Ha legato molto con Alessandro Cecchi Paone, Manuela Villa e con l'intero gruppo dei non famosi. Viene messa in nomination, nella sesta puntata, dal suo conterraneo Nicola Canonico, leader della settimana, contro Paul Belmondo (che lei stessa aveva nominato), perdendo nella puntata successiva. Dopo l'eliminazione, le viene data la possibilità di rimanere sull'ultima spiaggia, entrando in ballottaggio con la sua amica Manuela Villa (in isolamento già da due settimane), ma rifiuta, in quanto considera la Villa vincitrice del reality, uscendo definitivamente dal gioco.Cristiano MalgioglioIl suo sbarco sull'isola avviene il 19 settembre, viene eliminato nel corso della quarta puntata. Verrà in un certo modo ricordato come la "Regina Madre" di questa edizione. Si è dato molto da fare in Honduras, infatti ha svolto tantissimi compiti, tra cui il cuoco e il barbiere. Ha stretto un legame molto forte con Manuela Villa, Debora Caprioglio e Francesco Coco. Invece le persone con le quali si è trovato più in disaccordo sono state Miriana Trevisan e Viviana Bazzani, da lui definite false e manipolatrici. Dopo la sua eliminazione viene portato sull'ultima spiaggia, dove incontra il naufrago solitario Sandro Salvestrini, ma lui ha preferito rifiutare questa possibilità e tornarsene in Italia.Debora SalvalaggioIl suo sbarco sull'isola avviene il 19 settembre, viene eliminata nella seconda puntata. Nel corso della sua intera e unica settimana sull'isola Debora viene molto criticata. Infatti i suoi compagni pensano che non si sappia integrare (questa è stata una delle poche motivazioni dei tanti concorrenti che l'hanno nominata) e proprio per questo ci rimane molto male. La vediamo molte volte chiudersi in se stessa a piangere, ma nonostante tutto ciò è riuscita a stringere una buona amicizia con Nicola Canonico, con il quale era in nomination. Dopo la sua eliminazione viene portata sull'ultima spiaggia, ma la sua permanenza su quest'ultima non durerà più di due ore perché viene battuta al televoto dalla non famosa Tiziana Decorato (altra eliminata della serata).Miriana TrevisanIl suo sbarco sull'isola avviene il 19 settembre. La sua avventura comincia con gran serenità, infatti sembra aver stretto buon un rapporto con tutti, ma con il passare del tempo si ritroverà in disaccordo moltissimi dei suoi compagni di avventura, tra cui Cristiano Malgioglio, Francesco Coco e Alessandro Cecchi Paone. Nella quarta settimana a causa delle punture dei mosquitos (zanzare honduregne) sviene, il medico del programma subito interviene consigliandogli il ritiro, ma lei grazie alla sua forza e alla sua grinta ha preferito continuare la sua avventura sull'isola. Viene mandata al televoto con Cristiano Malgioglio nella terza settimana, e con Karen Picozzi nella settima settimana, in entrambi i casi la giovane showgirl riesce ad avere la meglio, arrivando cosivia in semifinale dove riuscirà a battere anche Claudio Cucurullo qualificandosi in questo modo per la finale. Viene battuta al televoto da Manuela Villa nell'ultima puntata, classificandonsi in questo modo quarta. Nel corso della sua avventura Miriana ha stretto un ottimo rapporto con Nicola Canonico, Paul Belmondo, Lisa Fusco e Claudio Cucurullo.Manuela VillaIl suo sbarco sull'isola avviene il 19 settembre. Donna dal carattere forte e combattivo. Nel periodo di permanenza sull'isola principale ha avuto moltissime discussioni con l'intero gruppo di concorrenti, ma dopo essere stata eliminata al televoto contro il suo grande amico Francesco Coco, arriva sull'ultima spiaggia dove il pubblico la preferisce in confronto al non famoso Sandro Salvestrini. Così comincia la sua avventura in solitario. Nel suo periodo di permenenza sulla spiaggia deserta riesce man mano a battere tutti gli eliminati che accettano di scontrarsi contro di lei al ballottaggio. arrivando cosivia in semifinale quando viene di nuovo portata dai suoi amici su Playa Uva, dopo aver trascorso 35 giorni in completa solitudine. In finale riesce a battere Miriana Trevisan e Debora Caprioglio divenendo così la vincitrice di questa edizione dell'Isola dei Famosi.Naufraghi non famosiViviana BazzaniViviana Bazzani (Pescara, 4 agosto 1962), ex agente di polizia. Vive a Pescara con il marito, a cui è legata sentimentalmente da 20 anni. Laureata in sociologia attualmente è una casalinga felicissima e molto sportiva, infatti frequenta la palestra e il nuoto. Il suo sogno nel cassetto è quello di diventare inviata televisiva. Dice di volere andare sull'isola per rivalsa nei confronti di alcune persone che l'hanno ostacolata durante la sua vita. Perde al televoto la quinta settimana contro Debora Caprioglio e sull'ultima spiaggia contro Manuela Villa.Claudio CucurulloClaudio Cucurrullo (Roma, 1958), muratore. Vive a Roma con la moglie Cinzia e i suoi tre figli di 23, 19 e 11 anni. Come professione fa il muratore e la sua squadra del cuore è la Roma, della quale è tifoso sfegatato. Oltre al calcio, un altro sport di cui è appassionato è lo sci, mentre il suo hobby è viaggare. Dice di voler andare sull'isola per riposarsi un po', dopo una vita di lavoro. Perde in semifinale contro Miriana Trevisan e sull'ultima spiaggia contro Manuela Villa.Tiziana DecoratoTiziana Decorato (Torino, 1972), casalinga. Attualmente è felicemente sposata con due figlie e si definisce una mamma tuttofare, tra i suoi hobby troviamo la passione per il ricamo, per la pittura e per il bricolage. Tra gli sport praticati in passato da Tiziana troviamo nuoto ed equitazione. Attualmente, invece, il marito la trascina a fare lunghe camminate in montagna. partecipa all'isola per regalarsi del tempo solo per lei. Perde al televoto contro gli altri 5 non famosi la prima settimana. Vince al televoto sull'ultima spiaggia contro Debora Salvalaggio, diventando la sua prima abitante. Si ritira dopo una settimana.Vittorio De FranceschiVittorio De Franceschi (Livorno, 2 settembre 1970), finanziere. Vive a Pisa con il suo amatissimo cane Tobia, si definisce un uomo competitivo e generoso, con una grande forza di volontà e una forte resistenza alla fatica. Tra gli innumerolevoli sport da lui praticati troviamo il kayak, il surf, il nuoto e la palestra. Partecipa all'isola perché vuole che l'Italia intera lo veda mentre si cimenta in prove di sopravvivenza. Perde al televoto, l'ottava settimana contro Nicola Canonico. Ha stretto una bella amicizia con Karen Picozzi.Victoria PetroffVictoria Petroff (Mosca, 20 settembre 1981), modella. Attuamente vive e lavora a Milano con una sua amica. Ama la danza, fin da piccola ha sempre avuto questa passione;il suo sogno nel cassetto è innamorarsi e sposarsi, mentre il suo contributo per l'isola è il buonumore. Dice di voler partecipare al reality per tirare fuori il meglio di se stessa. Arriva sull'isola il giorno 24 ottobre, sostituendo Francesco Coco e se ne va dopo sole due settimane di permanenza per motivi di salute (conseguenze di infezione dovute ad una mastoplastica additiva).Karen PicozziKaren Picozzi (Nocera Inferiore, 9 ottobre 1976), impiegata. Ha frequentato il liceo scientifico statale "N. Sensale" di Nocera Inferiore sezione D.Ha conseguito la maturità scientifica nel 1995. È sposata con l'ex consigliere comunale di Salerno di Alleanza Nazionale Matteo Cortese. Ha due Figli. Dice di voler partire per l'isola per mettersi alla prova con se stessa e gli altri. Si ritira dall'isola la stessa settimana in cui era in nominations con Miriana Trevisan, ma nonostante tutto quest'ultima riesce a batterla al televoto interrotto dopo il suo ritiro, quindi il ritiro è valso come eliminazione.Sandro SalvestriniSandro Salvestrini (Sarzana, 12 agosto 1951), bancario. Amante delle arti marziale e dello sci, attualmente vive ad Arcola (SP), dove lavora come funzionario di banca. Il suo più grande vizio è il fumo, infatti, si definisce un fumatore accanito, la sua esperienza più pazza dice di averla vissuta quando sulle piste di Madonna di Campiglio, si spacciava per l'allenatore di Alberto Tomba. Sandro ha anche un figlio, Luca e un nipotino di 6 anni, Nicolò. Partecipa perché vuole sfidare i famosi per dimostrare che anche la gente comune vale quanto i vip. Perde al televoto contro Alessandro Cecchi Paone la seconda settimana. Resta sul'ultima spiaggia 2 settimane, dopodiché viene battuto da Manuela Villa, la quarta settimana.Episodi di particolare rilievoAscoltiTabella delle NominationsNota 1: A metà della seconda puntata Simona Ventura apre un televoto fra i 6 concorrenti non famosi. Ad avere la peggio in questa televoto è Tiziana Decorato, che, successivamente, viene portata sull'ultima spiaggia dove incontra l'eliminata della serata Debora Salvalggio. Tra le due la Ventura apre un nuovo televoto che decreta la persona che può rimanere in isolamento sull'ultima spiaggia. A spuntarla è proprio la non famosa, Tiziana, mentre la Salvalaggio torna definitivamente in Italia.Nota 2: Tiziana Decorato il giorno 3 ottobre decide di ritirarsi dal gioco a causa delle cattive condizioni di vita che ci sono sull'ultima spiaggia.Nota 3: Il parimerito tra Cristiano Malgioglio, Miriana Trevisan e Viviana Bazzani, costringe il leader della settimana, Francesco Coco, a decidere anche il nome del nominato del gruppo.Nota 4: Il parimerito tra Karen Picozzi e Manuela Villa, costringe il leader della settimana, Vittorio De Franceschi, a decidere anche il nome del nominato del gruppo.Nota 4.1: Francesco Coco il giorno 17 ottobre decide di ritirarsi dal gioco per problemi personali, viene sostituito da Victoria PetroffNota 4.2: Sia Manuela Villa che Sandro Salvestrini accettano di rimanere sull'ultima spiaggia, così tra i due viene aperto un ulteriore televoto, ad avere la meglio è Manuela Villa.Nota 5: Alessandro Cecchi Paone Decide di ritirarsi dal gioco per problemi personali, viene sostituito da Ivan Cattaneo.Nota 6: Ivan Cattaneo, si ritira dal gioco dopo solo 48 ore di permanenza sull'isola per problemi fisici.Nota 7: Victoria Petroff il giorno 7 novembre, è costretta a ritirarsi dal gioco a causa di un problema fisico.Nota 8: Nella penultima puntata subito dopo l'eliminazione di Paul Belmondo, viene aperto un televoto fra i 4 concorrenti rimasti in Ruina, cioè Claudio Cucurullo, Nicola Canonico, Miriana Trevisan, Debora Caprioglio. Ad avere la peggio è l'ultimo rimasto dei non famosi Claudio Cucurullo che insieme al primo eliminato della serata Paul Belmondo viene portato sull'ultima spiaggia dove entrambi accettano di scontrarsi in ballottaggio con Manuela Villa, ma l'ononima cantante riesce ad avere la meglio, così dopo 5 settimane di completa solitudine viene riportata dai suoi compagni d'avventura in Ruina.Nota 9: Dopo l'arrivo in Ruina di Manuela Villa, i concorrenti si soppongono ad una prova immunità che viene vinta da Debora Caprioglio e Nicola Canonico, mentre le due perdenti, Manuela Villa e Miriana Trevisan sono costrette a sottoporsi al televoto per l'intera settimana finale, tra di loro il pubblico sceglierà la quarta classificata di questa edizione.Nota 9.1: Durante la puntata finale, subito dopo l'eliminazione di Miriana Trevisan, i tre concorrenti rimasti, cioè Manuela Villa, Nicola Canonico e Debora Caprioglio si soppongono ad una prova immunità che viene vinta da Manuela Villa, che passa cosivia direttamente al televoto finale, mentre Nicola Canonico e Debora Caprioglio vengono sottoposti al televoto che decreterà fra loro il terzo classificato.Numero totale di nominationsCollegamenti esterniL'isola dei famosi| *
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http://it.wikipedia.org/wiki/Motomondiale_1985
Motomondiale 1985.La stagione 1985 è stata la trentasettesima del Motomondiale.Una stagione da dominatore per Freddie Spencer, che riuscì a vincere sia 250 che 500 con la Honda. Nella classe regina Spencer superò il campione uscente Eddie Lawson e l’ex iridato della 250 Christian Sarron, entrambi su Yamaha; quarto (su Honda) il promettente australiano Wayne Gardner.Nella 250 per la Honda si trattò di un ritorno alla vittoria in un Gran Premio dopo vari anni; Angel Nieto passò in questa classe dopo la conquista del suo 13° titolo mondiale, ma dopo 3 mancate qualificazioni nei primi gran premi dell'anno, decise di lasciare questa categoria. In occasione del GP di Germania l'Aprilia conquistò i suoi primi due punti mondiali grazie a Loris Reggiani, seguiti anche dal primo podio in occasione del GP di Jugoslavia.La 125 fu conquistata da Fausto Gresini dopo una dura lotta con Pier Paolo Bianchi: fu il quarto titolo consecutivo per la Garelli. Lo svizzero Stefan Dörflinger conquistò il titolo nella 80, classe in cui Angel Nieto (che nel frattempo aveva lasciato la quarto di litro) vinse il suo 90° (e ultimo) Gran Premio, quello di Francia.Tra i sidecar, Egbert Streuer si riconfermò campione, con Werner Schwärzel di nuovo secondo; Rolf Biland, terzo, portò al debutto il nuovo motore Krauser quattro cilindri, facendolo vincere ad Assen.Gran PremiClassificheClassifica finale Classe 500Classifica finale Classe 250Classifica finale Classe 125Classifica finale Classe 80Classifica finale Classe sidecarVoci correlateNoteCollegamenti esterniStagioni del motomondiale| 1985Serie e competizioni motoristiche nel 19851985 Grand Prix motorcycle racing season
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http://it.wikipedia.org/wiki/Stadio_Arechi
Stadio Arechi.Lo Stadio Arechi è il principale impianto sportivo di Salerno, ubicato nella periferia della città campana, in via Salvador Allende. Nello stadio vengono disputati gli incontri interni calcistici della Salernitana; occasionalmente è anche sede di concerti musicali.StoriaL'impianto prende il nome da Arechi II, principe e duca longobardo vissuto nell'VIII secolo che spostò la corte del ducato da Benevento a Salerno riorganizzando, in tal modo, l'assetto urbanisticò e difensivo della città.La costruzione dello stadio, avviata nel 1984 e conclusasi nel 1990, si rese necessaria a seguito delle condizioni inadeguate del vecchio impianto che, fino ad allora, aveva accolto le partite della Salernitana, lo Stadio Donato Vestuti. La struttura venne inaugurata nel settembre del 1990, in occasione della partita giocata contro il Padova e terminata 0-0 che segnò il ritorno dopo 23 anni della Salernitana in Serie B. Nel 1998, dopo che la squadra ottenne la promozione in Serie A, venne effettuata una ristrutturazione di adeguamento dell'impianto.Nello Stadio Arechi sono state disputate tre partite della Nazionale di calcio dell'Italia:Il 30 Maggio 2006 si sono viste all'opera, per un'amichevole pre-mondiale, Argentina ed Angola. Il match terminò sul risultato di 2 a 0 a favore della selecciòn albiceleste (reti di Lucho Gonzalez e Mascherano).Il 7 agosto 2009 lo stadio ha ospitato un'amichevole di lusso tra la Juventus F.C. e il Villarreal Club de Fútbol conclusasi con il risultato finale di 4 a 1 per gli spagnoli.CaratteristicheLo Stadio Arechi visto dall'interno della Curva SudLo stadio, composto da cemento armato, è stato costruito su pianta rettangolare (anziché ellittica), la quale è divisa in quattro settori simmetrici (uno per ciascun lato). Al suo interno presenta un campo da calcio lungo 105 metri e largo 68 metri. Essendo privo della pista di atletica, non vi sono spazi intermedi tra il campo e gli spalti; pertanto è possibile assistere agli eventi senza particolari problemi di visibilità.Inizialmente i posti a sedere erano 45.000, ma dopo le modifiche apportate con la ristrutturazione del 1998 la capienza venne ridotta agli attuali 37.500 posti, dei quali 205 sono riservati per la tribuna stampa.All'esterno dello stadio vi sono grandi parcheggi per le automobili, non molto distanti dall'impianto; nelle zone di accesso sono presenti diversi tornelli, introdotti per adeguarsi alle norme del decreto Pisanu per la sicurezza degli stadi, i cui lavori di installazione furono avviati nel febbraio 2007 e terminati nell'aprile 2008.Altri progettiNoteStadi della CampaniaSport a SalernoSalernitana Calcio 1919Stadio Arechi
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http://it.wikipedia.org/wiki/Pala_Ansidei
Pala Ansidei.La "Madonna con il Bambino fra San Giovanni Battista e San Nicola di Bari", o "Pala Ansidei", è un dipinto a olio su tavola di pioppo di cm 274 x 152 realizzato nel 1505 dal pittore Raffaello, e conservato alla National Gallery di Londra.Nella parte centrale del dipinto è raffigurata la Madonna con in braccio il Bambino, ai lati vi sono San Giovanni Battista (a destra), in adorazione della Vergine, e san Nicola di Bari (a sinistra) mentre legge un libro.In origine il dipinto era stato commissionato dalla famiglia Ansidei per adornare la cappella di famiglia nella chiesa San Fiorenzo dei Serviti a Perugia; nel 1764 venne però sostituita con un copia di Nicola Monti, mentre l'originale finì per far parte della collezione di Lord Robert Spencer, per poi passare in quella del duca di Marlborough e da questa alla National Gallery nel 1885.Nel museo londinese è anche conservata un elemento della predella originale della pala, la ', mentre le altre due tavolette che costituivano la predella, "Lo sposalizio della Vergine" e "Un miracolo di san Nicola", sono andate disperse.NoteCollegamenti esterniDipinti nella National Gallery di LondraDipinti di RaffaelloDipinti a soggetto religiosoDipinti su MariaAnsidei Madonna
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http://it.wikipedia.org/wiki/Collegiata_di_San_Martino_%28Ormea%29
Collegiata di San Martino (Ormea).La collegiata'" o "'chiesa parrocchiale di San Martino'" si trova ad Ormea (in provincia di Cuneo).La storiaLa chiesa ha struttura romanica e risale all'XI secolo anche se ha subito nel corso dei secoli molte ristrutturazioni.La chiesa iniziale, molto più piccola e con un'unica navata, aveva l'altare nella posizione opposta all'attuale: era cioè in direzione est, come si usava nel periodo romanico, appoggiato alla torre di difesa della porta di ingresso alla città. Gli affreschi ritrovati durante gli ultimi interventi del 1970 che rappresentano un Cristo Pantocratore e alcune scene della vita di San Martino, ne sono una testimonianza.Un primo importante intervento risale al 1490, quando si inserirono le due navate laterali, ma l'altare rimase ancora nella posizione originale. La nuova chiesa fu consacrata dal vescovo Novelli di Alba. La torre fu rialzata e trasformata in campanile anche se si trovava in posizione molto particolare, al centro della facciata.La chiesa aveva praticamente la facciata divisa da questo campanile in pietra molto imponente.Un secondo intervento importante fu operato nel 1612. A causa della continua crescita della popolazione, si ampliò l'attuale zona dell'altare maggiore. Furono edificati il presbiterio, l'abside scavando la montagna e le due cappelle laterali. In questa occasione si spostò l'altare dalla posizione iniziale all'attuale.Alla fine del XIX secolo furono inseriti i due androni a fianco del campanile e fu disegnata una nuova facciata con i tre portoni di cui quello centrale finto. La torre campanaria fu intonacata, fu inserito un organo sulla cantoria in legno appoggiata al muro di fondo che coprì gli affreschi del 1397.Negli anni sessanta del XX secolo fu sostituito l'antico e malridotto coro in legno con uno nuovo.Gli ultimi interventi, nel 1970, riportarono alla luce le pietre del campanile, le campane furono elettrificate, furono sostituiti i due enormi orologi; fu rifatta completamente la pittura, sostituendo quella scura precedente con colori più chiari; furono liberate da scheletri e bare le camere sotterranee un tempo usate come cimitero; furono restaurate le stazioni della Via Crucis; l'organo fu spostato dalla cantoria all'abside, con passaggio di alcune parti del coro a fianco degli altari laterali a quello principale. Grazie a questa decisione si scoprirono gli affreschi trecenteschi.ArchitetturaLa struttura della chiesa è tipicamente romanica a tre navate separate da due file di 4 pilastri a sezione quadrata di notevole dimensione e altezza.La navata centrale, più alta, ha la volta a botte mentre le due laterali hanno le volte a crociera con costoloni dorati. Una caratteristica è data dal fatto che la navata centrale è più stretta delle due laterali, residuo probabilmente dell'ampiamento del XV secolo.Le pitture grigie dei muri e blu delle volte, un tempo scure, sono state rischiarate nell'ultimo intervento. Le finestre delle navate sono piccole per cui la chiesa è spesso in penombra.Opere d'arteNel presbiterio, rialzato rispetto al piano della chiesa, fa bella mostra l'altare maggiore, in marmo policromo. L'unica pecca è data dalle dimensioni, veramente troppo imponente per la navata centrale. Fu acquistato dalla comunità parrocchiale di Ormea nella svendita delle opere della chiesa di San Domenico in Garessio, spogliata dai francesi durante la campagna d'Italia.In fondo alla navata laterale destra si trova il barocco altare della crocifissione, dove si può ammirare una tela del XVI secolo attribuita al Moncalvo.Gli altri altari, tranne quello moderno centrale del Sacro Cuore, sono barocchi e conservano delle tele di autore ignoto che rappresentano San Giovanni Battista, la morte di San Giuseppe e San Faustino.Tra gli ultimi due altari della navata è stato posto il pulpito in legno, con un pannello scolpito che riprende una scena della vita di un santo. Nella ottocentesca facciata si vede in alto l'affresco che rappresenta San Martino mentre dona parte del mantello al povero; è opera del pitture ormeasco Eugenio Arduino, che operò a cavallo fra il XIX e il XX secolo.Di un certo interesse i resti degli affreschi che raffigurano un Cristo Pantocratore e scene della vita di San Martino, che si possono ammirare sul muro al fondo della navata principale. Un tempo la chiesa era più piccola e qui era posto l'altare e l'abside in direzione Est come in tutte le chiese romaniche antiche. Gli affreschi sono datati 1397, per cui risultano i più antichi gotici del Monregalese.Importante anche il campanile romanico dell'XI secolo in pietra locale con bifore e la cuspide molto pronunciata. Un tempo era molto più basso e rappresentava la torre di difesa alla porta Est del Paese, quella di Borganza. Il passaggio per entrare nelle mura della città si può ammirare ancora all'interno della chiesa ed è interessante per l'arco a sesto acuto e il piano della strada molto più in basso dell'attuale e acciottolato con i sassi di Tanaro.All'esterno della chiesa, all'inizio del porticato, si può vedere una "Grotta di Lourdes" con le statue della pastorella e della Madonna, ma la caratteristica più importante è data dalle stalattiti e stalagmiti portate in loco dalla grotta del Grai, presso la frazione di Eca.Storia della parrocchiaLa parrocchia era un tempo una collegiata, presidiata da un parroco, detto prevosto, affiancato da 8 canonici. A metà del XVIII secolo oltre ai sacerdoti appena menzionati, operavano sul territorio comunale ben 22 preti celebranti e 5 chierici. Non bisogna dimenticare che nelle 14 frazioni esistevano ben 17 chiese dove tutte le domeniche si celebrava la Santa Messa.Adiacente alla chiesa c'è anche il cosiddetto "Giardino della Lea" nel quale si trovano anche diverse statue in marmo nero di Ormea.La parrocchia di Ormea comprende quasi tutte le chiese del territorio. Ultimamente in tutto il territorio Ormeasco c'è stata una sorta di unità pastorale.NoteChiese della provincia di Cuneo|Martino
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http://guide.supereva.it/documentazione_scolastica_on_line/interventi/2007/05/295610.shtml
“ROMA - Tutto è nato in uno scantinato di Marrakesh, nella zona universitaria. Nel retro polveroso della sua libreria Jamila Hassoune animava letture e discussioni circondata da studenti, scrittori, intellettuali e avventori di passaggio. Poi un giorno, all’inizio del ‘94, ha pensato che la magia di quelle chiacchierate potesse essere ripetuta anche dove qualcuno non aveva mai visto un libro. Ha messo romanzi, testi di storia e di biologia in uno scatolone, li ha caricati sulla sua auto, ha spinto l’acceleratore ed è partita verso i villaggi dell’Alto AtlantePubblicato il 19 maggio 2007 in: Società
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http://www.tvblog.it/post/163/wrestling-live
vorrei rendere omaggio a EDDY LA RAZA GUERRERO, il migliore.L ignoranza è una brutta malattia. il wrestling viene classificato come sport-show e nessuno vuol far credere che i colpi con le catene sono veri.Ma vorrei far presente a quei signori che la sanno lunga parlando di sangue finto e legnate finte, che se loro andassero sul ring solo per 1 minuto col più scarso wrestler andrebbero all ospedale seriamente. quello che voglio dire è che il wrestling è uno sport serio,che può entusiasmare o no, c è da parecchi anni con delle scuole specializzate, fondate da wrestler di altre generazioni, che nei paesi più poveri salvano molti giovani dai pericoli della strada.Chi critica questo sport è del tutto all oscuro dei sacrifici e della preparazione atletica di questi atleti e prima di aprire la bocca e sparare stronzate a destra e a manca su questo sport,i signori che giudicano così facilmente si ricordino di informarsi che l ignoranza è una brutta bestia. PACE all ANIMA TUA “EDUARDO GORI GUERRERO LANES”Pagina 1 di 2 - Totale commenti: 931 2 Successivi »Nome (richiesto): Email (richiesta, non verrà mostrata ai visitatori): URL del vostro sito (opzionale): Volete salvare le informazioni per la prossima volta? Si No
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http://it.wikipedia.org/wiki/Feromone
Feromone.Feromone'" (dall'inglese "pheromon") o ferormone'" (dal greco "φέρω" "portare" e "όρμάω" "mettere in movimento") è il nome dato a sostanze chimiche, segnali attivi a basse concentrazioni, prodotte ed escrete in particolar modo da insetti, che sono in grado di suscitare delle reazioni specifiche di tipo fisiologico e/o comportamentale in altri individui della stessa specie che vengono a contatto con esse.Un esempio sono i feromoni sessuali che vengono scambiati per contatto o per stimolo olfattivo e che provocano interesse sessuale in un altro individuo.I feromoni vengono distinti generalmente in quattro classi a seconda dell’effetto provocato:Nelle api ad esempio i feromoni dell'ape regina inibiscono lo sviluppo degli organi riproduttori delle operaie.Feromoni nel topoAlcuni dei più importanti effetti dei feromoni orinari sul comportamento sociale e sessuale nel topo ("Mus musculus") sono i seguenti:Inoltre è stato dimostrato che la somministrazione a femmine impuberi di urina prodotta da femmine adulte, stabulate solo con altre femmine adulte, ne ritarda la comparsa della pubertà (Drickamer, 1977; Drickamer, 1982) mentre la somministrazione alle stesse di urina prodotta da femmine in estro, gravide o durante l’allattamento ha l’effetto di anticipare l’età della pubertà, come nell’effetto Vandenbergh. (Drickamer, 1988).Voci correlateCollegamenti esterniRepellenti e attrattiviPheromone